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Candidato a sinistra, il gioco delle tre carte

Ai tatticismi dei partiti politici in vista delle elezioni regionali (ed a complicare la situazione ci sono messe anche le vicende romane, nel centrodestra ma soprattutto nel centrosinistra con la nascita del governo giallorosso) si sono subito uniformati i tanti schieramenti della galassia civica. Con i gruppi (ed i candidati, reali o presunti) che prendono tempo con gli appelli all’unità, ma intanto si dividono sul vero nodo, quello del candidato presidente, unica casella che assicura almeno un posto a Palazzo Cesaroni.

Dai due principali schieramenti civici (quello del Cantiere e quello intorno all’Umbria dei Territori) in queste settimane si è assistito a fughe in avanti, brusche frenate, veti e depistaggi.

Tanto che il commissario umbro del Pd Walter Verini, pur avendo rinunciato al ruolo di centro di gravità permanente della nascente “Cosa anti-Lega” in Umbria, ha dato tempo fino a sabato (quando, alle 10, si riuniranno i vertici dem al Decò Hotel) per avere una rosa di nomi da cui scegliere lo sfidante di Donatella Tesei.

Stirati lancia Fora

Sarà per lo stop dato da Verini ai sindaci (“non possiamo sguarnire i Comuni“) o per le quotazioni in risalita della collega Stefania Proietti (nonostante le rassicurazioni informali sull’indisponibilità alla candidatura, la partita aperta con i cinquestelle potrebbe indurla al “sacrificio”), ma il sindaco di Gubbio Filippo Maria Stirati, uno di quei vincenti a cui l’Umbria dei Territori guardava con interesse, spezza una lancia a favore di Andrea Fora. “Accogliamo con interesse e attenzione – scrive Stirati – i messaggi che, in questi giorni, Andrea Fora sta inviando ad ampi settori del civismo umbro. In particolare, ci fa piacere che l’esperienza politica e amministrativa di Gubbio – insieme ad altre – sia considerata una sorta di “laboratorio” da estendere al governo regionale“.

Insomma, Fora può incarnare lo spirito di Gubbio. “Guardiamo in maniera positiva – prosegue Stirati – ai progetti politico-amministrativi che stanno nascendo come frutto delle esperienze civiche dei vari territori umbri. In questo senso, teniamo a sottolineare con forza che non siamo disponibili ad accordi che possano riguardare e coinvolgere vecchi sistemi di potere. Non saremo la “stampella” o la “foglia di fico” di nessuno, perché non vogliamo appoggiare nessun trasformismo o accordo di potere“.

Oltre ai nodi cruciali per l’Umbria (come il lavoro), Stirati pone la questione dei territori, chiedendo un “riequilibrio tra i diversi comprensori regionali, dove le sperequazioni di risorse, investimenti e rappresentanza sono state per decenni il risultato di una pessima politica“. E in questo senso, evidentemente, la posizione di Fora lo rassicura anche per la sua Gubbio.

Se Andrea Fora saprà e vorrà incarnare tutto questo – scrive Stirati – ci troverà al suo fianco per costruire un nuovo governo regionale“.

La determinazione di Fora

D’altro canto, se nonostante il fuoco di sbarramento degli ultimi giorni Fora abbia spinto sull’acceleratore (fino ad aprire una pagina Facebook /andreaforapresidente) vuol dire che è convinto di avere un ampio appoggio, al di là di quello già manifestato da diversi sindaci del centrosinistra e da alcune formazioni politiche minori o associazioni).

E poi, come il presidente di Confcooperative Umbria ha detto, lui l’ha faccia ce l’ha messa: altri facciano altrettanto e poi si scelga il migliore. Ma gli altri preferiscono giocare a nascondino.

Sbarra si chiama fuori

Chi si chiama fuori dalla corsa per l’investitura a candidato dell’area civica e di centrosinistra è invece il segretario regionale della Cisl, Ulderico Sbarra, attento osservatore delle iniziative civiche e sostenuto, da ambienti dell’Umbria dei Territori, come possibile alternativa a Fora, uscito dal Cantiere civico.

Sbarra esce allo scoperto, tirandosi fuori dalla competizione: “In questo ultimo periodo sono stato tirato in ballo spesso impropriamente sulle vicende elettorali umbre ed è arrivato il momento di chiarire la mia posizione: non sono candidato a nessuna carica politica di alcun tipo e il mio unico impegno è quello di segretario generale della Cisl Umbria”.

Un passo indietro al quale alcuni, nonostante il messaggio chiaro, non credono. O magari, il passo indietro è stato fatto dopo alcuni confronti.

Sbarra, da segretario della Cisl, non rinuncia ad avere un però politico, proponendo la sua visione delle politiche necessarie per far uscire l’Umbria dal patano in cui è finita: “Colgo l’occasione di questa nota per invitare la politica ad occuparsi di contenuti, di tutti quei temi importanti per l’Umbria che sono la centralità del lavoro e della produzione per un welfare universalistico e per relazioni sociali forti e solidali. Non bisogna avere timore delle forze della società civile che, in tempi di crisi della politica, sono un valore aggiunto ai programmi e ai futuri impegni: queste forze non sono contro i partiti, ma semmai un sostegno. In particolar modo, le forze progressiste e riformiste, più che litigare e polemizzare sui candidati -alcuni assolutamente inventati come nel mio caso- dovrebbero lavorare – ammonisce Sbarra – per l’unica cosa che avrebbe veramente un senso: creare un fronte ampio e unito e quindi le condizioni per giocare la partita con umiltà e senso di responsabilità“.