La situazione di criticità del lago Trasimeno, aggravata dal proliferare dei chironomidi, è stata tra gli argomenti trattati nella giornata di martedì dalla Seconda commissione consiliare regionale, presieduta da Letizia Michelini. Sentiti Ilaria Bianconi dell’Associazione commercianti Castiglione del Lago e Passignano sul Trasimeno, Daniela Martini e Adolfo Bonucci dell’Associazione Tra le Mura-Castiglione del Lago, che hanno chiesto quanto la Regione sta mettendo in campo per “fare fronte all’emergenza chironomidi” e quindi “per arginare i problemi che la situazione sta creando”. Alla riunione ha preso parte l’assessora Simona Meloni.
In seconda commissione auditi i commercianti
Bianconi, Martini e Bonucci hanno evidenziato tutta la loro “preoccupazione per una situazione di sofferenza da parte delle attività legate al turismo. I chironomidi fanno scappare i turisti – hanno detto – e gli stessi cittadini hanno difficoltà di convivenza con questi insetti. Le problematiche si sono sviluppate nel tempo e chiediamo aiuto per uscire da questa difficilissima situazione con interventi concreti e lungimiranti e con un cronoprogramma preciso e con aggiornamenti costanti e precisi. Bisogna interagire con il Governo centrale per la salvaguardia del Lago”. Dagli interventi è emerso anche che nell’area del Trasimeno ci sono importanti investitori per realizzare strutture utili ad un turismo di livello, ma che situazioni come quella attuale potrebbero disincentivare certi tipi di investimento. “Il comprensorio del Trasimeno – è stato detto – sta perdendo turismo ed economia”.
L’assessore Simona Meloni ha spiegato che “il problema dei chironomidi esiste da 50 anni e quest’anno è particolarmente presente a causa dell’aumento delle temperature. Come assessorato e quindi come Regione stiamo facendo un importante lavoro a partire dalle risorse economiche dedicate previste, per la prima volta, nell’assestamento di bilancio che andrà in Aula ed approvato questa settimana. Lo scorso anno il Trasimeno ha sfiorato il milione di presenze ed è giusto che sia al centro di ogni politica. Verranno acquistate altre due Isole b (struttura ecologica per cattura selettiva chironomidi) per una spesa di circa 700mila euro. I trattamenti effettuati, e continueremo a farli con continuità, sono stati decisi dall’Asl tenendo conto del regolamento europeo. Sono stati fatti trattamenti antizanzara su ordinanze dei Comuni e verranno ripetuti. Prevediamo fondi per importanti interventi, stiamo dragando su sant’Arcangelo e san Feliciano utilizzando mezzi moderni. Sono stati già riversati nel lago 2,2 milioni di litri di acqua e stiamo rivedendo l’accordo di programma con l’Ente irriguo Umbria Toscana per allungare il periodo di attingimento. Verranno puliti tutti i canali e stiamo pianificando il lavoro per il dragaggio sulla rotta San Feliciano-Polvese e Passignano-Isola Maggiore. Rispetto ai chironomidi, a settembre saremo a Bruxelles per verificare l’eventuale possibile superamento dei vincoli europei cercando di trovare un auspicato equilibrio. Stiamo agendo su più piani in merito all’acqua, chironomidi, dragaggi e porti canale. È stata aperta una unità di crisi con un tavolo dedicato al problema chironomidi. Si tratta di tavoli con la presenza di molti soggetti e con esponenti politici di ogni provenienza. Serve responsabilità da parte di tutti. Mi piace tuttavia sottolineare che al 30 giugno di quest’anno si sono registrate presenze ed arrivi con segno più. Ora è importante fare rete e lavorare seriamente per risolvere i problemi del lago. Abbiamo in programma, nei prossimi giorni, una nuova campagna promozionale per il lago, a livello nazionale”. Rispondendo ad alcune domande in fatto di possibili ristori alle attività, l’assessore Meloni ha detto di aver convocato i Sindaci dell’Unione dei comuni e Trasimeno Servizi Ambientali S.p.a. per capire che tipo di rete si potrebbe costruire e quindi se poter intervenire su Imu e Tari. L’Assessore ha assicurato che sta dialogando, in proposito, anche con il Commissario e con la struttura commissariale.
