Vittorio Sgarbi inaugura “Da Giotto a Morandi”, la “mostra delle mostre” in Umbria

Vittorio Sgarbi inaugura “Da Giotto a Morandi”, la “mostra delle mostre” in Umbria

Il Critico, curatore del progetto con le opere di proprietà delle Fondazioni bancarie d’Italia | Decisiva Fondazione CaRiPerugia | Photogallery

E’ un Vittorio Sgarbi insolitamente in orario e pimpante come non mai, quello che ha dato avvio questa mattina 9 aprile, a quella che può essere considerata la mostra delle mostre attualmente presente in Umbria. In una sorta di rincorsa con l’altro evento d’arte appena inaugurato lo scorso 7 aprile, “Sassoferrato. Dal Louvre a San Pietro” , il critico d’arte che è curatore di entrambe le mostre e sopratutto la Fondazione CaRiPerugia che ne è la sostenitrice fattiva in tutti e due i casi, danno vita ad un vero e proprio movimento culturale umbro che lascerà a bocca aperta chiunque abbia l’istinto “benedetto” di andare a vedere le straordinarie opere in mostra.

Ma Sgarbi non rinuncia a fare “Sgarbi” e in una sala delle conferenze della Fondazione, in C.so Vannucci, stracolma di tutto il popolo degli amanti dell’arte e legato in qualche modo alle attività della Fondazione stessa, il noto critico d’arte da  vita alla consueta affabulazione torrenziale, dove la battuta si fonde senza soluzione di continuità con le dotte citazioni storiche e critiche sul percorso che ha portato alla realizzazione della mostra Da Giotto a Morandi, ufficialmente aperta al pubblico a partire dal prossimo martedì 11 aprile nel piano nobile di Palazzo Baldeschi.

giotto-101-copia

Vittorio Sgarbi e Carlo Colaiacovo

Complice una sintonia evidente  e al limite degli “amorosi sensi” tra Sgarbi e Carlo Colaiacovo, già presidente della Fondazione (i due si abbracciano calorosamente, si scambiano battute davanti a tutto il pubblico presente), con il quale il critico d’arte ha stabilito un patto d’acciaio inossidabile, la mostra che i giornalisti hanno potuto visitare in anteprima, è davvero quanto di meglio si è visto in Umbria da molti anni a questa parte. Una ricchezza impressionante di opere ed autori più e meno conosciuti ma ugualmente di una qualità stupefacente riuniti per la prima volta grazie alla sinergia di intenti delle Fondazioni bancarie italiane che  per questo evento eccezionale hanno aperto il loro “forzieri” concedendo il prestito per il progetto targato Sgarbi-Fondazione CaRiPerugia.

Il Vittorio nazionale, ci scherza su celiando i maggiorenti della Fondazione sulla mancanza in sala della autorità politiche regionali e di quelle religiose, presenti invece in forza all’inaugurazione di “Sassoferrato. Dal Louvre a San Pitero”.

giotto-111-copia“Non contate molto, questa mostra è chiaramente minore rispetto all’altra…non c’è la Catiuscia (Marini, presidente della Regione ndr.), non ci sono gli abati…”, suscitando l’ilarità della sala che afferra al volo il senso della battuta: la vera mostra delle mostre è invece proprio quella che si sta inaugurando questa mattina.  In una iperbole dell’arte che può essere osservata e letta indifferentemente da entrambe le direzioni, sia quella di inizio che quella di arrivo della mostra a Palazzo Baldeschi, il visitatore non può fare a meno di immergersi in un trionfo di colori di tecnica e di  luce in tutte le possibili declinazioni, una partitura che orchestra quasi sei secoli di storia di terra italica. Un evento che non facciamo fatica a credere avrà pressanti richieste di proroga per accontentare  tutti coloro che avranno desiderio di parteciparvi.

