In Consulta tornati a discutere sul regolamento cinghiali, Lorenzini (Federcaccia) alle altre associazioni: “Così si condanna il sistema all'immobilismo” - Tuttoggi.info

In Consulta tornati a discutere sul regolamento cinghiali, Lorenzini (Federcaccia) alle altre associazioni: “Così si condanna il sistema all’immobilismo”

Redazione

In Consulta tornati a discutere sul regolamento cinghiali, Lorenzini (Federcaccia) alle altre associazioni: “Così si condanna il sistema all’immobilismo”

Sab, 05/09/2026 - 17:10

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“È arrivato il momento di porre con chiarezza una questione che non può più essere ignorata: in Umbria ogni tentativo di riformare e modernizzare il sistema venatorio rischia sistematicamente di essere bloccato prima ancora di poter essere realmente sperimentato e valutato”. Così il presidente di Federcaccia Umbra, Maurizio Lorenzini, commenta quanto accaduto all’indomani dell’ultima Consulta faunistico-venatoria regionale.

Una seduta che per Lorenzini “rappresenta, purtroppo, un esempio concreto di questa situazione. Si è tornati infatti a discutere delle modifiche al regolamento per la caccia al cinghiale, nonostante il relativo iter sia stato avviato ormai da tempo, al termine di un lungo percorso di confronto che ha visto coinvolte tutte le Associazioni venatorie e agricole, nessuna esclusa. Un percorso – ricorda – nel quale ciascuno ha avuto modo di confrontarsi, avanzare osservazioni e assumere una propria posizione. Eppure, arrivati al momento di dare concretezza a quanto discusso, assistiamo ancora una volta a ripensamenti e passi indietro. Ad oggi Federcaccia e Cpa (Caccia, Pesca, Ambiente) sono le sole associazioni ad aver correttamente mantenuto le posizioni assunte nel corso dell’iter. Ed è proprio questo il punto: esistono sedi istituzionali deputate al confronto, a partire dalla Consulta faunistico-venatoria regionale, nelle quali le associazioni sono chiamate ad assumersi la responsabilità delle proprie posizioni. Non è accettabile condividere o sostenere determinati percorsi nei tavoli ufficiali e poi, quando arriva il momento delle decisioni, bloccare tutto o rimettere continuamente in discussione quanto precedentemente concordato. Così facendo non si tutela la caccia. Si produce soltanto immobilismo”.

“Questo accade nonostante la disponibilità al confronto e al cambiamento manifestata dall’assessora regionale Simona Meloni – prosegue Lorenzini –, alla quale va riconosciuto di aver aperto un percorso di interlocuzione con il mondo venatorio sui diversi temi che da tempo necessitano di una revisione. Federcaccia non sostiene di possedere la bacchetta magica, né pretende che ogni proposta di riforma sia necessariamente quella giusta. Le riforme possono essere migliorate, corrette e, se non funzionano, anche riviste. Ma per giudicarle occorre prima avere il coraggio di farle. Il territorio, la gestione faunistica, le esigenze dei cacciatori e le problematiche legate agli ungulati e ai danni all’agricoltura sono profondamente cambiati. Non possiamo continuare a ragionare con schemi vecchi di trent’anni”.

Lorenzini sottolinea che “le associazioni venatorie devono tornare a preoccuparsi prima di tutto del futuro della caccia e dei cacciatori, anziché leggere ogni cambiamento attraverso la lente della competizione per il tesseramento. Federcaccia Umbra continuerà a portare avanti le proprie proposte senza pretendere che siano intoccabili, ma chiedendo che vengano discusse nel merito e che, quando esistono le condizioni, si abbia finalmente il coraggio di sperimentarle. Quello che non siamo più disponibili ad accettare è che ogni tentativo di innovazione venga paralizzato dalla paura di cambiare o da logiche esclusivamente associative” e aggiunge che “così come la politica regionale deve poter assumere le proprie decisioni dopo aver ascoltato tutti, assumendosi la responsabilità delle scelte e verificandone successivamente i risultati, anche alle Associazioni venatorie chiediamo la stessa responsabilità e, soprattutto, serietà e coerenza nelle sedi istituzionali”.

“Restiamo quindi in attesa che il percorso istituzionale iniziato si concluda con la pubblicazione ufficiale dell’atto in gazzetta – conclude Lorenzini – secondo le determinazioni dell’amministrazione regionale alle quali ogni associazione ha già espresso le proprie osservazioni. Federcaccia continuerà naturalmente a difendere la propria Associazione e i propri iscritti, nell’interesse superiore che viene prima di qualsiasi sigla: la difesa e il futuro della caccia in Umbria”.

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