Categorie: Cultura & Spettacolo Perugia

“UN INQUIETO FIGLIO DI PERUGIA”. INAUGURATA ALLA ROCCA PAOLINA LA MOSTRA SU ORAZIO ANTINORI

“Un intellettuale completo, un uomo d’azione e un uomo straordinario”. E’ questa la sintesi finale della ricognizione a tutto campo fatta sulla vita e le attività del perugino Orazio Antinori, in occasione della inaugurazione della mostra “Orazio Antinori – Una vita in viaggio”, curata da Sergio Gentili, Angelo Barili e Bruno Romano che rimarrà in esposizione fino al 28 agosto al Cerp/ Centro Espositivo Rocca Paolina della Provincia di Perugia.

“Una mostra – ha detto l’assessore alle attività culturali, Donatella Porzi – che rientra nella visione culturale più autentica della nostra Provincia, impegnata ad assecondare tutte le iniziative che possano contribuire ad arricchire il tessuto della nostra memoria e della nostra tradizione”. “Una mostra – ha proseguito Porzi – che sarà scandita, sino al termine, da innumerevoli manifestazioni, non a caso raccolte nel titolo di 'Effetti collaterali'. Una mostra che Carlo Romano del Cams, ha voluto ricordare, come nata dalla necessità di celebrare, nel bicentenario della nascita, un uomo inquieto e poliedrico, grande viaggiatore, naturalista, esploratore, la cui biografia culturale dovrà essere ancora completata, stante il grande numero di documenti ancora giacenti negli archivi. La biografia di un uomo che fu anche zoologo e botanico, nel suo grande amore per una campagna che, come ha ricordato Ernesto Capanna, dell’Università La Sapienza di Roma, in quei tempi era letteralmente fusa con la città. Un uomo che, come ha testimoniato l’inviato dell’ambasciata d’Etiopia, ricordando gli stretti legami da rinsaldare ancora di più, tra il suo paese e l’Italia, ha lasciato un segno straordinario nei numerosi paesi del Corno d’Africa da lui visitati, tanto che l’Etiopia ad esempio lo celebra ancora come un eroe. Ed eroe, anche risorgimentale lo fu, nella sua difesa della Repubblica romana ad esempio, come ha ricordato il suo biografo Manlio Bonati, ripercorrendo anche con una sapida anedottica l’avventura esplorativa dell’Antinori che, dalle carte ritrovate fu anche un temperamento artistico, se si fa riferimento ai suoi splendidi disegni. Di cui ha tracciato le lodi anche Nadia Fusco che si è detta ancora emozionata per avere scoperto una nuova ricca documentazione. Mentre lo storico Mario Bellucci, facendo riferimento alla propria documentazione di discendente di un altro grande perugino, Giuseppe Bellucci, ha ricordato la splendida amicizia tra Antinori e il suo avo, entrambi speranzosi in un mondo migliore.