Umbricellum, “la legge elettorale più incostituzionale d’Italia” | In ballo anche Biancarelli vs Casciari

Umbricellum, “la legge elettorale più incostituzionale d’Italia” | In ballo anche Biancarelli vs Casciari

Pronto il ricorso da presentare al Tribunale di Perugia | Avanti anche contro l’Italicum

A promettere battaglia c’è un intero pool di avvocati e politici: è pronto il ricorso per l’Umbricellum, la legge elettorale con la quale gli umbri hanno eletto a Palazzo Donini l’attuale Assemblea Regionale. Mercoledì 4 novembre saranno i membri del Comitato (in primis il professor Mauro Volpi, Michele Guaitini diRadicaliperugia, gli onorevoli Adriana Galgano di Scelta Civica, Tiziana Ciprini e Filippo Gallinella del M5S, Luigino Ciotti di Sinistra anticapitalista e gli avvocati Besostri e Pennino)  a presentare al Tribunale di Perugia il ricorso, anche se la discussione potrebbe essere rinviata in quanto la memoria difenisiva presentata della Regione è stata resa disponibile solo negli ultimi giorni, nonostante sia stata depositata a fine maggio, e il Comitato non abbia dunque avuto modo di studiarla al meglio. Giovedì 5, invece, il Consiglio di Stato si pronuncerà sulla sospensiva richiesta da Biancarelli, dopo il giudizio del Tar che ha dato ragione alla vice presidente uscente Carla Casciari: i due “si giocano” il seggio da consigliere.

Fermate l’Umbricellum / Presentato ricorso in Tribunale a Perugia
Umbricellum davanti al giudice / Scatta il ricorso in tribunale

Il Comitato, riunitosi in conferenza stampa a l’Hotel La Rosetta, in base a quanto spiegato dall’avvocato Besostri, contesta nello specifico: il premio di maggioranza senza la fissazione di una soglia minima, la novità del premio di minoranza, la soglia del 2,5% che consente di “salvare gli alleati” più deboli all’interno di una coalizione, l’assegnazione dei seggi in base ai voti dei candidati presidenti al posto di quelli ottenuti da coalizioni e liste, e, non meno importante, il mancato controllo del Comitato pari Opportunità. Come dichiara l’avvocato Pennino: “il sistema elettorale è un meccanismo che consente di trasformare il consenso in seggi e sicuramente rientra tra i meccanismi a garanzia della democraticità di uno Stato. Una buona legge elettorale deve essere equilibrata, altrimenti viene violata la Costituzione. La Legge 165 del 2004 viene violata, in quanto si parla di ’agevolazione’ (e non ‘imposizione’) della governabilità, non certo a scapito della rappresentanza delle minoranze. Una maggioranza relativa molto bassa può tranquillamente raggiungere automaticamente 12 seggi in Consiglio regionale”. Un’affermazione che ritrova in parte conferma in quanto dichiarato da Amato de Paulis, candidato alla Presidenza della Regione Umbria con il movimento Alternativa Riformista Umbria: “il concetto di premio di maggioranza è labile ed esiste in Italia e in Grecia, urtando la democrazia e quindi l’espressione di un singolo voto da parte del cittadino”. E c’è poi la questione delle pari opportunità: chi ha redatto l’Umbricellum ha dichiarato di aver chiesto il parere agli uffici competenti, cosa che il Comitato dice di non aver ritrovato. “C’è il sospetto – ha detto Besostri – che non lo abbiano, o che lo abbiano partorito dopo, nonostante loro dicano di averlo”.

L’Umbricellum è una delle leggi più incostituzionali d’Italia e confidiamo che i giudici accolgano le nostre istanze e riaffermino la centralità degli elettori e del loro diritto a veder rappresentati nelle istituzioni i candidati che hanno votato”. Così la deputata di Scelta Civica, Adriana Galgano alla conferenza stampa indetta insieme al Comitato per la democrazia in Umbria alla vigilia della prima udienza del ricorso presentato contro la legge elettorale regionale. “A distanza di mesi dalle elezioni – ha aggiunto – l’Umbricellum ha dimostrato tutte le sue contraddizioni visto che non c’è neanche la certezza su chi debba sedere in Consiglio con Biancarelli e Casciari che hanno iniziato una battaglia legale per stabilirlo. La legge è incostituzionale, non tiene conto della volontà degli elettori ed è stata creata ad arte per far fronte ad un calo di consensi dell’allora maggioranza poi riconfermata con soltanto il 23% dei voti degli aventi diritto. E’ giunto il momento di archiviarla e confidiamo che i giudici siano del nostro stesso avviso”. Quanto al ricorso presentato in conferenza dall’avvocato Besostri contro l’Italicum che la deputata di SC ha deciso di sottoscrivere, ha ricordato: “non ho votato il testo alla Camera perché ritengo che sia soltanto un tentativo mal riuscito di migliorare il Porcellum ed è incredibile che, a fronte della sentenza della Consulta, si sia riscritta una legge elettorale che continua a contrastare con i principi costituzionali”. “In particolare non si è voluti intervenire sulla questione delle liste bloccate – ha spiegato – che limitano le possibilità di scelta dell’elettore e che rischiano di portare alla nomina di due terzi dei parlamentari”. Mentre il coordinatore regionale di Scelta Civica, Michele Ricciardi ha evidenziato come “fin dall’inizio ci siamo battuti per evitare che l’Umbricellum venisse approvato dal consiglio regionale visti gli evidenti profili di incostituzionalità con il premio di maggioranza assegnato senza soglia e il premio al miglior perdente. Domani, le nostre ragioni approdano in tribunale – ha sottolineato – e in quell’Aula andremo a rappresentare il diritto di tutti gli elettori umbri a veder rispettata la volontà espressa nelle urne nella composizione delle istituzioni e a riaffermare che la democrazia rappresentativa è uno dei valori cardine della nostra Repubblica, non contrattabile né passibile di interpretazioni diverse a seconda delle maggioranze di turno che sono al governo”.

Contro l’Italicum – Il Comitato è poi pronto a presentare il ricorso in tutte le 26 sedi di Corte d’Appello, tra giovedì e venerdì, anche contro l’Italicum. Per il professor Volpi, il legame tra Umbricellum e Italicum “è stretto. Prova ne è, a suo avviso, il premio dopo il 40%, “abnorme se si riflette che vengono in questo modo assegnati il 55% dei voti“. L’aggravante nell’italicum è poi il fatto che, con il ballottaggio, viene tagliato il terzo partito, o la terza coalizione. “Nell’Italicum i capolista sono bloccati. Si arriva così a un sistema iper presidenziale, che non si registra neanche in Nord America, del quale mancano i giusti contrappesi. Così si ottiene una distorsione della democrazia – ha concluso Volpi -, con degli uomini soli al comando“.

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