Perugia

2 giugno, Bistocchi: “Ricorrenza che parla ai giovani. Ma il rischio di retrocedere è dietro l’angolo”

“Ottanta anni della Repubblica, 80 anni del voto alle donne, 80 anni dalle prime sindache elette nelle elezioni amministrative delle città. Il 2026 ci regala una serie di anniversari importanti, a partire dal 2 giugno e da quel voto che ha riscritto la nostra storia, e che dobbiamo celebrare ogni giorno”. Così in una nota la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Sarah Bistocchi, che domani parteciperà alle celebrazioni del 2 giugno previste a Perugia. 

“Il 2 giugno 1946 l’Umbria si schierò in maniera netta a favore della Repubblica, raccogliendo lo spirito della Resistenza, della libertà e dell’antifascismo che avevano caratterizzato gli ultimi anni della guerra. Lo fece senza dubbi o ambiguità, in maniera chiara. Oggi noi siamo gli eredi di quei 298mila umbri che scelsero il percorso repubblicano e iniziarono un viaggio lungo e non scontato, scandito da piccole e grandi tappe, fatte di diritti, di opportunità e di libertà, rispetto alle quali però il rischio di retrocedere è sempre dietro l’angolo. Per questo è importante fare nostre le parole di Tina Anselmi, che ci ricorda che per cambiare il mondo, occorre esserci. Noi ci siamo, eredi di un passato che è presente, pronti a costruire il futuro insieme alle nuove generazioni. E il 2 giugno parla proprio ai giovani, che devono sentire la Repubblica e la democrazia come un qualcosa che compete anche a loro, non lasciar fare agli altri nell’indifferenza e nell’ignavia. Un messaggio dritto e preciso, questo 2 giugno, lo consegna anche alle ragazze di oggi. La battaglia per la conquista della parità parte da lontano, dal ‘46, ma è ben lontana dall’essere conclusa: é ora, in questo momento in cui tutto sembra regredire sotto le spinte reazionarie di chi vuole riscrivere la storia, che occorre esserci e farci sentire. Questi primi 80 anni di Repubblica sono un traguardo, ma anche un nuovo punto di partenza: c’è bisogno di conquistare nuove libertà e nuovi diritti, tutte e tutti insieme, per una società più equa, giusta e civile”.