Trafomec, lavoratori in sciopero | “No ai licenziamenti”

Trafomec, lavoratori in sciopero | “No ai licenziamenti”

I sindacati alla Regione Umbria, “si apra Tavolo di Crisi Regionale”

Le Segreterie di Fiom Cgil e Fim Cisl, insieme alla R.S.U. dello stabilimento Trafomec di Tavernelle, hanno proclamato oggi, mercoledì 9 agosto, uno sciopero a cui hanno aderito praticamente tutti i dipendenti.

“Tale sciopero – scrivono i sindacati in una loro nota – è stato indetto dal Sindacato dopo l’ennesimo schiaffo alle maestranze, con la consegna di lettere di licenziamento nei confronti di lavoratori, senza nessun confronto al tavolo delle relazioni industriali. Riteniamo vile e indegna l’azione dell’azienda, con i vertici completamente assenti nella giornata odierna, nel risolvere problemi di natura produttiva e organizzativa, attraverso il ridimensionamento dello stabilimento.

Ritenere il licenziare dei lavoratori l’unico modo per far sopravvivere un’azienda, significa evidenziare la più totale incapacità gestionale. I lavoratori della Trafomec sono stufi ed esasperati nel dover, ogni quindici giorni, ‘chiedere’ che venga pagato lo stipendio, così come sono stanchi nel vedere l’azienda dove lavorano non rispettare le leggi italiane, nel non pagare i fondi di previdenza integrativa, i contributi sindacali che escono dalle proprie tasche e più in generale dal doversi preoccupare giornalmente della sopravvivenza del proprio posto di lavoro, dopo innumerevoli sacrifici fatti per tentare di conservarlo.

Chiediamo alla Regione dell’Umbria l’attivazione del Tavolo di Crisi Regionale, con l’indispensabile presenza dell’azienda, ponendola dinanzi alla questione del rispetto del territorio e degli accordi sottoscritti. I lavoratori, che si sono riuniti fuori dalla sede aziendale in sciopero, chiedono il ritiro immediato dei provvedimenti di licenziamento. Nel caso ciò non avvenisse nella giornata odierna, proclameranno anche per la giornata di domani, giovedì 10 agosto, uno sciopero di otto ore a sostegno della propria dignità e del futuro lavorativo dell’azienda – concludono i sindacati – con un presidio degli stessi lavoratori a partire dalle ore 8.00″.

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