Anna Luisa Pignatelli ha vinto il Premio letterario di Lugnano in Teverina

Anna Luisa Pignatelli ha vinto il Premio letterario di Lugnano in Teverina

Ha trionfato con “Ruggine” | Per gli inediti affermazione di Francesca Pontiggia con “Secret”

share

Anna Luisa Pignatelli ha vinto la seconda edizione del premio letterario Città di Lugnano. La giuria presieduta dal giornalista Paolo Petroni ha assegnato la vittoria alla scrittrice riconoscendo in “Ruggine”, questo il titolo del suo nuovo libro, il romanzo più affascinante e coinvolgente, rispetto agli altri, anch’essi lavori di buona fattura. ”Ruggine” è un romanzo vive di una scrittura asciutta e finemente letteraria, a suo modo lirica, forte e sottile nel far emergere le psicologie e gli umori, nel creare atmosfere sempre in modo non esplicito e fuggendo qualsiasi retorica. E’ un romanzo intenso e nero ma su un piano esistenziale e dalle radici arcaiche che si legano a stilemi da tragedia greca, di cui sono presenti molti caratteri. Il premio Lugnano è alla sua seconda edizione e viene assegnato da una giuria di esperti composta da Paolo Petroni (presidente), Daniela Carmosino, Simone Marcuzzi (vincitore della prima edizione), Annagrazia Martino, Giorgio Nisini, Giorgio Patrizi e Carlo Zanframundo, più il voto finale di una giuria popolare dei paesi dell’amerino. Anna Luisa Pignatelli, toscana di nascita, ha trascorso molti anni fuori dall’Italia, fra cui alcuni a Dar es Salaam, a Seoul e a Città del Guatemala. È conosciuta e apprezzata in Francia, dove, nel 2010, ha vinto il Prix des lecteurs du Var con la traduzione del suo primo libro, ”Nero toscano”. Per quanto riguarda la sezione racconti inediti a tema, quest’anno era stato scelto il segreto, la vittoria è andata a Francesca Pontiggia con ”Secret”. I premi sono stati assegnati sabato scorso durante la cerimonia in Piazza Santa Maria accompagnata da musiche e canti ispirati ai libri e condotta dalla curatrice del premio Elisabetta Putini con l’attrice Cecilia d’Amico e il gruppo jazz della cantante Ludovica Manzo.

share

Commenti

Stampa