Riccardo Foglietta
“Il Comitato di Gestione dell’A.T.C. n° 3 dell’Umbria, preso atto del comunicato stampa della Guardia di Finanza, Comando Provinciale di Terni, pubblicato in data 8 ottobre 2013, e riportante affermazioni circa presunte irregolarità che sarebbero state commesse da consiglieri dell’A.T.C. 3 nel quinquennio 2007/2011, precisa quanto segue. Non risponde al vero, che siano state accertate tali irregolarità; viceversa esse sono state solo contestate ai consiglieri della Procura Regionale della Corte dei Conti dell’Umbria, che ha inviato loro “un invito a dedurre”, per replicare a tali contestazioni.” Il Comitato di Gestione dell’Ambito Territoriale di Caccia n° 3 dell’Umbria, operante sul territorio provinciale e finanziato, prevalentemente, con contributi regionali e provinciali, in occasione della conferenza stampa che si è tenuta questa mattina presso la sede dell’associazione ha così risposto alle contestazioni effettuate dalla Procura Generale della Corte dei Conti di Perugia in merito ad una serie di irregolarità. Sono in corso, infatti, indagini da parte del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Terni che riguardano il presidente e vari componenti del Comitato di Gestione per verificare la sussistenza di un danno erariale quantificato in 1.200.000 euro. Il comunicato dell’A.T.C. n° 3 specifica inoltre che: “Sussiste, pertanto, allo stato, una mera ipotesi investigativa, al momento priva di riscontro probatorio, che dovrà essere, eventualmente dimostrata all’esito di un giudizio di fronte alla Corte dei Conti, che a tutt’oggi non è nemmeno iniziato, e che potrebbe non esserlo affatto, ove la Procura Regionale, considerasse esaustivi i chiarimenti forniti in sede di deduzione, procedendo all’archiviazione.” Le irregolarità riscontrate dalla Guardia di Finanza di Terni sarebbero di varia natura: rimborsi per spese di viaggio non giustificati da alcuna documentazione; risorse finanziarie utilizzate per rimborso delle spese di gestione non inerenti all’attività dell’associazione; la creazione di un’altra associazione di volontariato per sostenere spese finanziate dall’A.T.C. n° 3, che avrebbe causato una duplicazione dei costi; la nomina di quattro consulenti esterni (in violazione della norma regionale che prevede la possibilità di nominarne uno solo), assunti con contratti di collaborazione o a progetto rinnovati, però, tacitamente per compensi complessivi dell’ammontare di circa 450.000 euro; spese generali per 600.000 euro finalizzate all’assunzione di personale con contratti a tempo indeterminato (sempre in violazione del regolamento regionale). Il presidente dell’associazione Giovanni Eroli, presente questa mattina in sede di conferenza stampa, ha dichiarato: “Oggi non intendiamo replicare alle contestazioni, perché riteniamo che ciò vada fatto nelle sedi opportune e non in pubblico. A prendere la parola in questa occasione sono io in qualità di portavoce, dal momento che il Comitato di Gestione è stato rinnovato ed a breve verrà eletto il nuovo presidente. Al momento non è stata riscontrata alcuna irregolarità e siamo convinti di aver operato nel rispetto delle normative vigenti e secondo principi di gestione oculata. Quanto riportato nel comunicato stampa della Guardia di Finanza non corrisponde al vero, il Comitato di Gestione è stato collaborativo ai fini dell’inchiesta fornendo tutto il materiale richiesto e siamo convinti che i giudici della Corte dei Conti non potranno che confermare la validità dell’operato del direttivo dell’A.T.C. n° 3. Si tenga conto, infine, del fatto che il Consiglio Provinciale di norma effettua un controllo sugli atti dell’A.T.C. affinché siano corrispondenti alle normative previste, quindi tale Consiglio ha sempre preso visione del bilancio dell’associazione.”
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