Prima del taglio del nastro, il presidente e il presidente onorario della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia Giampiero Bianconi e Carlo Colaiacovo, il presidente della Fondazione CariPerugia Arte Giuseppe Depretis e il segretario generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia Fabrizio Stazi, hanno ricordato al pubblico il senso del progetto, nato con l’obiettivo di valorizzare un patrimonio artistico diffuso e in parte nascosto. La mostra, che apre proprio quest’anno in occasione dei 25 anni dalla nascita delle Fondazioni di origine bancaria, da sempre impegnate nella salvaguardia e nella promozione dell’arte, guarda con particolare attenzione alla regione e alla sua sofferenza  dopo gli eventi sismici dei mesi scorsi. Un modo di dire chiaramente che questa terra vive ed è pulsante oltre ogni “tremore” della natura. Una mostra dunque chevuole essere anche un incentivo per attrarre visitatori in Umbria. Poi un ringraziamento agli sponsor e ai prestatori che hanno permesso la realizzazione di questo grande progetto che si è avvalso della partnership tecnica di De Marinis Fine Art.

In 100 opere, da Giotto, l’artista che ha rinnovato la pittura, così come Dante, suo contemporaneo, è ritenuto il “Padre” della lingua italiana, a Giorgio Morandi che, guidato da una sorvegliatissima coscienza formale, fu capace di infondere una solennità pacata e austera ai semplici oggetti del quotidiano.

La Mostra

giotto-12-copiaAd accogliere i visitatori è Vittorio Sgarbi che, in video, spiega le ragioni che lo hanno portato a concepire il percorso della mostra Da Giotto a Morandi. Tesori d’arte di Fondazioni e Banche italiane.

Nelle sale di Palazzo Baldeschi, nel cuore di Perugia, sono state riunite 100 opere, tra dipinti e sculture, attraverso le quali si potrà verificare la pluralità degli orientamenti che stanno alla base del fenomeno del collezionismo bancario.

Si tratta di un patrimonio ampio che, per la varietà della sua composizione e per la sua stratificazione temporale, può essere considerato il volto storico e culturale dei diversi territori della nostra penisola.

Sono due i video – uno proiettato in una sala al piano terra del palazzo, l’altro al primo piano, prima dell’ingresso in mostra – in cui il curatore ribadisce ciò che ha annunciato a Roma nel corso della conferenza stampa di presentazione della mostra nella sede dell’associazione Civita: “Siamo di fronte ad un patrimonio di circa 13 mila opere, un tesoro straordinario dal quale abbiamo selezionato alcuni capolavori con l’obbiettivo di creare un temporaneo e magnifico museo parallelo”.

I SALA –La mostra si apre con un prezioso tondo con San Francesco d’Assisi di Giotto, seguito dai fondi oro di Barnaba da Modena, del Maestro dei San Paolo Perkins e di Beato Angelico.Seguono le opere di Matteo Civitali, Matteo da Gualdo, Perugino, Pinturicchio, Dosso Dossi, Perugino, Pinturicchio, Filippo da Verona e Domenico Brusasorci.

II SALA – Spiccano le pale d’altare di Camillo Procaccini e Giovanni Francesco Guerrieri da Fossombrone, accanto alla seducente Onfale di Ludovico Carracci, all’ovale con un Episodio della vita di Alessandro di Giovanni Lanfranco,  alla tormentata Deposizione di Cristo di FerraùFenzoni. Completano la sala un limpido ritratto di Scipione Punzone e una colorata Resurrezione di Lazzaro di Palma il Giovane.

III SALA – Sono qui raccolte le opere di maestri di primo Seicento influenzati dalla rivoluzionaria pittura di Caravaggio: Maestro della Flagellazione di Cesena, Antiveduto Gramatica, Rutilio Manetti, Simon Vouet, Guido Cagnacci, Giovanni Battista Caracciolo, Pietro Novelli. Chiudono la sala due capolavori di Giovan Battista Beinaschi, pittore ‘tenebrista’ attivo tra Roma e Napoli, e Cecco Bravo, uno dei maestri più inquieti e bizzarri del seicento fiorentino.

IV SALA – Nella splendida Sala delle Muse, fiore all’occhiello di Palazzo Baldeschi, troviamo due dolci Madonne con il Bambino di Simone Cantarini, accanto alla Lucrezia preordina il suicidio di Guido Reni.  Seguono il Cristo e la samaritana del Guercino, il Salvator mundi di Elisabetta Sirani, la Sacra famiglia di Gian Domenico Cerrini, il Vecchio con bottiglia da pellegrino e globo di Pietro Bellotti e l’Allegoria del tempo e della verità di Pietro Liberi.

