Capo-dannati, o semplicemente condannati a un Capodanno alternativo. Quest’anno a Terni, i botti di fine anno sono arrivati prima della mezzanotte e prima del 31 dicembre (anche perché i fuochi d’artificio sono stati vietati da un’ordinanza sindacale). La prima miccia a prendere fuoco è stata quella del Caos che, stretto dalla morsa della burocrazia e della politica ha rinunciato al suo evento; a seguire è esploso in anticipo anche il veglione organizzato dalle Piscine Dello Stadio, riguardo al quale gli organizzatori hanno inviato una lettera nella quale comunicano: “Purtroppo nostro malgrado la nota struttura che doveva ospitare la festa seppure munita di tutte le autorizzazioni per eventi di questo genere, non è idonea a ricevere siffatta mole di persone che potrebbero addirittura aumentare e riversarsi presso il centro sportivo anche senza biglietto. Pertanto, siamo responsabilmente a comunicarvi la modifica del programma della festa nei seguenti termini: la cena a partire dalle ore 20,30 si svolgerà presso il ristorante Pantha Rei sito in Via Cavour a Terni, dove si terranno anche le premiazioni delle classi sportive 2015. Garantiamo che tutti i partecipanti e possessori delle prevendite, avranno garantito il voucher di accesso open per 15 giorni alle piscine dello stadio e due ingressi gratuiti alle terme, tutto questo per augurarvi un inizio 2016 ricco di Wellness & Fitness”.
Tutti hanno le autorizzazioni, tutti sono in regola, ma nessuno, per questioni interne o esterne, è riuscito a regalare un evento di spessore alla città. Ecco così che i ‘Capo-dannati’, catapultati in una sorta di girone infernale dantesco, sono costretti a trovare una soluzione alternativa all’ultimo momento, rendendo ancora più odiosa la fatidica domanda “Tu che fai a Capodanno?”, o meglio, come è stato ironizzato sui social “Tu cosa non fai?”.
Perché da tutta questa vicenda emergono almeno due realtà che non possono non essere considerate: Terni sta diventando una sorta di ‘città del no’ e del ‘contro a tutti i costi’; Terni non ha un apparato burocratico funzionale ed efficiente che possa favorire la libera iniziativa e la libera impresa.
A conferma di quanto detto c’è anche l’impressione che l’assessore alla Cultura, Giorgio Armillei, ha rilasciato a TO: “Questo non è il modo di favorire la cultura in una città. Tutto deve essere fatto, ovviamente, nel rispetto delle regole e con le documentazioni necessarie, ma credo che per quello che è successo per gli eventi di Capodanno abbia perso un po’ tutta la città. È necessario produrre un iter più snello e trasparente che possa garantire a tutti un facile accesso agli atti burocratici. Sto aspettando la documentazione tecnica relativa alle autorizzazioni del Caos per rispondere all’interrogazione del M5S l’11 gennaio, ma sono certo che nulla è mancato alla professionalità degli organizzatori”.
Sempre l’assessore Armillei, nella giornata di ieri, ha lasciato il suo augurio di buon anno su Facebook, dove difende l’operato della Giunta, e lancia una frecciata a una parte del Pd, non proprio entusiasta di come stanno andando le cose: “ Terni. Si chiude il 2015, l’anno delle riforme amministrative per la Giunta Di Girolamo – scrive Armillei – Nuova organizzazione degli uffici e dei servizi, staff per gli organi politici, nuova gestione delle posizioni dei quadri intermedi, nuovi sistemi di riferimento retributivo per dirigenti e quadri, rotazione negli incarichi dirigenziali per 2/3 dei dirigenti, chiusura e razionalizzazione delle partecipate. Un simile dinamismo non si vedeva da anni. Bisogna tornare al tempo della giunta Ciaurro per trovare qualcosa del genere. Capisco che tutto questo cambiamento possa provocare un po’ di mal di pancia in alcune componenti del PD”.
