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RELIGIONE E SCIENZA POSSONO COESISTERE: LO SPIEGA LA FONDAZIONE MAGNA CARTA

“Religione, scienza e la prova della ragione”. Su questo tema, di assoluto interesse e di grande attualità, questo pomeriggio, presso il palazzo municipale, hanno preso il via i lavori del terzo convegno “A Cesare e a Dio”, organizzato a Norcia dalla Fondazione Magna Carta, con il sostegno dello stesso Comune di Norcia e in collaborazione con la Fondazione Sublacense Vita e Famiglia e la Fondazione Internazionale Giovanni Paolo II. Da sempre, scienza e religione rimandano a due diversi modi di pensare: se per la scienza valgono i dati e l'oggettività per la religione ciò che conta veramente sono fede e devozione, inevitabilmente da rapportare alla dimensione soggettiva. “I più, in tutti i campi – ha affermato il presidente di Magna Carta Gaetano Quagliariello – tendono a considerare la religione e la scienza due diversi partiti e a credere che chi fa parte dell'uno non può aderire all'altro. Questo convegno, grazie al contributo di illustri uomini di cultura e di scienza, mira invece ad invertire questo modo di pensare. Lo sforzo di individuare un canale di comunicazione tra fede e ragione – ha aggiunto – si propone anzi come il più rilevante centro tematico della riflessione che si sta dipanando nel corso del pontificato di Benedetto XVI. In estrema sintesi – ha affermato – si tratta del tentativo di superare l'idea illuministica della ragione a favore di una concezione più ampia, che consenta al razionale di accogliere la dimensione spirituale; alla mente di non rifiutarsi al cospetto degli insondabili messaggi provenienti dal cuore”. A favore di questa forte volontà di riconciliazione tra le due sfere si è espressa il vice presidente della commissione affari sociali presso la Camera dei Deputati, onorevole Luisa Santolini. “Gli argomenti al centro di questo convegno – ha detto – non possono essere appannaggio di cenacoli esclusivi ma tutti noi siamo chiamati a dare il nostro contributo e ad essere responsabili delle sfide che il nostro tempo ci pone di fronte”. Per il professor Francesco D'Agostino, intervenuto dopo il dottor Marco Ferrini della Fondazione Giovanni Paolo II, il confronto tra scienza e religione si gioca sul piano etico. “Chi si dedica al sapere e in particolare al sapere scientifico – ha detto nel corso della sua dettagliata ed ampia relazione – deve essere consapevole che tale sapere possiede un'irriducibile dimensione etica, perché per l'uomo il sapere deve diventare parte integrante di lui stesso. Un sapere autentico, infatti – ha aggiunto – non è un insieme astratto di cognizioni ma sempre e comunque capacità individuale e originale di assorbirle e personalizzarle. La coincidenza tra etica e scienza, sotto questo profilo, è totale”. Il confronto tra laici e cattolici su questi temi proseguirà domani mattina a partire dalle ore 9.30. Ad introdurre i lavori sarà una relazione del professor Giorgio Israel sul tema: “Il rapporto tra scienza e religione di fronte alle sfide della postmodernità”. Durante la stessa mattinata sarà data lettura in anteprima esclusiva al documento “Fides, ratio, scientia. Il dibattito sull'evoluzionismo” del cardinale Christoph Schönborn. “Speriamo che Norcia, una volta ancora – è stato l'auspicio espresso dal presidente Quagliariello – possa assumere un valore emblematico nel rappresentare le ragioni di una civiltà da opporre a ogni tentativo di sconvolgere la concezione e i confini dell'umano”.