Città di Castello

Svi trasferita a Lucignano, Bacchetta “Per trattenere azienda fatto tutto il possibile”

Torna d’attualità il trasferimento della società Svi, fino a poco tempo fa di stanza a Città di Castello, che nei giorni scorsi ha inaugurato la sua nuova sede in Toscana, a Lucignano: il capogruppo de La Sinistra per Castello, il consigliere tifernate Giovanni Procelli, nell’ultima seduta del Consiglio comunale ha chiesto in un’interrogazioneperché non si è fatto tutto il possibile per scongiurare lo spostamento di un sito produttivo con una capacità occupazione di 50 dipendenti”.

La decisione di andare in Toscana nasce dall’inadeguatezza delle strutture destinate alla produzione e alla mancanza di collegamento con la rete ferroviaria per i progetti espansivi che l’azienda stava coltivando. I titolari allora avevano intenzione di investire 20 milioni di euro in 16mila mq di superficie e di assumere altro personale, prospettando una significativa opportunità di benessere per l’intera Alta Valle del Tevere, in controtendenza alla deprimente ed inarrestabile deindustrializzazione locale e nazionale. I dipendenti tifernati della SVI ora dovranno fare i pendolari o rinunciare al posto mentre era possibile creare nuovi spazi di buona occupazione e magari affrontare il problema della Fcu, in relazione alle numerose richieste di collegamento ad Arezzo, tra cui quella della Svi

Fu fatto tutto il possibile quando nel 2009 il trasferimento venne paventato  ha dichiarato il sindaco Luciano Bacchetta – ma nacquero problemi insormontabili di natura tecnica. La SVI aveva bisogno di un binario e all’epoca tale istanza, analizzata nel progetto complessivo sia dal consiglio che in commissione, non poteva venire soddisfatta. Il terreno era stato trovato ma l’infrastruttura non poteva essere costruita in tempi utili per i piani aziendali della Svi. L’area PIP (Piano per Insediamenti Produttivi) creata ad hoc per questa ed altre imprese non è mai partita davvero. Rispetto alla nuova sede, il Comune toscano non ha dato gratis i terreni ma, così come avrebbe fatto e fa Città di Castello, ha assecondato l’arrivo di un importante soggetto produttivo”.