Terremoto, presidi civici di Cittadinanzattiva per superare criticità e deficit istituzionali

Terremoto, presidi civici di Cittadinanzattiva per superare criticità e deficit istituzionali

L’associazione tenta di ricostruire i rapporti tra la gente e mediare tra esigenze della popolazione ed enti | Il problema delle lavanderie e la gestione che non va | Il caso di successo della Pro loco di Campi di Norcia

Favorire l’auto-organizzazione dei cittadini e fare da tramite con le istituzioni per risolvere le varie problematiche connesse al terremoto che ha sconvolto il centro Italia, superando anche i deficit delle istituzioni: è l’iniziativa dei presidi civici promossa da Cittadinanzattiva dell’Umbria, con il coinvolgimento del Cesvol Valnerina e di numerose associazioni ed organizzazioni locali.

Ricostruire i rapporti e assistere gli sfollati negli alberghi

Il nostro obiettivo è un esercizio pratico di partecipazione della cittadinanza nell’affrontare i problemi connessi agli eventi sismici” spiega Danilo Bellavita, segretario regionale di Cittadinanzattiva.  “Non sono solo crollati gli edifici – evidenzia – ma sono stati messi a dura prova anche i rapporti tra le persone”. Ed è per questo, quindi, che l’obiettivo è quello di fare da aggregatori, facilitatori nei rapporti con le istituzioni e coordinatori tra i vari enti che si occupano di assistenza alla popolazione. Non solo in Valnerina, ma anche, e soprattutto, nelle altre cittadine dell’Umbria che ospitano gli sfollati, il Trasimeno in primis. Per questo si sono tenuti sin dal mese di novembre incontri nelle strutture alberghiere del Perugino e più di recente anche di Spoleto.

La strategia dei Presidi civici di Cittadinanzattiva, che mira ad affiancare le famiglie terremotate, – viene spiegato – non vuole essere semplicemente un intervento di assistenza o di animazione, anche se certamente moltissime delle attività a Spoleto svolte da Cittadinanzattiva Spoleto e dalla sua coordinatrice Gorizia Vergari, in accordo con il  Comune di Spoleto, hanno cercato di rispondere anche a questo tipo di esigenza. Oltre 200 le persone sfollate (in larga parte della Valnerina) ospitate negli alberghi cittadini: e a supporto di queste persone insieme con l’Hotel Albornoz, l’assessorato alla cultura, i Lions Club, la Sala Pegasus e la Sala Frau, il centro sociale per Anziani di San Carlo, si è cercato di organizzare attività per il tempo libero. Un momento molto bello si è avuto anche al Concerto di Giovanni Allevi al Teatro Nuovo il 23 dicembre, quando il celebre pianista ha voluto invitare al suo spettacolo Celebration Tour e poi incontrare una folta delegazione di famiglie terremotate.

I problemi quotidiani e il nodo del lavaggio degli indumenti

Nello stesso tempo però Cittadinanzattiva ha cercato di promuovere interventi per risolvere alcune problematiche molto serie della vita quotidiana (il lavaggio degli indumenti, ad esempio, o anche  una efficace gestione dei pasti forniti dalla cooperativa). Nel primo caso, a Spoleto, grazie all’intervento dei Lions Club  che hanno fornito una lavatrice ed un’asciugatrice e dei Ragazzi del 50A (l’associazione spoletina  che ha svolto una eccezionale  azione di solidarietà fin dalle prime ore dopo il sisma di agosto) che hanno fornito chili di detersivi e detergenti, il risultato è stato brillantemente raggiunto. Proprio il lavaggio degli indumenti è stato uno di quelli che ha creato più problemi tra gli sfollati ospitati lontano dalla propria abitazione. Alcuni alberghi del Perugino si sono organizzati autonomamente, in altri sono stati istituzioni ed associazioni a fornire il loro aiuto. Lo stesso è avvenuto a Norcia, dove il Comune ha messo a disposizione delle chiavette aprendo delle lavanderie pubbliche. In queste azioni l’associazione ha cercato di fare da facilitatore, come appunto a Spoleto.

Grande attenzione, poi, da parte di Cittadinanzattiva, anche alla soddisfazione delle persone con indagini  sul gradimento dei pasti (in coordinamento con il Comune) e interventi mirati per ridurre ogni possibilità di spreco facendo in modo che il sistema delle prenotazioni dei pranzi funzionasse efficacemente. Cittadinanzattiva è intervenuta per facilitare la comunicazione: come nel caso dell’udienza del Papa del 5 gennaio, tenendo i rapporti con la Curia  o sollecitando Comune e Busitalia per agevolare i trasporti con Norcia, soprattutto per le famiglie con ragazzi che vanno a scuola nel loro comune di origine.

