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Nasce Fondazione SergioPerLaMusica / Crowdfunding da 50mila entro gennaio / L’intervista

E’ Virgilio Ambroglini il primo a prendere la parola: di commiati e parole compiante se ne sono spese abbastanza, ed è ora di andare avanti. Sembra leggersi proprio questo da parte dell’ex assessore della cultura del comune di Perugia, durante la conferenza stampa tenutasi oggi per l’apertura dei lavori di quella che sarà la Fondazione SergioPerLaMusica, ideata in ricordo dello storico promoter perugino Piazzoli, prematuramente scomparso lo scorso giugno. Così oggi diventa una data da ricordare, e per promuovere quanto ora il comitato andrà a fare. In prima linea la donna che è stata compagna di Sergio per 30 anni, Patrizia Marcagnani, affiancata dall’affetto dei tanti amici e collaboratori. “Non un’agenzia di eventi, ma un modo per ricordare Sergio”, dice ai nostri microfoni. La sede della conferenza è a sua volta da ricordare e degna di nota: è lo studio di registrazione, sede anche dell’etichetta musicale Hemiolia “alla vecchia maniera”, dove il digitale e le brutture dell’mp3 non hanno spazio. Con materiali per la maggior parte tutti vintage ma perfettamente restaurati e calibrati. Una nuova realtà perugina davvero unica nel panorama regionale e non solo (al mondo al momento sono solo 10 le aziende che si muovono nello stesso campo), nata per creare musica non soltanto da ascoltare ma soprattutto per emozionare. Artefice di questa bella realtà è Claudio Valeri che l’ha realizzata insieme al suo socio Giorgio Foschi ed insieme l’hanno messa a disposizione della Fondazione in comodato d’uso gratuito. Ora, questa in via Curtatone Montanara, diviene la sede legale e operativa della Fondazione, nell’attesa di darela giusta rilevanza alla casa di Sergio Piazzoli, nella zona del Lago Trasimeno, a cui il promoter era tanto legato.

La nascita del comitato – Dopo la presentazione del progetto alla città di Perugia durante l’incontro pubblico del 29 settembre scorso al teatro Turreno, riaperto per l’occasione, e la conseguente consultazione popolare per la scelta del nome (proposto da Vittorio Nocenzi, storico tastierista del Banco del Mutuo Soccorso ed uno degli artisti amici di Sergio che sostengono la nascente Fondazione), il 7 novembre scorso è nato poi il comitato promotore provvisorio. A quanto pare, il nome sarebbe stata materia problemtica anche per questioni, poi risolte diplomaticamente, con le dirette eredi di Sergio Piazzoli. La presentazione è avvenuta dunque oggi insieme a tutti i soci fondatori, 14 in tutto: la stessa Patrizia Marcagnani, prima socia (in questa fase iniziale anche coordinatrice artistica), Virgilio Ambroglini (coordinatore generale), Claudio Valeri, Giorgio Pangaro, Fabrizio Croce, Moreno Barboni, Patrizia Brutti, Giovanni Tarpani, Gabriele Violini, Marco Bencivenga, Adele Bevilacqua, Renzo Patumi, Gianni Versiglioni, Silvia Silvi. Presentato lo statuto e la ‘mission’ della Fondazione, che nasce quindi da un’idea degli amici di “Sergino”: un ente volto a raccogliere la sua eredità artistica, portando avanti la sua passione. La Fondazione, come ha sottolineato Ambroglini, è però aperta a tutti quelli che vogliono dare il loro contributo per onorare la memoria di Piazzoli. “Vogliamo che entrino giovani – ha detto – e che poi la possano prendere per mano, cosa stabilita anche da statuto visto che questo prevede che la governance sarà portata avanti non solo dai soci fondatori ma anche da chi sosterrà successivamente la Fondazione”. Il presidente, confermatissimo, sarà il grande Robert Wyatt, come già annunciato durante l’evento del Turreno grazie ad una lettera scritta appositamente dallo storico musicista inglese – grande amicizia e vera e propria passione di Piazzoli – per confermare la sua piena disponibilità (lettera che apre lo statuto e che è diventata quindi parte integrante del documento).

