Umbria mobilità | Carbonari (M5S), “grave crisi, debiti per 121mln di euro. Manca il bilancio”

Umbria mobilità | Carbonari (M5S), “grave crisi, debiti per 121mln di euro. Manca il bilancio”

Assessore Chianella, “la situazione è migliorata. A breve verrà approvato il bilancio 2016”

E’ necessario avere risposte per quanto riguarda Umbria Mobilità e il servizio dei trasporti“. Ad affermarlo oggi, durante la seduta dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, il consigliere regionale Maria Grazia Carbonari (M5S). Nell’interrogazione di Carbonari, firmata anche dal collega Andrea Liberati, si parla della “grave crisi finanziaria della società partecipata Umbria Tpl e Mobilità, dei potenziali rischi di azioni revocatorie ed esecutive da parte di creditori anche nell’ipotesi di creazione di un’Agenzia unica regionale per la mobilità, secondo il parere commissionato dalla società nel 2016”. Ecco perché Carbonari ha chiesto all’assessore Chianella e alla giunta di intervenire per scongiurare eventuali rischi.

Carbonari ha precisato: “da tempo lamentiamo la non presentazione di un bilancio. Lo scorso 2 maggio abbiamo avuto modo di avere il documento e se prima eravamo preoccupati, oggi lo siamo ancora di più. La situazione al 31 dicembre 2015 vedeva fideiussioni per 171 milioni di euro, di cui 151 verso Roma Tpl, una società in gravi difficoltà. I debiti complessivi sono 121 milioni di euro, perdita 14 milioni di euro. Valore della produzione, ricavi della società corrispondono a 5 milioni di euro. Accantonamenti per rischi 15 milioni di euro. Mi domando e vi domando: se ci sono tutti questi milioni di debiti come è possibile continuare un’attività con  5 milioni di ricavi. Questa società doveva essere messa in liquidazione. Probabilmente ci sarà una responsabilità per gli amministratori che non lo hanno fatto. Chiedo quindi di sapere cosa si farà circa la trasformazione o l’affidamento ad Umbria Mobilità del servizio trasporti e quindi della costituzione di un Agenzia. In merito a ciò,  Umbria Tpl ha richiesto ad un esperto un parere pro veritate sui potenziali rischi di azioni revocatorie e/o esecutive da parte di creditori anche nell’ipotesi di creazione di un’Agenzia unica regionale per la mobilità: nel parere, reso il 23 aprile 2016, si specificava l’impossibilità di escludere tale rischio”.

Nella risposta l’assessore Chianella ha detto che “la Regione è impegnata in un processo di riorganizzazione del trasporto pubblico locale e l’Agenzia per la mobilità a gestione unitaria potrebbe essere uno strumento di gestione al fine di razionalizzare le risorse e per un efficientamento gestionale. Sul parere richiesto ad un esperto, questo fa parte di approfondimenti necessari a chiarire tutti gli aspetti della questione. La situazione debitoria è sensibilmente migliorata. All’ultima assemblea della scorsa settimana il bilancio 2015 dell’azienda è stato approvato ed a breve verrà approvato quello del 2016. Rispetto alle indiscrezioni di stamattina della stampa va sottolineato che l’azienda riporta una perdita di alcuni milioni di euro che sono conseguenti al rispetto delle normative relative agli accantonamenti obbligatori di risorse. Altro aspetto è lo studio conosciuto e finalizzato ad individuare il percorso volto a trasferire l’infrastruttura ferroviaria dalla Regione allo Stato. Nel frattempo, a seguito della pubblicazione recente del decreto legge n.  50/2017 la legge ha stabilito che sara Rfi a gestire il patrimonio a livello nazionale di tutte le reti interconnesse e non presenti sul territorio nazionale e questo riguarda chiaramente anche la nostra Fcu. Nell’accordo da stipulare tra Ministero dei Trasporti-Rfi e Regione Umbria sarà ricompreso anche il trasferimento del personale, oggi dedicato all’infrastruttura, attualmente dipendente della società Umbria Tpl. Attualmente il servizio ferroviario (Fcu) è gestito da BusItalia ed è regolato da contratto di servizio quinquennale. La gestione invece della infrastruttura Fcu è regolata da concessione sottoscritta tra Regione e Umbria Tpl. La Regione ha mantenuto l’impegno di riconoscimento ad Umbria Tpl del corrispettivo annuale per le manutenzioni ordinarie, mentre per quella straordinaria sono disponibili risorse trasferite alla Regione dal Ministero sulla base di accordi di programma risalenti alla fine degli anni ’90 e primi anni 2000 e tutt’ora in vigore. In merito al fondo trasporti su cui la magistratura penale ha concluso le indagini, non ha niente a che vedere con Umbria Tpl, in quanto le risorse per onorare il corrispettivo previsto per manutenzioni ordinarie provengono da risorse della Regione e non dallo Stato. Per quanto attiene al pagamento del corrispettivo da parte della Regione alla società, nell’importo annuale sono ricompresi i costi del personale, delle utenze, del conto energia, delle assicurazioni, delle manutenzioni dei mezzi ed altre spese obbligatorie. Al momento non ci sono pericoli né per le finanze regionali, né per il trasporto  pubblico locale, né tanto meno rischi di carattere occupazionale”.

Ha replicato Liberati sottolineando l’importanza di indire, sulla questione, una seduta d’Aula dedicata. “Non è possibile – ha detto – alla luce degli ingenti debiti accumulati procedere nell’ordinaria amministrazione. Occorre andare avanti su un’indagine approfondita in merito a contratti e appalti, le proroghe, i frazionamenti. Vanno favorite tutte le dinamiche di trasparenza e di buona gestione. È importante che l’apposita Commissione consiliare svolga, nel merito, un ruolo importante”.