Terremoto, Boccardo “Ricostruire tutto non ha senso, prima le casette”

Terremoto, Boccardo “Ricostruire tutto non ha senso, prima le casette”

Il punto su lavori e soldi per le chiese, per basilica San Benedetto 10 milioni | Le idee innovative che fanno discutere | Le iniziative in programma ad un anno dalla grande scossa

Ben 435 chiese danneggiate dalle scosse di terremoto del 2016 nell’Archidiocesi di Spoleto – Norcia, 228 completamente inagibili di cui numerose crollate. Ha senso ricostruirle tutte? Secondo l’arcivescovo Renato Boccardo, appena nominato presidente della Ceu (Conferenza episcopale umbra), no. Perché “non c’è la quantità di fondi disponibili che c’era nel 1997” e “la priorità deve essere l’attenzione alla vita della gente”. Insomma, prima di tutto occorre pensare alle casette, a dare un tetto alla gente che ad un anno dalla scossa più forte, quella del 30 ottobre, ancora non la ha.

Proprio in vista del primo anniversario dalla tremenda scossa di Norcia, che miracolosamente non ha provocato vittime, dopo il terremoto di intensità più bassa, ma più drammatico, del 24 agosto, l’arcivescovo Boccardo fa il punto della situazione (nel giorno in cui ricorrono 8 anni dalla sua presenza in Diocesi) e annuncia una serie di iniziative che riguarderanno i tre comuni della Valnerina più coinvolti.

Cinque giorni di iniziative ad un anno dal terremoto

Le iniziative promosse dall’Archidiocesi di Spoleto – Norcia inizieranno giovedì 26 ottobre a Cascia, con una fiaccolata, alle ore 21, dalla basilica di Santa Rita al Centro di comunità “Santa Maria della Visitazione”. Il giorno seguente, venerdì 27 ottobre, alle ore 18 a Norcia, nel centro di comunità “Madonna delle Grazie”, si terrà la tavola rotonda “Norcia e l’Addolorata. Un cammino che continua”; intervengono: monsignor Renato Boccardo, arcivescovo, Fabio Iambrenghi, ingegnere, mons. Gino Reali, vescovo di Porto – Santa Rufina, Emanuela D’Abbraccio, restauratrice. “Norcia – spiega il presule – ha un forte attaccamento per l’Addolorata, vogliamo allora provare a leggere dentro questa tradizione di devozione, ma anche raccontare la cronaca del recupero del quadro”. Sabato 28 ottobre, invece, l’appuntamento sarà a Preci, alle ore 21, con una Fiaccolata da Piedivalle all’Abbazia di Sant’Eutizio, luogo “storicamente più importante di tutto il territorio, dove è avvenuta la germinazione dell’idea benedettina”. Momento importante sarà domenica 29 ottobre alle ore 11 la celebrazione eucaristica in piazza San Benedetto a Norcia presieduta dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato di Papa Francesco; mentre sempre nello stesso luogo lunedì 30 ottobre, alle ore della scossa di un anno prima, alle 7.41, si terrà un momento di preghiera attorno alla statua di San Benedetto. Che è l’unica che non si è mossa, ha ricordato monsignor Boccardo: “Lì intorno tutti i monumenti e le strutture hanno avuto danni, mentre la statua di San Benedetto, che ha una base di mattoni con lastre di marmo intorno, non si è mossa di un millimetro. Mi piace pensare che ci sono fondamenti che sono incrollabili, delle cose, degli stili di vita, che non temono il terremoto; è una lettura un po’ fantasiosa dei fatti, che però a me piace“. Sempre il lunedì alle 11 ci sarà una messa a Cascia, nella basilica di Santa Rita, di ringraziamento dei tanti volontari che hanno dato il loro contributo in questi mesi.

Il piano dei lavori e soldi, per basilica San Benedetto ci sono 10 milioni di euro

L’incontro è stata l’occasione per fornire i numeri sulle chiese danneggiate dal terremoto e sugli interventi finanziati, previsti o realizzati. Al centro dell’attenzione ci sono principalmente la basilica di San Benedetto a Norcia – la cui ricostruzione dovrebbe essere finanziata interamente dall’Unione europea – e l’abbazia di Sant’Eutizio. In particolare, dopo le scosse del 24 agosto 2016, l’Archidiocesi ha segnalato 327 edifici di culto, mentre dopo le scosse del 26 e 30 ottobre 2016, l’Archidiocesi ha segnalato 108 edifici di culto. In totale, quindi le chiese danneggiate nel territorio diocesano (che comprende il territorio di 25 comuni in Umbria) sono 435, di cui 21 parzialmente agibili, 93 agibili con provvedimenti, 228 inagibili e 4 inagibili per cause esterne. Due sono le ordinanze del commissario straordinario per la ricostruzione emanate nei mesi scorsi, per la “messa in sicurezza definitiva per la continuità di culto”, che riguardano chiese con danni non gravi ed un importo inferiore ai 300mila euro. Sedici gli edifici interessati dalle due ordinanze, come era stato anticipato da Tuttoggi.info, per i quali l’Archidiocesi sta ultimando la presentazione dei progetti alla Regione; dopo l’approvazione si procederà con le gare d’appalto. In un caso, però, il progetto ha evidenziato che è necessario un intervento più oneroso e quindi non verrà finanziato da questi piani del commissario: si tratta della chiesa della Madonna della Peschiera a Preci.

