A settant’anni dalla tragedia di Marcinelle, nella quale l’8 agosto 1956 persero la vita 262 minatori di dodici nazionalità, tra cui 136 lavoratori italiani, la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ricorda una delle pagine più dolorose della storia del lavoro e dell’emigrazione italiana, sottolineando il valore della memoria come impegno concreto per la sicurezza e la dignità di ogni lavoratore.
“Marcinelle – dichiara la presidente Proietti – è il volto di uomini che avevano lasciato la propria terra e i propri affetti per lavorare e garantire un futuro migliore alle loro famiglie. Settant’anni dopo, il loro sacrificio continua a interrogare le nostre coscienze e ci richiama alla responsabilità di costruire una società nella quale il lavoro sia sempre espressione di dignità, realizzazione e speranza e mai causa di morte”. Un significato richiamato oggi anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che nel suo messaggio per il settantesimo anniversario ha sottolineato come “le vittime di Marcinelle sono parte dell’identità collettiva del nostro Paese”, ricordando il contributo degli emigrati italiani al progresso dell’Italia e alla crescita delle comunità che li accolsero.