Città di Castello

5G, “Stop a nuovi impianti fino a quando non ci sarà un regolamento comunale”

Approvata a maggioranza con il “sì” anche di Castello Cambia, Marcello Rigucci (Gruppo Misto) e 5 astenuti (Tiferno Insieme, FI, Fd’I, Lega) la mozione del capogruppo de ‘La Sinistra’ Giovanni Procelli, sottoscritta da Luigi Bartolini (Psi), che impegna sindaco e Giunta “ad attivarsi per la realizzazione di un piano-programma che preveda la redazione di un regolamento comunale per pianificare la localizzazione delle stazioni radio-base, con la mappatura delle installazioni esistenti e l’individuazione delle zone per installare di impianti di telecomunicazioni”.

Nel chiedere di “vietare in tutto il territorio comunale, fino a quando non sia approvato tale regolamento comunale, l’installazione di nuovi impianti di telecomunicazione”, l’esponente della maggioranza ha evidenziato la necessità che “l’intero territorio comunale sia pianificato per individuare aree e localizzazioni atte ad ospitare future antenne di telefonia mobile e similari, minimizzando l’esposizione dei cittadini ed escludendo in ogni caso localizzazioni vicine ad abitazioni e luoghi pubblici e privati di alta frequentazione (zone sensibili) o a zone di particolare interesse paesaggistico”.

Contestualmente Procelli chiede di attivarsi al fine di “emettere un’ordinanza per dare seguito all’ordine del giorno n.85 del 16 settembre 2019, approvato all’unanimità in Consiglio comunale, che vieti l’installazione della tecnologia 5G su tutto il territorio”.

Il posizionamento dei ripetitori di telefonia mobile è foriero di proteste, timori e manifestazioni ostili per i potenziali riflessi negativi sulla salute, anche se la normativa nazionale non concede alle amministrazioni pubbliche il potere di opporsi all’installazioni di nuove antenne. I Comuni hanno comunque la possibilità di dotarsi di adeguati strumenti per trattare con i gestori telefonici, sia sul numero che sulla localizzazione

Le amministrazione pubbliche, per tutelare il diritto dei cittadini alla salute, dovrebbero cercare di posizionare gli impianti il più possibile lontano dalle abitazioni – ha rilevato Procelli – Da qui nasce la necessità di dotarsi, in via preventiva, di un piano di possibili localizzazioni che determinino le aree dove sarà in futuro possibile installare antenne, tenendo conto del principio di precauzione e minimizzando l’esposizione della popolazione”.

Secondo l’Oms circa il 3% della popolazione è affetta da problemi di elettrosensibilità. Questo comporterebbe che su Città di Castello si potrebbe stimare un problema che potrebbe riguardare 2.000-4.000 cittadini

Arcaleni (Castello Cambia): “Non ci sono studi epidemiologici sull’effetto di questa nuova tecnologia. In Umbria verrà testata una sperimentazione del 5G. Facciamo una commissione per fare un regolamento e approfondire. A Monte Santa Maria il ricorso dei cittadini è stato vinto perché non è stata data pubblicità dell’installazione”. Rigucci (Gruppo Misto): “Alcune accortezze dovrebbero essere prese perché l’inquinamento elettromagnetico produce conseguenze così come la radioattività. Giusta la regolamentazione”. Bartolini (Psi): “Dobbiamo fermare queste nuove installazioni. Parliamo in commissione del Regolamento”. L’assessore all’Urbanistica Cestini: “Ci sono limitazioni di installazioni in luoghi sensibili. Il piano delle antenne comunale non c’è, ci siamo basati sulla norma regionale e abbiamo fatto un censimento. E’ necessaria anche la collaborazione dei gestori. In alcuni punti sia urbani che esterni, come Monte Arnato, c’è concentrazione”.

Tavernelli (Pd): “Il principio di precauzione è quello da seguire. Anni fa facevamo la lotta al 3G ora siamo arrivati al 5. In realtà c’è un’alternativa che è la fibra ottica. Il 5G ha la velocità, necessari ad esempio per gli ospedali, che potrebbero avere linee preferenziali. Noi la fibra ottica ce l’abbiamo inutilizzata lungo i binari della ex Fcu. Approfondiamo con esperti del settore anche dal punto di vista sanitario”. Vincenti (Tiferno Insieme): “E’ un problema di denaro ma anche di burocrazia. Meglio trovare un posto per mettere l’antenne e pagare un affitto perché l’iter è più breve. Non possiamo andare contro la legge nazionale: non possiamo vietare per ordinanza né nuove antenne 5G né di altro tipo; propongo un iter veloce per le pratiche di installazione della fibra ottica”.

Nella replica Procelli ha accettato gli emendamenti: in particolare nel dispositivo è stato inserito il ritorno in commissione, la sospensiva fino all’approvazione del regolamento comunale e da parte dell’autorità sanitaria nazionale di nuovi impianti 5G. Vincenti e Arcaleni in dichiarazioni di voto hanno ribadito necessità di impegno per la fibra: “Impulso del Comune perché si investa in zona grigie, quelle che alle imprese non convengono”.