Il primo elenco (ordinanza 23 del 5 maggio 2017 di Vasco Errani) prevede per la diocesi spoletana – nursina 1.731.200 euro. Sono interessate le chiese:

  1. Chiesa di S. Michele Arcangelo a Pissignano di Campello sul Clitunno;
  2. Chiesa di S. Giovanni Battista a Giappiedi di Cascia;
  3. Chiesa di S. Maria Annunziata a Cerreto di Spoleto;
  4. Chiesa di S. Michele Arcangelo a Cortigno di Norcia;
  5. Chiesa del SS. Salvatore e S. Pietro Apostolo ad Usigni di Poggiodomo;
  6. Chiesa di S. Maria Assunta a Sellano;
  7. Chiesa di S. Venanzo a Spoleto;
  8. Chiesa di S. Pietro a Bovara di Trevi;
  9. Chiesa dei SS. Giovanni, Michele e Sebastiano a Vallo di Nera.

Il secondo piano (ordinanza 31 del 21 giugno 2017) riguarda:

  1. Madonna della Peschiera a Preci (intervento non attuabile in quanto l’importo dei lavori, dopo la relazione del progetto, è superiore ai 300.00,00 euro);
  2. Chiesa di S. Giovanni Battista ad Agriano di Norcia;
  3. Chiesa della Madonna Addolorata a Maltignano di Cascia;
  4. Chiesa di S. Maria Assunta a Strettura di Spoleto;
  5. Chiesa di S. Michele Arcangelo a Nicciano di Ferentillo;
  6. Abbazia dei Santi Felice e Mauro a Castel S. Felice di S. Anatolia di Narco;
  7. Chiesa di S. Giuliana a Collazzoni di Preci.

C’è poi un piano di recupero attuato direttamente dal Ministero per i beni e le attività culturali (Mibact), come previsto dall’ordinanza 38 dell’8 settembre 2017 del commissario straordinario per la ricostruzione. L’intervento è del MiBACT e non prevede alcun intervento diretto dell’Archidiocesi. Entro 120 giorni dall’ordinanza dovrebbero essere pronti i progetti. Il totale dell’importo assegnato alla Regione Umbria è di 19.500.000 euro. Andrà suddiviso per 15 chiese che hanno subito gravi danni: 14 nell’archidiocesi di Spoleto-Norcia e una nella diocesi di Foligno (Cattedrale di S. Feliciano). Elenco chiese dell’archidiocesi di Spoleto-Norcia:

  1. La concattedrale di Norcia

    Chiesa di S. Spes Abate a Saccovescio di Preci;

  2.  Chiesa di S. Maria Bianca ad Ancarano di Norcia;
  3. Chiesa di S. Leonardo di Limoges a Montebufo di Preci;
  4. Chiesa di S. Agostino Minore a Norcia;
  5. Chiesa di S. Giovenale a Logna di Cascia;
  6. Chiesa di S. Giovanni Battista a Vallo di Nera;
  7. Chiesa di S. Montano a Todiano di Preci;
  8. Chiesa di S. Lorenzo a Borgo Cerreto di Cerreto di Spoleto;
  9. Chiesa di S. Antonio Abate a Frascaro di Norcia;
  10. Chiesa di S. Procolo ad Avendita di Cascia;
  11. Santuario della Madonna di Loreto a Spoleto;
  12. Concattedrale di S. Maria a Norcia;
  13. Chiesa di S. Maria della Visitazione a Cascia;
  14. Chiesa di S. Michele Arcangelo a Ceselli di Scheggino.

Sempre in merito alla stessa ordinanza, successivamente sono stati stanziati 33 milioni di euro da ripartire tra 4 chiese: complesso “Don Minozzi” di Amatrice, Castello Pallotta a Caldarola, Cattedrale di Teramo e Basilica di San Benedetto a Norcia. Per quest’ultimo – ha spiegato l’arcivescovo – in attesa che i fondi Ue vengano confermati in toto, sono già a disposizione 10 milioni di euro, tra quelli già stanziati dall’Unione europea e quelli previsti dall’ordinanza in questione. Il costo di quanto servirà per ricostruire la basilica, però, non è stato ancora definito. Soltanto dopo la rimozione completa delle macerie, l’analisi della situazione della cripta e dell’intero complesso, si potrà capire l’importo necessario.

