Perugia

Quelle suggestioni nel vedere Ravanelli indossare la maglia di un Grifo in vendita…

Fabrizio Ravanelli con la maglia del Grifo ha ispirato subito più di una suggestione. Specie di questi tempi, con la proprietà argentina che ha messo il Perugia in vendita e che sta sondando potenziali acquirenti. Che con una certe insistenza “bussano” alla porta del plenipotenziario Hernan Garcia Borras, senza tuttavia essersi mai presentati finora con un assegno in mano.

Eppure, le voci del Club già venduto ogni tanto si rincorrono sulle chat così come sull’antico telefono senza fili. Anche nelle ore in cui a Pian di Massiano, nel giorno del decimo compleanno del Museo del Perugia, il Club presentava le maglie per la stagione 2026/27 realizzate dal nuovo sponsor tecnico, l’azienda spagnola Joma, che ha deciso di puntare con forza anche sul calcio italiano.

“Se Ravanelli indossa la maglia, qualcosa vorrà pur dire” hanno pensato in molti. Ed in effetti, vuol dire molto. Perché l’adesione di “Penna Bianca” a quella proposta arrivata dall’area marketing del Perugia racconta di una infinita storia d’amore, quella tra un campione e il Grifo, tatuato con orgoglio sulla pelle.

Per Ravanelli è stata scelta la maglia più iconica, quella blu notte imperlato di stelle. Il riferimento, anche se non esplicitato, è ad un prodotto iconico divenuto simbolo nel mondo di Perugia città del cioccolato. Un evidente omaggio alla storia industriale di Perugia, ma anche a quella calcistica: il Perugia è tra i primi Club italiani ad adottare, negli anni Sessanta, la terza maglia, all’epoca non obbligatoria, ispirata alla scatola di cioccolatini che i Grifoni donavano al capitano della squadra avversaria.

Ravanelli è anche il simbolo della peruginità calcistica, alla quale il Club crede molto. Dallo staff fino ai calciatori. Quell’omaggio alla peruginità anche nella scelta degli atleti chiamati ad indossare per la prima volta le nuove maglie. Per la rossa, Pietro Rondolini, protagonista di una grande stagione con la Primavera, che gli è valsa già diverse convocazioni in prima squadra e la firma del suo primo contratto da professionista. Diego Stramaccioni, tornato a Perugia nel corso dell’ultima stagione e subito colonna della difesa, ha indossato la maglia bianca. Luca Moro, che nell’ultima stagione ha esordito difendendo la porta del Grifo, ha indossato la maglia dei portieri. Un altro perugino, difensore, Matteo Peruzzi, ha indossato la maglia della squadra Primavera.

Da Fabrizio Ravanelli a Matteo Peruzzi, passando per diversi altri calciatori cresciuti con il Grifo nel cuore, prima ancora che sulla maglia.

Come racconta, nella giornata del decimo anniversario del Museo, la bella storia di Edoardo Biondini, Under 17 campione d’Italia con l’Empoli e d’Europa con la maglia azzurra, che con riconoscenza e guidato da autentica passione ha voluto donare a Pian di Massiano, dove è iniziata la sua favola calcistica, la medaglia continentale conquistata, da capitano, in Estonia. Un reperto, quello mostrato con orgoglio dai “ragazzi del Museo Claudio Giulietti e Roberto Frattini, ora in mostra nella bacheca dei Grifoni che hanno fatto la storia, anche con la maglia azzurra.