La posizione della Lega sul Trasimeno
“Il Lago Trasimeno continua a scendere e ha già raggiunto la quota di meno 180 centimetri, un record negativo raggiunto con due mesi di anticipo rispetto a previsioni prudenziali che, salvo precipitazioni eccezionali, rischia di condurre il lago a fine estate alla fatidica soglia dei meno 200 centimetri. Davanti a questo scenario non è più accettabile assistere all’assenza di una strategia e di una programmazione da parte della Giunta regionale nel fare, per tempo, tutto il possibile per mitigare almeno questa deriva”: lo dice il capogruppo della Lega all’Assemblea legislativa dell’Umbria, Enrico Melasecche, illustrando la mozione depositata per chiedere interventi immediati a tutela del Lago Trasimeno e delle attività economiche del comprensorio.
“La mozione che ho depositato – spiega Melasecche – vuole impegnare la Regione ad attivare misure straordinarie di ristoro economico per le attività produttive del comprensorio che stanno subendo pesanti perdite a causa delle persistenti criticità ambientali del lago e della proliferazione dei chironomidi. Se l’Assemblea legislativa ha già ritenuto giusto riconoscere misure di sostegno alle imprese danneggiate dai lavori del ponte di Montemolino, non vi è alcuna ragione per negare analoga attenzione agli operatori economici del Trasimeno che stanno pagando il prezzo di una gestione inadeguata dell’emergenza”.
“Nel corso dell’audizione svolta in Seconda commissione ieri (28 luglio) – continua Melasecche – ho posto di nuovo una domanda molto semplice: quale sia il cronoprogramma degli interventi previsti per il Trasimeno, ma non ho ricevuto alcuna risposta dall’assessore Meloni. Questa assenza di programmazione spiega perché tutto avvenga in ritardo e con risultati del tutto inefficaci: i dragaggi partono a fine luglio, quando avrebbero dovuto essere completati da mesi, le manutenzioni vengono affrontate quando ormai le criticità sono esplose e gli interventi si rincorrono senza una regia. Proprio per questo, con l’atto che ho depositato, chiedo alla Giunta anche l’adozione di un vero Piano straordinario per il Lago Trasimeno, corredato da un cronoprogramma dettagliato, con tempi certi, priorità definite e risorse finanziarie individuate, che riguardi manutenzione del bacino, canali immissari, opere idrauliche, navigabilità, dragaggi efficaci, ripristino delle infrastrutture e riduzione della presenza dei chironomidi oltre alla definizione di altri progetti per il medio/lungo periodo”. “Tra le varie emergenze – aggiunge – c’è quella dei chironomidi, la cui proliferazione rende difficilissima la permanenza di residenti e turisti e provoca danni enormi alle attività della ristorazione, del commercio, del turismo e dell’accoglienza. Sembra che si presentino a macchia di leopardo e, ovviamente, intensifichino la presenza nelle ore serali. Occorrono interventi immediati e straordinari di riduzione, programmati e costanti, non iniziative tardive quando ormai la stagione è irrimediabilmente compromessa. Altrettanto urgente è il ripristino di tutte le darsene, molte delle quali versano in condizioni incompatibili con una normale fruizione del lago. La perdita di funzionalità delle infrastrutture lacustri rappresenta ormai un problema strutturale che penalizza residenti, operatori economici e visitatori e che richiede un piano straordinario di manutenzione con tempi certi e risorse adeguate. Vi è poi il tema della sicurezza della navigazione, che non può più essere sottovalutato. L’attuale dislivello tra le pedane di accesso e le imbarcazioni è tale da creare quotidianamente situazioni di grave rischio, soprattutto per persone con disabilità, anziani, famiglie con bambini e persone con ridotta mobilità. È indispensabile organizzare immediatamente un servizio di assistenza, anche ricorrendo al coinvolgimento del volontariato, affinché sia garantito il trasbordo in sicurezza. Non possiamo attendere che si verifichi un incidente per intervenire”.
“Nella mozione – conclude – chiedo anche che la Giunta riferisca nuovamente in Seconda commissione, entro la fine di settembre, quando la stagione turistica sarà ormai conclusa. Sarà quella l’occasione per tracciare una linea definitiva, verificare cosa sia stato realmente fatto in questi mesi e misurare, dati alla mano, la capacità di questa amministrazione regionale di affrontare una delle più gravi emergenze ambientali, economiche e turistiche dell’Umbria. Le promesse non bastano più: sarà il tempo di verifica dei risultati, anche perché il ritardo nella programmazione dell’afflusso dell’acqua di Montedoglio, con la convenzione Regione/Università non ancora firmata, dopo due anni dall’avvio di quella collaborazione da parte della giunta precedente, appare obiettivamente incredibile. Basta navigare nel porto delle nebbie”.