San Filippo Neri a Spoleto

Altri 3 interventi sulle chiese dell’Archidiocesi sono finanziati invece dalla Cei (Conferenza episcopale italiana), tutti di importo inferiore a 300mila euro. Si tratta della chiesa parrocchiale di S. Maria a Campello sul Clitunno, per la quale è stato consegnato il progetto; si è in attesa dell’approvazione degli Enti preposti per poi iniziare i lavori. Poi la chiesa di S. Filippo Neri a Spoleto: lavori ultimati, è di nuovo officiata dal 7 ottobre 2017 anche se con degli imprevisti. I sopralluoghi approfonditi infatti hanno fatto emergere che la lanterna era tagliata alla base e non c’era solo un problema di stucchi come si pensava inizialmente. E’ servito quindi un intervento più importante, che si è avvalso anche di un’impalcatura esterna a 50 metri d’altezza. Infine la chiesa parrocchiale di S. Nicolò a Spoleto, dove i  lavori sono ultimati da tempo ed è di nuovo officiata dal 28 maggio 2017.

Sant’Eurizio a Preci

Infine la Diocesi ha effettuato dei pronti interventi per evitare il crollo dei beni, con fondi della protezione civile. Uno ha riguardato la chiesa di Sant’Egidio a Poggio di Croce di Preci, con lavori eseguiti inferiori a 40mila euro, mentre si sta progettando un intervento per la chiesa di San Giorgio nell’omonima frazione di Cascia. L’intervento più importante riguarda l’abbazia di Sant’Eutizio a Piedivalle di Preci. Si tratta di un pronto intervento complesso, limitatamente alla porzione absidale e di ingresso dell’Abbazia, propedeutico a garantire l’incolumità e l’accesso in sicurezza del personale preposto allo sgombero e ripristino della porzione crollata del versante roccioso e del relativo campanile/cimitero. Importo lavori: 295.601,23 euro. Si stanno eseguendo in questo periodo. Progettista: Ing. Giampaolo Capaldini di Bastardo di Giano dell’Umbria. Ditta esecutrice (vincitrice gara d’appalto a 15): Edilizia F.lli De Angelis snc – Bovara di Trevi.

Vale la pena ricostruire tutto e come farlo?

Piazza San Benedetto prima del terremoto

L’arcivescovo Renato Boccardo ha colto anche l’occasione per ribadire concetti già espressi più volte e idee delle quali resta convinto. Come quelle sulla ricostruzione della basilica di San Benedetto. “Il ministero – ha spiegato – sta costituendo una commissione, composta anche da Comune e Archidiocesi per una riflessione sulla sua ricostruzione. Io rimango fermamente convinto della mia idea: ricostruire tutto come prima vorrebbe dire fare un vero falso, e la basilica già lo era, ne vale la pena? Il terremoto lascia un segno, non solo nelle persone, ma anche nei monumenti, negli edifici. Perché allora non collegare i pezzi rimasti della basilica con qualcosa di oggi? Si lascerebbe un segno nella storia, mostrando anche la capacità dell’uomo di oggi di ricostruire qualcosa di bello. Potrebbe diventare anche un’attrazione turistica. Bisogna portare avanti una riflessione aperta a tutte le idee”.

Le macerie di San Salvatore

Un’altra delle proposte che monsignor Boccardo rilancia è quella di fare una sorta di museo a San Salvatore di Campi di Norcia, facendo diventare la struttura, ora completamente crollata, uno scrigno per conservare tutte le opere salvate dal terremoto in attesa che possano tornare nella loro ‘casa’ d’origine (“ogni cosa tornerà al suo posto” ribadisce, in merito ad un tema molto caro agli abitanti della Valnerina). Ed il presule rivela anche che la Diocesi stava pensando di realizzare una sede distaccata del museo diocesano nella chiesa di San Giovanni, a Norcia, “ci avrebbe permesso di creare anche un paio di posti di lavoro“. Ora, però, dopo il terremoto è tutto da rivedere.

Di certo, non è pensabile che tutte le chiese crollate (in un territorio in cui “ci sono più chiese che cristiani”) possano essere ricostruite. Soldi, secondo l’arcivescovo, non ce ne sono per tutto e la priorità va alle persone, alle case, alle aziende. “Occorre riflettere bene con gli enti preposti cosa vale  la pena ricostruire“. A chi lo sollecita sulle criticità ancora evidenti ad un anno dal terremoto, l’arcivescovo di Spoleto – Norcia evidenzia una cosa: “la lentezza“. Un problema che effettivamente è sotto gli occhi di tutti, con tanti sfollati ancora senza una casa, “tante famiglie trasferite in altre parti dell’Umbria che non pensano di tornare in Valnerina, territorio già a rischio spopolamento“. “Bisogna facilitare al massimo – osserva mons. Boccardo – tutte le procedure, saltare i passaggi che possono essere saltati, anche se capisco la questione della legalità. Delle cose sono state fatte, ma ad un anno dal terremoto ancora c’è la questione delle casette non concluse, grandi passi non sono stati fatti, mentre la priorità deve essere l’attenzione alla vita della gente”.