Vini nel mondo e l’amaro calice, kermesse morta? Forse no

Vini nel mondo e l’amaro calice, kermesse morta? Forse no

In nottata arriva la precisazione di Casali | Patron attacca, istituzioni lo costringono all’angolo. La storia di VnM, dagli anni d’oro a quelli di…latta

Rischia di trasformarsi in un amaro calice Vini nel Mondo, kermesse un tempo di altissimo livello del buon bere nazionale, divenuta una sorta di vetrina a maggioranza dei seppur sempre ottimi vini umbri. Che ora, a detta degli organizzatori, non avrà più seguito, almeno a Spoleto.

L’annuncio a sorpresa (si fa per dire, visto che il copione era già andato in scena) è arrivato dalle colonne de Il Messaggero cui patron Alessandro Casali ha deciso di affidare tutta la propria amarezza sparando a zero sul “disinteresse” mostrato dalle istituzioni, Comune e Regione in primis. Un modo inusuale per comunicare le proprie decisioni, approfittando delle domande poste dalla giornalista, atteso che gli uffici pubblici non avevano ricevuto alcuna comunicazione. Uno scivolone che ha innescato una battaglia di comunicati stampa che ha portato alla fine i due enti a replicare per le rime.

Una ridda di note stampa che ha reso la vicenda simile alla Battaglia delle arance di Ivrea. E forse potrebbe essere un’idea per il prossimo Carnevale, la Battaglia dei chicchi d’uva, sicuramente meno pericolosi per gli obiettivi da colpire.

Ma per fare il punto della situazione attuale c’è da ripercorrere l’intera storia.

LA STORIA D’ORO… – Che il paziente fosse malato lo si era intuito già nell’edizione successiva a quella in cui il Ministero delle politiche agricole aveva fatto venir meno il proprio, ricchissimo contributo. Partita nel 2005, nell’era del ministro Alemanno, VnM poteva contare su circa 900mila euro; un fiume di denaro per la promozione dei vini di eccellenza e del buon bere italiano. Contributo che si andrà assottigliando a circa 600mila euro con il passare dei ministri De Castro, Zaia, Galan, Romano (leggi in fondo la precisazione fatta in serata da Casali).

In pratica per tutto l’arco temporale del berlusconismo, incluso il biennio del Governo Prodi II (De Castro). Merito di patron Casali di saper intrattenere relazioni politiche a 360 gradi, pur restando legatissimo al pressoché scomparso ex ministro Scajola a Roma e al sottosegretario Bocci in Umbria: frequentando i salotti della Roma che conta, organizzando party esclusivi con parterre di vip da fare invidia al red carpet di Cannes. E’ il mondo di chi sa fare pierre e Casali lo sa fare benissimo.

E sa progettare un evento capace di attirare le migliori cantine, che acquistano senza batter ciglio gli spazi nelle suggestive location che il Comune mette a disposizione gratuita. Altra manna, insieme ai contributi di banche e fondazioni locali, per i forzieri dell’associazione Arte, gusto e cultura che detiene il marchio VnM e per la società Meet di Casali che cura l’evento facendolo rimbalzare su tv e giornali nazionali grazie a generose campagne pubblicitarie. Senza dimenticare i ricavi dalla vendita dei calici. E il rischio di impresa? A saperlo.

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(il taglio del primo nastro, era il 2005 – ft da Facebook)

La fine della ‘pacchia’ combacia con l’arrivo a palazzo Chigi di Monti e del ministro Mario Catania alle Politiche agricole. E’ l’inverno 2011, quello che decreta l’avvio delle rigorose spending review. Sia chiaro, il dicastero oggi retto dal ministro Martina, continua a investire svariati milioni nella promozione del vino. Leggiamo ad esempio il decreto 3362 del 23 maggio 2016 che “stabilisce la ripartizione finanziaria delle risorse relative al piano nazionale di sostegno al settore vitivinicolo per la campagna 2016/2017 e viene attribuita alla quota nazionale per la gestione della misura promozione la somma di euro 30.599.100“.

