Terremoto,  serie di scosse in centro Italia | Il racconto di un ternano a Camerino | In Umbria nessun danno

Terremoto, serie di scosse in centro Italia | Il racconto di un ternano a Camerino | In Umbria nessun danno

Percepito dalla popolazione di Foligno, Trevi, Spoleto, fino a Perugia | Ingv “Incremento di energia rilasciata rispetto agli ultimi due mesi di sequenza” | Aggiornamenti

Il terremoto è tornato a farsi sentire questa mattina tra l’Umbria e le Marche. La scossa più forte si è verificata a Muccia, in provincia di Macerata, alle 5.11 con una magnitudo 4.6 (inizialmente calcolata in 4.7 poi rivista qualche ora dopo). Sono seguite altre due scosse di magnitudo 3.5 e una serie di minori, ma molto ravvicinate.

L’evento sismico si ripete dopo una serie di altre scosse più leggere, ma che sono state comunque avvertite dalla popolazione e che sono state registrate nelle ultime settimane. Un’attività sismica che l’Ingv definisce da attenzionare.

Il sisma di questa mattina è stato stato nettamente percepito dalla popolazione di Foligno, Trevi, Spoleto, fino a Perugia. Molte segnalazioni sono arrivate anche da Roma.

A Muccia crolla piccolo campanile, pensili danneggiati nelle Sae

A seguito del terremoto, Rfi ha immediatamente sospeso la circolazione ferroviaria sulla linea Civitanova – Albacina per  accertamenti tecnici. Alle 7.30 risultava riattivata la tratta fra Civitanova e Macerata. Ancora sospesa invece la tratta fra Macerata e Albacina, dove proseguono le verifiche da parte delle squadre tecniche di Rete Ferroviaria Italiana.

Nelle Marche vengono segnalati alcuni danni per l’aggravamento di strutture già danneggiate in seguito alle scosse dell’ottobre 2016. A Muccia, in particolare, secondo quanto riporta l’Ansa, è crollato un piccolo campanile di una chiesa.

Disagi nelle Sae nella zona dell’epicentro, con i pensili della cucina che si sono staccati. Diverse le foto sui social network in tal senso. Non ci sarebbero danni più gravi, anche se le verifiche sono ancora in corso.

Prociv: in Umbria nessun danno

“Come da prassi, – riferisce la Protezione civile della Regione Umbria – è stata prontamente attivata dalle strutture operative della Protezione civile regionale la ricognizione sul possibile coinvolgimento di persone e sullo scenario di danneggiamento da parte dei Vigili del Fuoco, degli Enti Locali, della Regione, del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, in costante contatto e coordinamento tra loro. In Umbria, dalle verifiche effettuate nel corso della mattinata dalla Sala Operativa presso il Centro Regionale di Protezione Civile di Foligno, non risultano danni a persone o cose, neppure nei Comuni umbri più prossimi all’epicentro.

Il sistema nazionale e regionale della Protezione Civile, assieme ai Comuni e soggetti interessati, garantiscono la prosecuzione delle attività di controllo e monitoraggio, anche al fine di escludere – conclude la nota – eventuali aggravamenti di situazioni locali preesistenti”.

Il racconto di un ternano a Camerino: “Spavento enorme”

Matteo, 37 anni, è di Terni ma da qualche anno vive nei pressi di Camerino, in linea d’aria a poco più di 10 km da Muccia. “Sono abbastanza provato ed insonnolito – racconta a Tuttoggi.info – al di là della magnitudo lo spavento è stato enorme. Da ottobre 2016 questa terra, questa gente, non è stata mai lasciata in pace. Nell’ultima settimana è stato un susseguirsi di scosse intorno ai 3.5 gradi, fino a quella di 4 gradi di qualche giorno fa, sempre di notte. La gente è provata, ed in alcune zone le Sae non sono state ancora consegnate”.

L’analisi dell’Ingv

“Questo terremoto, come gli eventi avvenuti avvenuti negli ultimi giorni in questa zona, – spiega l’Ingv – ricadono nell’area della sequenza sismica iniziata il 24 agosto 2016 con l’evento di magnitudo Mw 6.0  avvenuto nei pressi di Amatrice e Accumoli (RI) e culminato con l’evento sismico del 30 ottobre 2016 di magnitudo Mw 6.5 . Tale sequenza si è gradualmente sviluppata interessando un’ampia fascia dell’Appennino centrale, un’area di circa 1200 km2, estesa per circa 80 km in direzione NNW-SSE e larga circa 15-20 km, dalla provincia di Macerata, nelle Marche, alla provincia dell’Aquila, in Abruzzo.

La zona interessata dai terremoti di questi ultimi giorni si era attivata a fine ottobre 2016, tra il 26 e il 30 ottobre, quando sono avvenuti alcuni dei più forti eventi sismici della sequenza: quelli del 26 ottobre di magnitudo Mw 5.4 e magnitudo Mw 5.9 e quello di magnitudo Mw 6.5 del 30 ottobre 2016.

Se si considera l’evoluzione temporale della sequenza sismica complessiva e l’energia rilasciata da tutti gli eventi sismici, si nota che negli ultimi mesi del 2017 sono stati localizzati una media di 30-40 eventi al giorno. I primi di marzo 2018 la sismicità è aumentata superando in un caso i 100 eventi al giorno e anche in questi primi giorni di aprile ha superato i 140 eventi al giorno. Questo aumento di sismicità è prevalentemente concentrato proprio nel settore più settentrionale del sistema di faglie attivato nel 2016, vicino ai comuni di Muccia, Pieve Torina, Pievebovigliana (MC). L’evento odierno rappresenta, quindi, un incremento di energia rilasciata rispetto agli ultimi due mesi di sequenza.

Secondo i dati accelerometrici, l’evento presenta accelerazioni di picco che corrispondono ad un’intensità strumentale su terreno roccioso pari al VI grado della scala MCS”.

Sara Cipriani – Sara Fratepietro

(ultimo aggiornamento ore 9)

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