Il crowdfunding – Ora la prima azione del comitato è quella di raccogliere i fondi per la costituzione della Fondazione: per essere riconosciuta a livello regionale, il nuovo soggetto necessità di un investimento di 20mila euro, mentre a livello nazionale di 50mila. E’ qui il senso dell’organizzazione del crowdfunding. Per sostenere il vasto progetto è stata lanciata, nelle parole dello stesso  Ambroglini, la “folle idea di 50.000 euro in 90 giorni”. Sono diverse le modalità di contributo a cui corrispondono, come nelle modalità classiche del crowdfunding, alcuni “premi”. Oltre al crowdfunding, sarà possibile anche fare donazioni e bonifici diretti (è stato infatti aperto un conto corrente apposito). E’ stato poi promesso che la Fondazione “sarà una casa di vetro, luogo trasparente, accogliente ed aperto a tutti”. Nel caso in cui non si raggiungesse la somma sperata, i soldi raccolti verranno comunque devoluti in beneficienza, alle fondazioni Umbria Jazz e Perugia Musica Classica. Ambroglini poi incalza, aprendo la porta a chi, come CariArte Perugia, aveva parlato di “fare squadra per crescere come territorio”. Un invito a investire, in idee e denaro.

Concerto rinviato – Per capire l’orizzonte ampio e vasto a cui il comitato volge lo sguardo (comitato che si estinguerà una volta nata la Fondazione di partecipazione) basta leggere l’articolo 3 dello Statuto che così recita: “La Fondazione vuole sviluppare il progetto culturale e musicale ereditato dal patrimonio ideale di Sergio Piazzoli, realizzato nel corso degli anni, per perseguire la felicità della nostra società e ampliare la formazione intellettuale e civile della comunità umbra attraverso occasioni di crescita collettiva”. Obiettivo questo che sarà realizzato attraverso ipotesi culturali e progetti musicali unici. “Non saremo un’agenzia di eventi musicali e di spettacoli – ha spiegato Patrizia Marcagnani – visto che porteremo avanti la parti artistiche e culturali più elevate a cui ci aveva abituato Sergio”. Un primo evento, solamente rimandato per problemi di salute di Jon Hassell, doveva essere in programma l’8 dicembre: il celebre trombettista statunitense doveva infatti esibirsi per un evento unico con il trombettista italiano Paolo Fresu, grazie ad un concerto-omaggio a Piazzoli. Tra le altre iniziative in programma, anche quella di proporre la casa di Piazzoli all’Isola Maggiore con annesso anfiteatro come sede istituzionale della Fondazione e archivio storico personale di Sergio. Oltre ad alcuni concerti: uno inaugurale della Fondazione, uno a fine gennaio da dedicare alla scena e al fenomeno “Beat” degli anni ’60 e uno conclusivo della raccolta fondi con artisti amici di Sergio. Poi c’è il sogno della Fondazione, la riapertura del teatro Turreno per farne la “Casa della Musica”, ovvero una sala concerti, fonoteca, sala di incisione, archivio di tutti i festival musicali umbri. Una struttura permanente aperta tutto l’anno dove si possa realizzare un Centro Musicale Europeo per produzioni musicali. Tra le visioni della Fondazione c’è quindi anche quella del Turreno (rimane il luogo che sintetizza i valori che hanno motivato il lavoro di Sergio visto che qui ha organizzato concerti rimasti nella storia) come un bene culturale da salvaguardare, come un patrimonio della città dal valore inestimabile perché luogo di storia, di cultura, di musica e di emozioni grandissime.

Il Turreno – La nenonata Fondazione SergioPerLaMusica non rinunica all’idea di fare del Teatro Turreno una “casa della musica”. Sul piatto restano comunque le ipotesi più varie, quando sembra ormai abbandonata, anche istituzionalmente, l’idea di farne un garage o una paninoteca. E’ notizia che trapela durante la stessa conferenza il fatto che lo stesso Ministero dei Beni Culturali, il 28 Ottobre, abbia individuato lo storico teatro perugino come bene culturale, e dunque non soggetto a una “rivalutazione” qualunque.

Video di Radiophonica.com

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