Perugia

Scuola XX Giugno chiusa per Covid, la preside: contagi fuori, serve responsabilità

Scuola e asilo XX Giugno chiusa per focolaio Covid, la dirigente Simonetta Zuccaccia sottolinea che la maggior parte dei casi positivi che si sono verificati a scuola, “come attestato dalla Usl, proviene da fuori del contesto scolastico“. E rivolge un appello a tutti “perché si faccia massima attenzione e si rispettino le regole“.

Il vertice con sindaco e autorità e la chiusura

La dirigente ribadisce che in tutto l’Istituto comprensivo “Perugia 3” vengono seguite tutte le procedure previste dai protocolli anti Covid. “Ancor prima della lettera dei rappresentanti di ieri (sabato ndr) e proprio in considerazione dell’evolversi improvviso della situazione – informa – ero in stretto contatto il referente Usl Umbria 1, dottor Abbritti, e il sindaco di Perugia, Andrea Romizi, per individuare la migliore gestione e soluzione della situazione“.

Contatti che sono proseguiti anche nella giornata di oggi, domenica. E sulla base dell’analisi dei dati le autorità competenti hanno deciso la chiusura della scuola. Un provvedimento tardivo, secondo quanto lamentato da diversi genitori. Sino ad arrivare a ben 10 classi in quarantena.

Abbiamo attivato, ogni qual volta che si è reso necessario – prosegue la preside Zuccaccia – il protocollo dei tamponi tramite servizio pubblico, come attesta il carteggio con l’Usl. Siamo sempre stati in diretta e costante comunicazione con il referente Usl Umbria 1, dottor Abbritti. Non c’è mai stato alcun ritardo nelle informazioni ai genitori“.

La lettera dei genitori

La dirigente chiarisce di aver dato subito risposte ai genitori, che in una lettera, sabato, aveva chiesto la chiusura della scuola e il ricorso alla didattica a distanza. Lettera alla quale la preside ha risposto sabato sera, alle 23.50, terminata la riunione – spiega – con Abbritti e il sindaco Romizi.

Dad già attivata

La preside ricorda che la scuola ha sempre attivato tutti gli strumenti di prevenzione a contrasto del Covid e sanificato gli ambienti quando necessario. Ed ha anche messo in condizione i bambini in quarantena di seguire, fin da subito, le lezioni in dad, consegnando a quelle famiglie che lo richiedevano, i computer.

L’appello alla responsabilità

Non abbiamo mai sottovalutato questa pandemia – assicura Zuccaccia – né le misure o l’iter che occorre seguire in questi casi. Tuttavia – ribadisce – deve esserci da parte di tutti, correttezza e responsabilità nei comportamenti, proprio per evitare che i contagi si propaghino così celermente“.

Si accelera sui tamponi

Nel frattempo, le autorità sanitarie hanno deciso di accelerare sui tamponi per i bambini dell’asilo. Con i tempi accorciati da 10 a 6 giorni dal contatto. Comunque lunghi, secondo molti genitori, che chiedono uno screening tempestivo, anche per evitare situazioni rischiose a casa.