La gestione che non va e mano tesa per la collaborazione

Molto resta da fare: c’è un problema di diritto delle persone e delle comunità interessate, – sostiene Cittadinanzattiva – che vogliono interagire con i Comuni di provenienza. Ma i Comuni di provenienza sono in enormi difficoltà, logistiche e di personale.  Ecco allora l’intervento dei cittadini organizzati e  di Cittadinanzattiva che  cercano di sollecitare una concreta possibilità di cooperare in materia di comunicazione, trasparenza e partecipazione. Ma occorre che anche la Regione e la Protezione civile, evitando inutili autocelebrazioni e non chiudendo gli occhi di fronte alle difficoltà e anche alla disorganizzazione, puntino sul l’incentivare la comunicazione e la trasparenza. E accettino l’aiuto dei cittadini organizzati, non solo per fare assistenza, ma per dare voce alla gente”. A Norcia, in particolare, viene continuamente sollecitata una collaborazione con l’amministrazione comunale.

“Mettendo insieme le varie informazioni e situazioni di queste settimane, – dice l’associazione dopo l’ultimo incontro tenuto a Norcia la settimana scorsa – il quadro che ci si conferma è quello di un modello di gestione e intervento particolarmente deficitario e critico, oltre che a rischio di inefficacia rispetto a quello che sta avvenendo nella realtà effettiva e in ordine alle gestione delle priorità di questa fase. Purtroppo, come anche noi abbiamo già evidenziato da settimane, si rischia di far prevalere la formalità, le procedure, le regole e la rigidità delle norme, i numeri e i conti… La complessità della gestione di questa situazione, ripetiamo, non può essere solo un problema delle istituzioni, ma è un problema di diritto delle persone e delle comunità interessate. Non è tanto o solo questione di integrare gli organici delle varie amministrazioni, ma è proprio un’altra prospettiva di analisi e di intervento che non può non fondarsi sul ruolo fondamentale del cittadino inteso come risorsa e co-attore nel superamento dell’emergenza e per la successiva fase di ricostruzione. La realtà sta dimostrando proprio che alle inefficienze di questo sistema, i cittadini singoli e associati, si stanno organizzando da soli per mitigare gli effetti del sisma e trovare una qualche soluzioni alle varie problematiche. Con tenacia e senso di responsabilità continueremo a stare sul campo insieme alle centinaia di persone coinvolte”.

Il successo di realtà auto-organizzate ed il modello Campi di Norcia

Un esempio di modello che funziona è quello della frazione di Campi di Norcia, dove “il ‘servizio di protezione civile’ – evidenzia Cittadinanzattiva – lo svolge direttamente e in completa autonomia la stessa popolazione auto-organizzatasi intorno alla Proloco all’interno di una struttura ricettiva che si sono costruiti da soli (assolutamente secondo le più avanzate norme sismiche), senza spendere nulla di manodopera, avvalendosi del lavoro volontario delle persone. Nella struttura dimorano per la notte circa 50 persone e le donne della Pro Loco “sfornano” una media di 200 pasti al giorno”.

Abbiamo avuto il supporto dell’Italia intera, l’Italia quella vera, – evidenziano dalla Pro loco di Campi, presieduta da Roberto Sbriccoli – che ci ha portato beni di ogni genere, dall’abbigliamento al ai beni di prima necessità. Siamo stati sommersi di cibo, pasta, scatolame, generi a lunga conservazione. Sicuramente uno dei problemi che si è riscontrato sta nell’approvvigionamento del fresco. Noi come Pro Loco siamo subito partiti con un progetto, denominato “Refrigerazione per il Futuro “, che prevede l’installazione di una cella frigorifera.  Un altro problema che sicuramente ci assilla è inerente al nostro futuro a medio termine. Le direttive che ci arrivano sono quanto mai allarmanti, a noi che già viviamo in comunità nella struttura viene proposto, che metteranno dei container collettivi da 48 posti, ad Ancarano (paese vicino a noi a 2 km), proposta di una assurdità unica, nessuno di noi uscirà dalla nostra struttura per recarsi in un container collettivo ad Ancarano. Abbiamo fortemente professato alla regione Umbria che la gente di Campi non vuole abbandonare il proprio territorio. Quello che abbiamo fortemente chiesto a voce alta è che noi come comunità siamo anche disposti a trovare un terreno e ad urbanizzarlo a nostre spese, per poi poter allestire a Campi un villaggio con casette o moduli Map (modulo abitativo provvisorio), quindi evitando un passaggio intermedio che permette allo Stato di risparmiare euro importanti”.

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(modificato alle 18:30)

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