Caccia Italia

“Cara Giorgia, la caccia…” | La lettera alla premier

Questa la lettera che Sergio Gunnella (ACR/CONFAVI UMBRIA) ha inviato alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sottoponendole alcune questioni che riguardano l’attività venatoria:

Ill.mo Presidente del Consiglio dei Ministri. Cara Giorgia;

è con la ferma intenzione di esternarti la mia massima stima e di tutti coloro che io rappresento in calce, col tuo permesso, che intendo rivolgermi al mio Presidente del Consiglio dei Ministri come una cara amica. Così, come tutti coloro che fino a oggi hanno avuto la fortuna di interloquire con te, pur se occasionalmente, sulle centinaia di piazze italiane riempite fino a oggi grazie alla tua presenza e al tuo operato istituzionale a tutto tondo, che anch’ io – come loro – mi permetto di chiamarti semplicemente, Giorgia.

Perché? Perché sono un cacciatore. E, se così non fosse, io sono

diverso. Gli Uomini dei Boschi della caccia cacciata, ai giorni nostri, sono dei veri giganti della diversità. E’ la parola, Presidente. Una categoria di persone che per praticare il proprio sogno è avvezza a pagare ogni anno concessioni e licenze locali, provinciali, regionali e governative; che affronta scuole, corsi, esami & aggiornamenti, tutto a pagamento; un palinsesto sociale che, conosciuto com’ è ad personam e con simpatia da Polizia, Carabinieri e Prefettura, dalle Amministrazioni comunali, provinciali e regionali, sulla carta, parrebbe una categoria di persone degne di rispetto perlomeno al pari di tutti gli altri cittadini. Ma, sia pur appartenendo alla schiera dei pochi privilegiati che possono fruire in regime di controllo, di unbene indisponibile dello Stato com’ è quello rappresentato dalla fauna selvatica, ahimè,così non è.

Allora vivadio!, cosa rende così diversi i cacciatori da tutti gli altri cittadini? La passione, Giorgia. Una sorta di malattia che li accompagna per tutta la vita. Un’ inclinazione atavica, gratuita e, se così non fosse, a disposizione di tutti. Ma sulla cui selezione avara quanto inderogabile, a nessuno è dato di disquisirne la percentuale dei privilegiati scelti a praticarla. Perché per andare a caccia non basta la passione e tutto ciò che ne consegue per averne facoltà: occorre coraggio. E questo, si sa, non si trova sugli scaffali del supermercato. Generalmente, per quella legge che fa degli uomini gli esseri più strani della terra, chi non dispone di passione & coraggio, a caccia, poi non ci va. Così come succede che, per mera avventura, chi non va a caccia, è contro di essa. Viene a fagiolo la domanda di cosa faranno mai gli iscritti della “Lega per l’ abolizione della caccia” il giorno dopo, se avvenisse mai la malaugurata cancellazione della Venaria in seno al tessuto sociale italiano. Mah! Probabilmente i tapini contano sui propri Compagni di merenda, quellidella piazza del Campo Largo: un sussidio, un reddito riservato agli irriducibili del “tutto vietato e sempre” o un sigaro, alla fine della fiera…continueranno a trovarlo anche per loro. Come hanno sempre fatto. Amen.

Sono anni che gli Uomini dei Boschi, i loro Fido e perfino la Venaria nazionale, hanno la tosse, Presidente; ormai lo sanno anche i bambini. Tuttavia la loro granitica passione, nonostante le fastidiose indisposizioni dell’ apparato respiratorio venatorio nazionale e i colpi bassi che continuano ad affliggerli senza sosta, non sfuma. Anzi. Non intendo farti perdere altro tempo, Giorgia; so quanti problemi affliggono il nostro Paese; te e il tuo staff di valorosi, specialmente ora, in odore quotidiano di conflitti di natura geo/politica, di guerre e di approvvigionamento energetico, che ostacolano la crescita e lo sviluppo del nostro amato Paese e dell’ intero pianeta, ecc., lo sapete meglio di me.

Ma vengo al punto, all’ oggetto di questa mia nota. La caccia cacciata, fra diretto e indotto, rappresenta per l’ intero Paese, oltre a un patrimonio socio/culturale di aggregazione e di tradizioni formidabile, un tassello importante nel bilancio generale dell’ intero P.I.L.. Basti pensare al settore delle armi sportive, dove l’ Italia e le sue aziende specializzate giocano ormai da lustri – nel mondo – un ruolo di primordine, al valore della selvaggina abbattuta e poi commercializzata a scopo alimentare, la buffetteria, l’ abbigliamento, la Cinofilia, ecc..

Come ben sai, giacciono da svariati mesi in Parlamento, 2078 emendamenti presentati dai “contro/tutto” del Centro/sx che bloccano inesorabilmente le riforme chieste dai rappresentanti del Centro/dx nei confronti della L. 157/92. Un impianto, questo, fondamentalmente equilibrato che tuttavia occorre modificare, non foss’ altro per le pecche di genesi maturate negli oltre 34 anni trascorsi dalla pubblicazione. Vorrei puntualizzare che i cambiamenti già in cartello da mesi in Parlamento, fanno parte di una serie di proposte di modifica auspicate da lustri dall’ intera base dei cacciatori, indipendentemente dalla loro sensibilità partitica. Ma, sei tu a insegnarmelo, che anche in caccia, dove di politica dovrebbe esistere solamente quella venatoria…così non è. Non dimenticare, Presidente, che la Riforma del 1992, sostanzialmente, fu realizzata grazie a un compromesso con gli Ambientalisti/Animalisti “concordato” da due Deputati della Repubblica di paternità/Centro/Sx e relatori, illo tempore, della L. 157/92, l’ On. Giacomo Rosini (PPI) e il Sen. Carlo Fermariello (PDS). Oggi i soliti radical schic che bivaccano in piazza del Campo Largo, pur di non regalare ad altri l’ appartenenza di un cambiamento presentato in esclusiva dalla compagine di Centro /dx, venderebbero la moglie ai turchi! E datosi che mettere sabbia in un ingranaggio tanto delicato com’ è quello della Venaria, è molto semplice, eccoti serviti i famosi 2078 emendamenti!

Non so in quale tenore sarà presa questa mia nota, Presidente Giorgia. Tuttavia, sappi che non saranno solamente le modifiche in oggetto e ancora in parcheggio, la panacea per una serena continuazione della Venaria nazionale futura. Ma ricorda che i consensi degli Uomini dei Boschi, in questo caso e in odore di elezioni nazionali, potrebbero muovere un indotto sottocutaneo di straordinaria quanta imprevedibile importanza.

Il sottoscritto rappresenta una parte di Venaria in una regione, l’ Umbria, piccola e trascurata dal mare; ecco perché qui si dice comunemente che il suo è un popolo di Santi, Poeti e Cacciatori. Siamo diversi, ho detto. Forse è questo il motivo per il quale la nostra associazione CONF.A.V.I., fin dalla sua genesi, è affiliata all’ A.C.R. (Associazione per la Cultura Rurale) il cui presidente nazionale – non a caso – è l’ Europarlamentare di Fratelli d’ Italia, on. Sergio Berlato.

Saluti fraterni.

Prof. Sergio Gunnella

ACR/CONFAVI UMBRIA