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Disciplinare carni, la Cabina associazioni venatorie: “Ignorata la nostra richiesta di incontro”

Una questione di forma, prima ancora che di sostanza (su quest’ultima sono in corso i necessari approfondimenti). Le associazioni venatorie umbre della Cabina di regia (Federcaccia, Enalcaccia, Arci Caccia, Anuu, Libera Caccia, Italcaccia, Cpa) hanno appreso con sorpresa e un certo disappunto della nota con la quale la Regione Umbria ha annunciato l’approvazione delle modifiche al “Disciplinare per la filiera delle carni di ungulati prelevati in regime di controllo”. Modifiche apportato senza un preventivo confronto con la Cabina di regia delle associazioni venatorie, che il 3 febbraio aveva chiesto su questo tema un incontro all’assessore Simona Meloni, appreso che la Regione aveva trattato l’argomento con i soli Atc.

“Riteniamo opportuno che l’Amministrazione ascolti anche le Associazioni venatorie – veniva argomentato nella lettera – affinché possano previamente fornire il loro contributo con le loro osservazioni”.

Richiesta di incontro che però è stata ignorata, con la comunicazione dell’avvenuta approvazione del Disciplinare. Attraverso una nota nella quale l’assessore Meloni annuncia che sarà attivato “un percorso di partecipazione con le associazioni venatorie per concordare delle linee guida di gestione”.

Ma il confronto le associazioni venatorie lo attendevano prima dell’approvazione del Disciplinare. O almeno una risposta formale alla propria lettera, se proprio la Regione intendeva procedere con urgenza alla luce delle sollecitazioni con le quali il commissario nazionale alla Psa chiedeva alle Amministrazioni regionali di adeguarsi alle nuove linee guida nella gestione dei cinghiali e delle relative filiere delle carni.

Intanto, le associazioni venatorie umbre stanno valutando nel merito quanto disposto nel nuovo Disciplinare, riservandosi le azioni che riterranno più opportune.