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Un Milione per Perugia 2015 | Ecco come verrà speso

Se Marco Polo, nel suo lungo viaggio da Venezia a Pechino, avesse cambiato rotta per visitare Perugia, avrebbe trovato sicuramente di che rimanere affascinato. Tra i racconti del suo “Il Milione“, avremmo forse trovato le storie, ambientate nella città dei tanti Conclavi, di cavalieri e musici itineranti, immerse in atmosfere medievali. Un Medioevo di cui Perugia è testimone, come tanti Comuni del centro Italia, e che torna oggi a far parlare di sé, per un “Milione” di ragioni, e anche senza Marco Polo.

E’ questa la cifra sotto accusa in queste ore, quando, a determina di giunta ormai approvata (mentre il tramonto del 29 luglio scorso faceva calare le tenebre anche su Palazzo dei Priori), è il PD a levar gli scudi, schierandosi in difesa “del futuro culturale di Perugia“. I consiglieri comunali, ieri in conferenza stampa (nelle foto) Tommaso Bori, Diego Mencaroni, Sarah Bistocchi e Alessandra Vezzosi hanno rincarato la dose puntando il dito contro l’assessore alla cultura del Comune, Teresa Severini: “per la scelta delle iniziative e dei progetti finanziati dall’attuale Giunta non vi è stato alcun percorso di partecipazione, trasparenza e condivisione, ma è stata attuata una selezione basata unicamente su una scelta discrezionale, non pubblicizzata, senza coinvolgere né la cittadinanza né la città. Il dossier con cui è stato ottenuto il notevole finanziamento di un milione di euro è stato azzerato e riscritto senza alcun contatto con i soggetti (enti, istituzioni, organizzazioni, fondazioni ed associazioni) che hanno promosso la candidatura ed ottenuto il titolo di Capitale Italiana della Cultura, di cui è stato annullato sia l’impianto che la struttura”.

La storia (anche se per ora non la troverete sui libri di scuola) inizia nell’aprile del 2012 e narra della Fondazione PerugiAssisi 2019, con il compito di candidare Perugia con i luoghi di san Francesco d’Assisi a Capitale Europea della Cultura. All’armata dei tre soci fondatori si aggiunsero nel tempo i comuni di buona parte dell’Umbria, le università perugine, le scuole di alta formazione della regione, le associazioni sportive e culturali di rilievo regionale e interregionale, le fondazioni teatrali, le fondazioni con valenza sociale e cultuale, la provincia di Perugia, le camere di commercio, le cooperative sociali e di consumo, le associazioni sindacali e datoriali, gli archivi di stato delle due province umbre e i centri studi con sede in Umbria dando alla Fondazione un taglio partecipato e marcatamente regionale. Tutti insieme per “Seminare il cambiamento“. Che alla fine non è arrivato, perchè, storia nota anche questa, a Capitale della Cultura Europea per il 2019 è stata eletta Matera.

Zero tituli“, dicemmo all’epoca. Ma il premio di consolazione arrivò comunque: un milione di euro, direttamente dal MiBACT, affinchè ogni città candidatasi per quella tornata divenisse Capitale della Cultura Italiana. A come “spenderli” ci ha pensato la nuova (all’epoca) giunta Romizi, con l’assessore alla cultura Teresa Severini, che all’idea di “Seminare il cambiamento” ha aggiunto quella di “dalla memoria al futuro“, con un  progetto che nella determina di giunta (alla cui approvazione non era neppure presente) parla dell‘”eccezionale caratteristica della nostra città espressa dalla sua immagine trascorsa, fatta di splendore culturale e artistico (…) fonte inesauribile dalla quale si trarrà sostanza, energia e materia” per il progetto. Il “nuovo” progetto per Perugia Capitale tiene per sé dunque solo la prima parte. Il resto delle idee sembrano essere state cestinate, o quanto meno l’amministrazione sembra aver virato verso altri lidi.