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(il Ministro Martina: il dicastero ha stanziato più di 30 mln per la promozione vinicola)

Perché l’associazione e la Meet riescano ad ottenere solo un cortese patrocinio, è un mistero. Certo le regole sono cambiate, c’è più rigore, ci sono i bandi con nuove regole. Un altro decreto ministeriale, per fare un esempio, ammetteva alla presentazione dei progetti chi richiede “una percentuale di contribuzione pubblica inferiore al 50%” del costo complessivo. Non è neanche da escludersi che un errore di fondo sia stato quello di non aver messo la manifestazione non più sotto una onlus culturale ma un vero e proprio Consorzio a partecipazione pubblica, come aveva in passato consigliato lo stesso dicastero. Strategia che avrebbe permesso con ogni probabilità un più facile accesso ai fondi e garantito la massima trasparenza di tutti gli attori.

QUELLA DI BRONZO… – ma torniamo al 2012. in soccorso della kermesse, per quello che poteva, scende la giunta di Daniele Benedetti che, oltre a confermare la gratuità di spazi e servizi (un valore di qualche decina di migliaia di euro), stanzia circa 30mila euro cash. I magazzini di VnM hanno ancora scorte sufficienti di calici, le cantine non avvertono la ‘crisi’ gestionale e tornano nella città del festival. La “Notte bianca del vino” conferma il suo successo di folla, anche se l’appuntamento fa sentire i primi scricchiolii vista la concorrenza di città che sfruttano ogni occasione e genere alimentare. Mancherebbe solo la Notte bianca (o rosa) della mutanda e avremo visto pressoché tutto. Il 2012 comunque passa. Annus horribilis è il 2013 con gli organizzatori che decidono di chiudere i battenti e sperare nell’anno che verrà. Casali ha ragione quando lancia gli appelli che ‘senza lilleri non si lallera’, ma stranamente gli unici a non rispondere sono proprio i privati e le annesse associazioni di categoria. E’ indubbio che un evento come questo non può reggersi solo su un privato. Che qualche difficoltà l’ha fatta registrare anche in  Umbria. Ma non è neanche più sostenibile, specie eticamente, che sia solo Pantalone a fare tutto. Chi ha continuato invece a rispondere agli appelli è stato il municipio e, dal 2014, la Regione che ha stanziato 25mila euro previa rendicontazione delle spese sostenute. Consuntivo che, a detta dell’assessore Cecchini, non è mai arrivato, neanche nel 2015. 50mila euro buttati nel cestino? Così dicono a palazzo Donini.

 …E QUELLA DI LATTA – Lo scoop del quotidiano romano è storia di questi giorni. Alle domande della collega Ilaria Bosi, Casali affida il suo sfogo: “Non ci sono più i presupposti per farla qui…abbiamo riscontrato un disinteresse totale da parte della città e dei suoi livelli istituzionali e non possiamo non prenderne atto … L’amministrazione comunale avrebbe prima assicurato lo stanziamento di 18mila euro, poi ridotti a 10mila. Con tanto di amara sorpresa: lo storno di 9.100 euro per l’affitto degli spazi, che ha ristretto il contributo trasformandolo in 900 euro, che devono ancora essere versate” scrive il quotidiano nell’edizione di domenica scorsa.

In soccorso del patron, neanche quattro ore dopo l’uscita in edicola, arriva il consigliere comunale di opposizione e assistente dell’onorevole Bocci, Paolo Martellini, solitamente parco nell’inviare note alla stampa. Per dare un aiutino ai cronisti, il consigliere scrive di pugno anche il titolo per il proprio comunicato: “Il silenzio assordante delle istituzioni su vini nel mondo”. Martellini denuncia così che “la città ha perso un’altra grande occasione … che non si può far finta di niente o rimanere inermi di fronte al grido di allarme che aveva lanciato già qualche mese fa il patron della manifestazione Alessandro Casali che a mio avviso deve essere considerato una potenzialità da mettere in campo per le istituzioni” e lancia l’appello a “fare squadra”.

