Todi, polemica d’autore

Todi, polemica d’autore

Annuncia la presentazione del suo libro in città e aggiunge: farò un chiaro e netto intervento contro le politiche di questa amministrazione. Il Comune: siamo offesi, annullato l’evento

Chi vuole sapere qualcosa su “La consorteria della possidenza. I notabili umbri tra Ottocentto e Novecento” non venga venerdì alla sala del consiglio di Todi. La presentazione del libro – edito da Il formichiere di Foligno – non ci sarà.

Colpa di un post, pubblicato nel tardo pomeriggio di lunedì dall’autore, Augusto Ciuffetti, sulla sua pagina facebook. Eccolo: “Venerdì prossimo sarò a Todi per partecipare alla presentazione, voluta dall’editore, di un mio libro: ‘La consorteria della possidenza’. Attualmente la città di Todi è governata da partiti di destra: farò un chiaro e netto intervento contro le politiche di questa amministrazione.
In questo particolare momento il mio impegno come storico non può non riguardare anche la politica, la società, la cultura in generale
”.

Parole di fuoco che dal web sono rimbalzate nei palazzi della politica. Suscitando una immediata reazione. “Siamo stati contattati dalla casa editrice intorno al mese di gennaio – ricostruisce l’assessore comunale alla cultura, Claudio Ranchicchio – che ci ha chiesto di poter ospitare la presentazione del volume. A marzo abbiamo dato l’ok, concedendo l’utilizzo della sala del consiglio nei palazzi comunali”.

Ieri, il fulmine a ciel sereno. “Abbiamo provato a contattare l’autore per avere delle spiegazioni – aggiunge l’assessore – ma senza riuscirci”. A questo punto, dagli uffici di palazzo del Popolo è partita una mail all’indirizzo della casa editrice “e per conoscenza, all’autore”, con la quale il Comune di Todi manifesta la sua indignazione. “Ci riteniamo gravemente offesi dall’autore – è un passaggio della missiva – pertanto revochiamo la concessione delle sale e l’evento”. Stop.

Siamo aperti a tutti gli eventi culturali, senza porre questioni politiche o di appartenenza – aggiunge Ranchicchio – Todi è una città dalla tradizione culturale, ma non permettiamo a nessuno di politicizzare gli eventi né, tantomeno, di venirci a dare lezioni in casa nostra”.

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