Nel dettaglio, la determina prevede che con il milione di euro (di cui 800mila direttamente in arrivo dal MiBACT e 200mila dal CIPE) si realizzino una serie di eventi nel 2015 per un totale di 200.000 euro (con i fondi del CIPE), e un altro insieme di eventi da realizzare con una cifra a disposizione di 600mila euro, e di infrastrutture per non meno di 200mila euro, finanziati con risorse proprie del MiBACT.

Perugia 2015, restauro per il “Grande Nero” di Burri

Come verrà speso il milione – Ed ecco che per le opere infrastrutturali vengono realizzate (per il pacchetto “Dalla Memoria al Futuro”): il Museo del Medioevo (€ 100.000 per opere infrastrutturali e € 50.000 per eventi); Rocca Paolina, per rappresentazioni storiche € 10.000 per opere infrastrutturali e € 20.000 per eventi, più 15mila euro per opere multimediali; Museo diffuso degli strumenti musicali (€ 20.000 per opere infrastrutturali e € 10.000 per eventi); la Mostra Grande guerra (€ 20.000 per opere infrastrutturali e € 10.000 per eventi)

Per la valorizzazione dei luoghi culturali: al progetto “L’Augusta è Perusia”, con il quale la Biblioteca Augusta “cresce con la città antica e la città contemporanea“, vengono destinati € 20.000 per opere infrastrutturali e € 30.000 per eventi. Al Community Drama (che sarebbe la famosa sfilata-palio Il Grifo e il Leone) 70mila euro, per realizzare una festa popolare in cui la comunità locale rievocherà modi di vita, usi e costumi dell’identità regionale. Al Teatro Pavone vanno poi 100mila euro per tecnologie per allestimenti scenografici “dall’opera lirica al teatro d’avanguardia“. 15mila euro al Pozzo Etrusco, per “fruizione e accessibilità“. Il capitolo mostre di arte moderna e contemporanea prevede: Mostra Dottori (€ 30.000 per opere infrastrutturali e € 20.000 per eventi); Mostra Fuso e contemporanei (€ 10.000 per opere infrastrutturali e € 10.000 per eventi); Mostra Panza (€ 50.000 per opere infrastrutturali e € 60.000 per eventi); Mostre Fotografiche (€ 20.000 per opere infrastrutturali e € 10.000 per eventi). E ancora: 20mila euro per la Rassegna di Danza Contemporanea, 50mila per i Concerti di Musica nei luoghi d’arte. Inoltre il capitolo della comunicazione per la promozione delle attività costa 30mila euro.

I fondi del CIPE verranno destinati per: Luce è arte, la valorizzazione dei monumenti attraverso luci d’artista (€ 50.000,00); il Teatro in Piazza (€ 20.000), Musica d’autore (€ 20.000); Il territorio come valore artistico Saint Francois d’Assisecioè la messa in scena con protagonisti e orchestre della giovane musica europea del capolavoro novecentesco di Olivier Messian. Quest’ultima opera, suddivisa nei quattro quadri compositivi, sarà allestita in spazi en plein air tra Perugia e Assisi, ad un costo di € 60.000. Altri 50mila euro sono stati affidati al Forum delle associazioni giovanili dell’Umbria.

Nota bene: tutti gli importi sono da intendere come “presumibili” o quanto meno a nostra interpretazione. A leggere attentamente, almeno in base a quanto riportato in determina, alla Mostra Grande Guerra toccherebbero solo 20 euro per le opere infrastrutturali, o 15 euro alla Rocca Paolina per i medesimi interventi. Un errore, anche se ripetuto ben 14 volte, quello di scrivere sul documento di giunta le cifre del ‘mila’ con soli due zeri (x0.00,00 per intenderci), non confortato neanche dalla classica ripetizione in lettere (x mila,00) di norma presente sui documenti ufficiali proprio per evitare confusioni. Ci rimettiamo al buon senso e al buon intendimento, del lettore e soprattutto degli amministratori.

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