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Che a dirlo sia un esponente di quello stesso piddì cui fa capo il ministro Martina – il cui dicastero non sente più di finanziare la manifestazione – suona quanto meno singolare. Dell’indomani la nota del capogruppo di Forza Italia, Alessandro Cretoni: “resto basito di fronte alla notizia  del trasloco di Vini nel Mondo … ritengo doveroso che il consigliere delegato, insieme all’assessore ed all’Osservatorio Permanente sul Turismo si attivino per individuare proposte correttive e soluzioni da porre subito alla attenzione della Regione Umbria per evitare di lasciarsi sfuggire eventi ed eccellenze del nostro territorio”. In religioso silenzio restano associazioni di categoria e sindacati, con unica eccezione per la Cgil: “La manifestazione deve rimanere a Spoleto – dice il responsabile territoriale Corrado Corradetti – il territorio non può assolutamente permettersi, in questo momento così drammatico, tra terremoto e crisi aziendali, di perdere un importante appuntamento che attrae turisti e fa bene all’economia cittadina. Chiediamo al sindaco, alla Regione e al patron della manifestazione di trovare una soluzione”.

LA REPLICA DELLE ISTITUZIONI… – dura la replica di Comune e Regione. “Scopro dai giornali che Vini nel Mondo non si terrà come da 13 anni a questa parte. Oltre al dispiacere per le modalità con le quali siamo stati informati, ci troviamo costretti a correggere alcune inesattezze” esordisce il sindaco Fabrizio Cardarelli. “Anche quest’anno, come nel 2016, eravamo pronti a stanziare i 10mila euro previsti (18 mila nel 2014 e 2015). Il finanziamento dello scorso anno è diventato di 3mila (e non 900 euro come afferma Casali), perché 7mila euro sono stati utilizzati per il pagamento di servizi resi in occasione dell’edizione 2016, sia per debiti risalenti all’anno 2015. Abbiamo riconosciuto il pubblico interesse, fatto questo che ha garantito agli organizzatori l’utilizzo gratuito di spazi come il Complesso monumentale di San Nicolò, foyer  Caio Melisso, ex Museo Civico, Teatrino delle 6 e Sala del Palazzo Comunale. E concesso l’utilizzo gratuito dei palchi, compreso il montaggio e lo smontaggio, l’allaccio gratuito alla rete elettrica del Comune e l’utilizzo gratuito dei totem pubblicitari, oltre alla nostra massima collaborazione”.

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(l’Assessore regionale Fernanda Cecchini con il Sindaco Fabrizio Cardarelli)

Poi la stoccata finale: “ad oggi non è stata presentata richiesta per l’edizione 2017, fatto insolito visto che formalizzazione avveniva sempre tra settembre e ottobre dell’anno precedente. Non sarà che si è preferito sollevare polemiche inutili e pretestuose per nascondere una verità diversa, ossia che Casali non è più interessato ad organizzare Vini nel Mondo? Detto ciò – conclude il Sindaco Cardarelli – incontreremo alla fine di questa settimana gli organizzatori della manifestazione, per valutare se ancora sussistono le condizioni per una nuova edizione”. Uguale toni anche da parte dell’assessore regionale Fernanda Cecchini: “Dispiace leggere dai giornali le affermazioni di Casali che, per quanto riguarda  le difficoltà che sta vivendo la manifestazione, ha deciso di cercare il colpevole tra le istituzioni. Come Regione abbiamo stanziato lo scorso anno 25.000 euro, regolarmente rendicontati, che i nostri uffici della ragioneria pagheranno nei prossimi giorni. Negli anni abbiamo sempre sostenuto la manifestazione, stanziando risorse che, per assurdo, non abbiamo potuto erogare a causa delle mancate rendicontazioni da parte dello stesso Casali”.

