Terremoto, imprese e professionisti, le misure adottate in Umbria

Terremoto, imprese e professionisti, le misure adottate in Umbria

Il M5s sollecita il contributo per l’autonoma sistemazione anche per imprenditori e professionisti | Barberini illustra interventi e cifre

Nel corso della seduta dell’Assemblea legislativa dell’Umbria dedicata alle interrogazioni a risposta immediata, i consiglieri Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari (M5S) hanno presentato una interrogazione con cui domandano alla Giunta “se intende chiedere al Governo l’erogazione del contributo autonoma sistemazione anche a imprenditori e professionisti impossibilitati a esercitare la propria attività, essendo la loro sede inagibile o del tutto distrutta dal terremoto”.

Illustrando in Aula l’atto Liberati ha ricordato che l’Esecutivo di Palazzo Donini dovrebbe “chiedere al Governo una risposta concreta per gli imprenditori in crisi. Ma dovrebbe anche chiedere l’erogazione di una nuova e più cospicua una tantum 2017 per le imprese, spesso già oberate da ingenti masse debitorie. Serve inoltre sapere  quando le imprese riceveranno concretamente le risorse relative al danno indiretto, sei mesi dopo la sua definitiva approvazione in Parlamento; quali siano le idee della Regione per incrementare l’offerta ricettiva, quale grado di apprezzamento le medesime abbiano ricevuto presso le associazioni datoriali e altri stakeholders, e come mai tali eventuali proposte non siano state finora implementate; se, come e per quali territori umbri intenda portare innanzi la misura di defiscalizzazione degli oneri contributivi, verificando la possibilità di assegnare punteggi/priorità a coloro che il lavoro lo hanno perso a seguito del sisma”.

“Tra le innumerevoli questioni aperte con la crisi sismica – ha aggiunto – emerge il tema della sopravvivenza di famiglie di imprenditori che, pur vedendo distrutta la sede della propria attività, ma avendo casa agibile, stando alle leggi attualmente vigenti non possono ricevere il contributo autonoma sistemazione, né altre provvidenze. Non pochi tra costoro, non godendo più nemmeno di merito creditizio, non solo non riescono a ripartire, ma sono da tempo costretti a vivere con prestiti di amici e parenti, elemosinando pasti presso le locali Caritas, unitamente ai loro figli. Si registrano poi pignoramenti da parte di alcune società finanziarie che, incuranti delle moratorie previste, procedono come nulla fosse. Serve anche una moratoria per mutui e prestiti che vada avanti, visto che da qualche settimana sono scaduti i termini annuali della moratoria. Il Governo propone di indebitarsi con le banche: non è questa la risposta, è immorale chiedere agli imprenditori indebitarsi per pagare le tasse. Cerchiamo di dare risposte ragionevoli. Esigiamo una presa di posizione forte nei confronti del Governo”.


Senza lavoro né sussidi dopo il terremoto, il dramma della famiglia Salaroli


Nella risposta l’assessore Luca Barberini ha ricordato che “l’ordinanza del Commissario del Governo del novembre 2016, per favorire la delocalizzazione delle imprese danneggiate dal sisma, prevede quattro opzioni: trasferimento in altro ufficio agibile con un contributo sull’affitto; trasferimento all’interno di un terreno nella disponibilità del richiedente con un contributo per la realizzazione o l’affitto di una struttura posizionata sul terreno; trasferimento all’interno di una struttura predisposta dalla Protezione civile, o all’interno di un’area pubblica attrezzata dalla Presidente della Regione quale Vice Commissario, con contributi per la realizzazione e l’affitto di una struttura. E queste modalità di accesso possono essere utilizzate anche dai soggetti che hanno la sede parzialmente inagibile. Per le delocalizzazioni poi sono previsti contributi per l’acquisto di macchinari e attrezzature aventi caratteristiche simili a quelle distrutte, per il ripristino delle scorte distrutte e tutti i costi che le imprese andranno a sostenere per effettuare i traslochi nelle sedi che sono state individuate. Ad oggi sono state presentate 350 domande, di cui 95 per il trasferimento in altra sede, 79 all’interno della struttura realizzata nella disponibilità del richiedente, 168 domande più altre 6 per le altre due tipologie. L’ammontare complessivo richiesto per questo tipo di interventi è stato quantificato a 1 milione 616mila euro, mentre il contributo ad oggi concesso è di 987mila 730 euro. Per l’indennità una tantum, sono state erogate 1126 indennità a fronte delle 1308 domande avanzate. Per l’integrazione salariale per i lavoratori sono state presentate 57 domande, per 57 aziende coinvolte, per un totale di 206 dipendenti coinvolti, a fronte di erogazioni autorizzate pari a oltre 2 milioni. Ulteriore intervento è la cassa integrazione in deroga, con 213 aziende coinvolte, 1015 i dipendenti, per un totale di erogazioni autorizzate di oltre 5 milioni. Per la zona franca il termine scadeva oggi, ma il termine è stato posticipato dal 6 novembre al 20 novembre. Per il danno indiretto il decreto dello sviluppo economico è stato recentemente pubblicato e quindi si darà corso anche a quell’aspetto. Per quanto riguarda la moratoria sui mutui, nel decreto legge collegato alla legge di stabilità, ci è stato assicurato che sarà inserito un emendamento che prevederà l’ulteriore allungamento dei termini di moratoria sui mutui. Per quanto riguarda la ripresa dei versamenti delle imposte sospese per effetto del sisma sono convinto che ci sia la necessità di intervenire quantomeno per differire ulteriormente il termine di rimborso”. 

Nella sua replica Liberati ha detto che “si rimane senza parole quando si pensa che la tempistica delle scadenze è arcinota e si arriva in ritardo. Nel frattempo i mutui sono ripartiti. Mi auguro che in futuro sia possibile conseguire un risultato concreto”.