V SALA – Le opere dei due maggiori interpreti della pittura barocca napoletana, Mattia Preti e Luca Giordano, fronteggiano quelle di gusto classicista dei bolognesi Carlo Cignani e Marcantonio Franceschini. Accanto, Giovanni Antonio Pellegrini e Pietro Balestra rappresentano il rococò veneziano ed europeo.

VI SALA – Il Salone degli stemmi raccoglie capolavori dal Settecento alla metà del Novecento, da Gaspar van Wittel a Giorgio Morandi. L’avvincente percorso offrirà al visitatore un’ampia panoramica sui soggetti affrontati dagli artisti nel XVIII secolo, dal tema sacro (Nicola Grassi, Gaetano Gandolfi, Giacomo Zampa), al ritratto (Pompeo Batoni, Angelica Kauffmann), dal capriccio e la veduta (Gherardo e Giuseppe Poli, Gaspar van Wittel, Bernardo Bellotto) alla natura morta (Cristoforo Munari, Giuseppe Artioli, Carlo Magini) e la scena di genere (Giovanni Domenico Lombardi, Gaspare Traversi). L’Ottocento è rappresentato dalle opere di Giovanni Carnevali detto il Piccio, Giovanni Fattori, Giuseppe De Nittis, Giovanni Boldini, Giuseppe Pelizza da Volpedo. Il Novecento si apre con Angelo Morbelli, seguito da Medardo Rosso, Giuseppe Biasi, Vincenzo Gemito, Adolfo Wild, Scipione, Felice Carena, Filippo de Pisis e Giorgio Morandi.

giotto-33-copiaIl viaggio si conclude con due splendidi gessi di Quirino Ruggeri, un dipinto del 1934 di Carlo Carrà e due tele dedicate al paesaggio umbro di Gerardo Dottori (purtroppo le uniche due opere, sicuramente non minori,  posizionate in modo, diciamo, non adeguato)

SPAZIO IMMERSIVO- Una sala ospita la proiezione di un video che presenta alcune delle 13 mila opere catalogate in R’Accolte, la banca dati consultabile online realizzata dall’Acri, l’Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio che ha concesso il suo patrocinio, insieme alla Regione Umbria e al Comune di Perugia.

CATALOGO – Il catalogo della mostra (italiano/inglese), curato da Vittorio Sgarbi e Pietro Di Natale, è edito da Fabrizio Fabbri Editore

RECUPERO DEI BENI DANNEGGIATI DAL TERREMOTO – Parte degli incassi della mostra sarà destinato al restauro dei beni storico-artistico danneggiati dai recenti eventi sismici. Un motivo ulteriore per visitare questo prestigioso e in parte sconosciuto “museo dei musei”, così come lo definisce il curatore Vittorio Sgarbi.

“DA GIOTTO A MORANDI. TESORI D’ARTE DI FONDAZIONI E BANCHE ITALIANE”

DALL’11 APRILE AL 15 SETTEMBRE 2017

PERUGIA, PALAZZO BALDESCHI – CORSO VANNUCCI, 66

ORARI DI APERTURA – Dal martedì al venerdì dalle 15 alle 19.30; sabato e domenica dalle 11.00 alle 19.30. Lunedì chiuso.

BIGLIETTI – Intero 6 euro; ridotto 4 euro (gruppi con più di 10 persone; over 65; studenti con più di 18 anni). Ingresso gratuito per studenti fino a 18 anni.

PARCHEGGI – Per i visitatori è stata attivata una convenzione con la Saba-Sipa il parcheggio di Piazza Partigiani che permette di avere una tariffa scontata per le prime due ore di sosta. Per informazioni rivolgersi alla biglietteria della mostra.

Info: www.fondazionecariperugiaarte.it tel. 075. 5734760

© Riproduzione riservata

Foto: Tuttoggi.info (Carlo Vantaggioli). Guarda la fotogallery qui sotto.