Non si è fatta attendere la risposta del segretario comunale del Pd, Jonathan Monti, uno di quelli che evidentemente ha un po’ di mal di pancia: “Il Partito Democratico di Terni e le sue rappresentanze istituzionali, dall’inizio della consiliatura 18 mesi fa, hanno convintamente sostenuto l’azione della giunta Di Girolamo nella città e nelle sedi politiche, e nell’aula consiliare tramite il gruppo del PD.
Presupposto fondamentale per vincere le sfide finora affrontate, è stata una larga condivisione di tutto il PD, seppur con una dialettica articolata che si è sempre concentrata nel merito delle vicende.
Le sfide per Terni nel 2016, a partire dallo sviluppo economico, dall’ambiente, dalla mobilità e dall’università, dovremo giocarle in un quadro nel quale la situazione economica dell’ente istituzionale che dovrà guidare questi processi in maniera innovativa, ovvero il Comune, necessita di ulteriori scelte strutturali non più rinviabili.
Anche in questo caso presupposti imprescindibili per centrare questi obiettivi, saranno senza meno un alto tasso di riformismo e realismo, ma anche di ampia condivisione con la città tutta e nelle sedi politiche ed istituzionali del PD e della maggioranza, lanciando anche una sfida di confronto, seppur nella distinzione dei ruoli, anche a tutte le forze politiche delle minoranze.
Il traguardo sarà quello di mettere nelle condizioni Terni di agganciare i primi segnali di ripresa, avendo anche l’ambizione di posizionarla fra le città che guideranno questa nuova potenziale fase di sviluppo dell’economia italiana, dopo alcune riforme di sistema del Governo del Segretario del PD Renzi.
Nella consapevolezza che questo è il quadro, respingiamo con decisione sia le valutazioni sull’operato dell’amministrazione comunale, sia le illazioni alchimistiche e futuristiche avanzate dal Partito Socialista ternano.
Per il PD il PSI resta comunque una forza politica con la quale vogliamo continuare un rapporto di alleanza programmatica ed elettorale, come accaduto nel 2014 quando loro rappresentanti erano presenti nelle liste della coalizione pur non essendo stati eletti, e come accaduto alle elezioni regionali, a patto che ci sia un reciproco rispetto ed una valutazione oggettiva dell’operato dell’amministrazione comunale e degli esponenti del PD, a partire da Cavicchioli che esercita con competenza ed indiscussa autorevolezza il ruolo di capogruppo.
Riteniamo inoltre che anche chi ha responsabilità di governo della città, come l’assessore Armillei, debba avere più rispetto dell’operato del Partito di maggioranza relativa della città e dei suoi rappresentanti, ed anche delle esperienze di governo del centrosinistra che in epoche precedenti a quelle odierne, nelle quali il quadro delle finanze delle amministrazioni locali era assai più favorevole, hanno permesso una crescita importante della città da tutti riconosciuta.
Certo, oggi siamo in una situazione diversa, nella quale la situazione economica e sociale è cambiata profondamente, influenzata dalla lunga crisi economica internazionale iniziata nel 2008.
A maggior ragione, chi oggi ha ruoli di responsabilità esecutiva, ed è espressione di una maggioranza guidata dal Partito Democratico, non può non agire nella dimensione politica riconosciutaci dagli elettori ternani, che seppur con un forte astensionismo che non ha risparmiato nessun partito e movimento, proprio nessuno, hanno nuovamente dato fiducia al PD di Terni nel 2014, riconoscendoci come la forza politica in grado di dare risposte serie, di responsabilità e prospettiva, in una situazione di difficoltà.
Una fiducia che per primi come PD sentiamo legata ai risultati tangibili che abbiamo il dovere di continuare a mettere in campo e a potenziare, nell’esclusivo interesse della città.
Le occasioni di confronto (sia politiche che istituzionali) non sono mai mancate in questi primi 18 mesi di consiliatura, e nuovamente ce ne saranno a partire da quella della riunione di maggioranza del prossimo 5 gennaio 2016.
Tutti le utilizzino con costruttività, per esercitare insieme la responsabilità di governare la nostra città, compiendo le scelte più giuste per la Terni di domani”.
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