Categorie: Cultura & Spettacolo Spoleto

Art bonus, ecco i restauri che si potranno finanziare a Spoleto con sgravi fiscali

Sgravi fiscali per chi finanzia il recupero di monumenti ed opere d’arte grazie al cosiddetto Art bonus. A Spoleto l’elenco di quello che c’è da fare è lungo e la lista elaborata dalla Giunta comunale è stata presentata nel pomeriggio di giovedì al teatro Caio Melisso, durante un incontro partecipato soprattutto da addetti ai lavori (non molto, vista la convocazione alle 14,30 voluta dall’assessore alla cultura Gianni Quaranta). Presenti all’incontro, moderato dal giornalista Italo Carmignani, oltre all’assessore Quaranta, il direttore generale della ARCUS (società per lo sviluppo dell’arte, della cultura e dello spettacolo del Ministero per i Beni e le Attività culturali) Ettore Pietrabissa e il Presidente Promo PA Fondazione Gaetano Scognamiglio.

I relatori hanno sottolineato come quella dell’Art bonus – provvedimento del ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo che rappresenta un’importante novità in materia di erogazioni liberali applicate ai beni culturali – rappresenti una opportunità per aiutare il Comune di Spoleto a finanziare importanti progetti di restauro e/o di valorizzazione di monumenti, opere d’arte e beni pubblici. Il beneficio (oltre ai vantaggi fiscali del donatore) è quello di salvaguardare il patrimonio artistico della città, favorire il mecenatismo culturale e rilanciare la cultura e il turismo. Un modo per incentivare le donazioni private (di aziende e singoli cittadini) per interventi di manutenzione o di restauro di beni culturali pubblici oppure di sostegno a istituti e luoghi della cultura attraverso un credito di imposta del 65% per le cosiddette erogazioni liberali.

Oltre a fornire informazioni pratiche su come partecipare all’Art Bonus, l’incontro è servito come occasione per presentare una prima rosa di interventi che l’Amministrazione di Spoleto ha individuato come base di partenza, una lista che verrà ulteriormente partecipata e in cui potranno confluire anche altre idee e proposte della città prima della formulazione dell’elenco definitivo: si va dal restauro di strumenti conservati alla scuola di Musica per più di 22 mila euro, al sostegno delle attività del centro regionale di eccellenza dell’arte contemporanea a Palazzo Collicola (150mila euro), dalla digitalizzazione dei documenti e di alcuni archivi d’arte della Biblioteca Comunale (25.000 euro), al restauro di quattro antifonari provenienti dall’abbazia di Sant’Eutizio (24.000 euro). Previsti anche interveneti di tipo tecnico-impiantistico al complesso monumentale di San Nicolò (30mila euro) e al Cantiere Oberdan (50mila euro). La parte del leone la fanno i beni conservati al deposito dei Beni Culturali, soprattutto i restauri degli arazzi di Cristina di Svezia (più di 500mila euro) oltre al restauro di un prezioso pianoforte Steinway (35mila euro.). Non mancano interventi di adeguamento strutturale sia per il tetto alla chiesa dei SS. Giovanni e Paolo (50mila euro), al teatrino delle Sei (80mila euro). Si prosegue con i restauri di tappeti e costumi del Museo del tessuto e del costume (286mila euro), il restauro del Cancello del Mattatoio, opera di Giannetto Orsini (20mila euro), il restauro della muratura della porta San Matteo (40mila euro), l’impermeabilizzazione della pavimentazione di Piazza del Municipio sopra la casa Romana (80mila euro), adeguamento strutturale dei locali della scuola di scenografia (60mila euro), sostegno alle attività dell’Ecomuseo Geologico Minerario (50mila euro) e la manutenzione dell’intero perimetro interno ed esterno dell’area presbiteriale di San Salvatore, patrimonio UNESCO (45mila euro).