Tragedia a Borgoglione, quattro rinviati a giudizio per la morte del giovane elettrauto

Tragedia a Borgoglione, quattro rinviati a giudizio per la morte del giovane elettrauto

L’incidente si è verificato nell’agosto del 2014. Tra gli imputati l’allora presidente di Tsa


Sono accusate di omicidio colposo le quattro persone che il Gip Valerio d’Andria ha rinviato a giudizio durante in esito all’udienza preliminare che si è tenuta nei giorni scorsi. La vicenda tragica risale al 2014 e riguarda la morte del giovane elettrauto deceduto nella discarica di Borgo Giglione. Bruno Betti, elettrauto di 39 anni è caduto dal cingolo del bulldozer Fiat sbattendo violentemente la testa. Su quel mezzo Betti era salito per effettuare una riparazione, ma il veicolo improvvisamente si è messo in movimento. 

A rispondere delle circostanze che hanno portato a quella tragedia saranno il titolare dell’azienda da cui era stato ingaggiato, l’allora presidente di Tsa, società che gestisce la discarica, ed i due colleghi di lavoro che si trovavano sul posto quel giorno per conto della ditta di movimento terra. L’accusa dunque ruota intorno al fatto che un soggetto non qualificato fosse stato messo alla guida del mezzo. E gli indagati a vario titolo sono chiamati a rispondere rispetto al proprio ruolo su questo specifico aspetto. Secondo l’accusa il mezzo sul quale Betti è morto era stato noleggiato a “freddo” dalla ditta di movimento terra alla Tsa e soltanto una persona preposta avrebbe dovuto guidarlo. 

Invece secondo l’accusa  alla guida di quel mezzo doveva esserci un dipendente di Tsa, ma al posto dell’autista designato c’era abitualmente un dipendente della stessa azienda che aveva noleggiato il mezzo al gestore della discarica. Betti che era stato chiamato come elettrauto a risolvere quel guasto dunque sarebbe rimasto vittima di un incidente che in via colposa vede a monte norme non rispettate che riguardano anche la sicurezza nei luoghi di lavoro.