Città di Castello

Rischio sismico, Lignani “Liceo e Itis non sicure, servono interventi immediati”

Il capogruppo di Fratelli d’Italia Andrea Lignani Marchesani torna sulla sicurezza delle scuole con una nuova interrogazione da presentare a sindaco e Consiglio comunale. Secondo quanto trascritto in un report dell’Area Edilizia Ambiente della Provincia di Perugia, riguardante il rischio in caso di sisma per tutte le scuole della provincia stessa, alcuni edifici necessitano ancora di interventi strutturali in adeguamento alla normativa in materia risalente al 1981″. Si tratta dunque di elevare lo standard di sicurezza degli edifici con verifiche antisfondellamento, certificazione di prevenzione incendi e certificati di idoneità statica con lavori preventivi finalizzati al conseguimento dei suddetti parametri.

A Città di Castello, secondo quanto riferito da Lignani, necessitano di tali interventi, per un totale di quasi 14 milioni di euro, il Liceo “Plinio il Giovane”, l’Itis “Franchetti” ed il professionale agrario “Patrizi” (rispettivamente 3.915.600 per il Liceo, 7.873.800 per il Franchetti e 2.040.000 per il Patrizi).

Il capogruppo di Fratelli d’Italia mette poi in evidenza gli indicatori di rischio vita ed inagibilità, che sono espressi con un coefficiente che va da 0 a 1. E’ considerata soglia di sicurezza la cifra 0,8 mentre è ad altissimo rischio un valore inferiore a 0,1. Questi gli indicatori di rischio vita, in caso di sisma, portati all’attenzione da Lignani: 0,19 per l’edificio del Liceo e 0,453 per la sua Aula Magna; 0,098 per l’Itis nella parte con il corpo in muratura e 0,8 per la parte con il corpo in acciaio; 0,451 per i laboratori, 0,461 per le cantine e 0,38 per l’edificio del professionale Patrizi. “Evidente il rischio vita per ragazzi, docenti e personale delle tre scuole, soprattutto di Liceo ed Itis”.

Nell’interrogazione Lignani chiede dunque “quali siano le iniziative immediate che l’Amministrazione comunale intende prendere, affinché detti lavori possano essere effettuati nel più breve tempo possibile dagli Enti competenti al fine di tutelare la sicurezza di chi opera in detti edifici scolastici”.