…E QUELLA DI CASALI – “Niente polemiche, solo un po’ di chiarezza”. Inizia così la nota del patron che già nelle prime righe conferma comunque che VnM per il 2017 non si terrà più a Spoleto”. “Nonostante il taglio del contributo ministeriale la manifestazione è andata avanti per volontà del Gruppo Meet. Una scelta coraggiosa – scrive Casali – che contava sull’aiuto di tutto il sistema locale, non solo in termini di contributi diretti ma anche di costruzione di una rete che nell’interesse di tutto il territorio sostenesse una macchina organizzativa complessa e onerosa. Purtroppo così non è stato, o lo è stato solo in modo insufficiente, per cui il Gruppo Meet si è trovato a dover sostenere l’evento in prima persona e a coprire le perdite … le sfide difficili si vincono in squadra. E la squadra su Vini Nel Mondo non è riuscita a decollare. Insomma, i problemi di oggi vengono da lontano. E tutti ne eravamo consapevoli”. “ Rispetto a ciò che ha detto il sindaco – continua Casali – nessuna polemica. Solo qualche doverosa precisazione. Il sindaco, oltre un mese fa, era informato dal presidente dell’Associazione, Fernando Leonardi, che non c’erano i presupposti per organizzare l’edizione 2017, non solo per il terremoto, che ha reso inagibile molti siti espositivi compreso il chiostro, ma perché non c’erano i presupposti economici in quanto mancava il supporto delle principali istituzioni locali. Nessuna ambiguità  per quanto riguarda il Ministero: da quattro anni non può finanziare VnM e il Gruppo Meet si è fatto carico dei costi. Per quanto riguarda l’assessore Cecchini va detto che Meet e l’Associazione hanno sempre regolarmente rendicontato tutto, ottenendo così i contributi della Regione. Tranne un anno, quello a cui si riferisce l’assessore, perché  per motivi amministrativi  la Regione ha dato  il contributo al Comune e il Comune non ha potuto rendicontare in quanto le spese erano state fatte da Meet e dall’Associazione”.

Solo in fondo alla lunga nota, quando ormai tutto sembrava deciso, Casali sembra pronto a tendere la mano: “Prossimo appuntamento l’11 marzoconclude -, quando insieme con l’Associazione Arte Gusto e Cultura incontrerò l’assessore alla Cultura e Turismo del Comune, Camilla Laureti, Confcommercio e le associazioni albergatori e ristoratori”.

Solo sabato dunque si saprà se ci sarà ancora spazio per una coppa di buon vino o sarà l’amaro calice

LA PRECISAZIONE DI CASALI – “Nel leggere il vostro articolo di questa sera ho notato alcune inesattezze – dice al telefono Alessandro Casali –, il contributo del Ministero è partito con 300 mila euro per la prima edizione aumentando fino a 500 mila, per poi nuovamente scendere e assestarsi intorno ai 200mila euro. Il bando che citate è destinato per la promozione in capo solo ai produttori. Purtroppo nell’incontro avuto al ministero, favorito dal sottosegretario Bocci per l’amore che ha verso la città, abbiamo avuto conferma che non vi era possibilità alcuna di ricevere contributi anche alla luce dei tagli di spesa. Ribadisco che le istituzioni locali potevano e dovevano fare di più, per come almeno intendo io fare squadra”.

Prendiamo atto della precisazione circa i finanziamenti ricevuti nelle prime 6 edizioni; quanto ai contributi ministeriali lo stesso Casali, a nostra domanda, ha ammesso che eventi come Vinitaly hanno ricevuto contributi del dicastero negli ultimi anni, con eccezione per il 2017. La stessa Vinitaly che, a fronte del bando sopra richiamato da Tuttoggi, riceverà quest’anno 1,7 milioni di euro per promuovere i vini di 73 cantine in Cina (il 50% del costo del progetto). Casali infine, nel prendere le distanze da alcuni commenti neanche tanto velatamente minatori comparsi sui social media nei confronti di questo articolo, ha annunciato che l’associazione Arte, Gusto e cultura ha recentemente nominato Vice presidente il consigliere di opposizione Giampaolo Emili, tra i fondatori della kermesse enologica e che potrà sicuramente tornare a dare un valido contributo per la realizzazione della stessa. Sempre ché sabato si riesca a trovare una quadra. L’asticella fissata dal patron sarebbe di reperire almeno 120-140 mila euro di contributi.

(modificato alle 00,45 del 10 marzo 2017)

(Carlo Ceraso e Sara Cipriani)

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