Terni, evade dal carcere nel primo giorno di lavoro come volontario | Aggiornamento

Terni, evade dal carcere nel primo giorno di lavoro come volontario | Aggiornamento

Ricerche a tutto campo degli agenti della Polizia Penitenziaria | Catturato in un’area di servizio lungo l’autostrada A1 dopo qualche ora

Aggiornamento alle 11.30 del 13 luglio – E’ stato catturato il 44enne evaso ieri dal carcere di Terni. L’uomo, che era fuggito durante il primo giorno di semilibertà per partecipare ad un’attività di volontariato, è stato rintracciato in un’area di servizio lungo l’autostrada A1, a Frascati, dai carabinieri. Per lui sono quindi scattate di nuovo le manette ai polsi ed è stato trasferito al carcere di Velletri. Ora dovrà rispondere anche del reato di evasione.

La sua permanenza in carcere, quindi, si preannuncia più lunga, considerando che nel 2018 avrebbe finito di scontare la pena per reati contro il patrimonio. Secondo quanto è stato ricostruito, l’evaso si sarebbe allontanato dalla città dell’acciaio con i mezzi pubblici. Fondamentale – evidenzia l’Arma in una nota – è stata la perfetta sinergia tra i reparti dell’Arma dei Carabinieri sul territorio, nello specifico tra i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Terni e i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Frascati che di fatto lo hanno catturato.


Ha chiesto di andare al bagno e poi è sparito; un detenuto ordinario del carcere di Vocabolo Sabbione di Terni, dalla tarda mattinata di oggi ha fatto perdere le proprie tracce; il fatto è avvenuto mentre l’uomo si trovava fuori dalla casa circondariale per un’attività di volontariato nell’ambito di un progetto promosso dal Comune nel quale era stato inserito oggi, primo giorno di lavoro.

Uscito con altri 6 detenuti dal carcere la mattina presto per pulire alcuni giardini della città, avrebbe dovuto far rientro alle 12.30, ma, il siciliano di 44 anni che scontava 11 anni di reclusione per reati contro il patrimonio, non ha fatto rientro nella propria cella. Una comportamento che ha lasciato qualche perplessità, visto che nel 2018 l’uomo avrebbe riottenuto la libertà perché sarebbero scaduti gli 11 anni da scontare in carcere.

Scattato l’allarme, gli agenti della Polizia Penitenziaria, si sono subito messi sulle tracce del fuggitivo; secondo quanto è stato possibile apprendere, l’uomo non avrebbe disponibilità di denaro tale da consentirgli una lunga fuga e non avrebbe all’esterno contatti che potrebbero agevolarne la fuga; pertanto si pensa che l’uomo possa essere rintracciato nel giro delle prossime ore.

Sul caso è intervenuto il Sappe, il sindacato autonomo di Polizia, con una nota: “Servirebbe, piuttosto, un potenziamento dell’impiego di personale di Polizia Penitenziaria nell’ambito dell’area penale esterna. A nostro avviso è fondamentale potenziare i presidi di polizia sul territorio – anche negli Uffici per l’Esecuzione Penale esterna -, potenziamento assolutamente indispensabile per farsi carico dei controlli sull’esecuzione delle misure alternative alla detenzione, delle ammissioni al lavoro all’esterno, degli arresti domiciliari, dei permessi premio, sui trasporti dei detenuti e sul loro piantonamento in ospedale. E per farlo, servono nuove assunzioni nel Corpo di Polizia Penitenziaria, La sicurezza dei cittadini non può essere oggetto di tagli e non può essere messa in condizione di difficoltà se non si assumono gli Agenti di Polizia Penitenziaria. Anche queste possono essere le conseguenze alle quali si va incontro con lo smantellamento delle politiche di sicurezza dei penitenziari e delle carenze di organico della Polizia Penitenziaria, che ha 8mila agenti in meno. Smantellamento che ha visto, lo ricordiamo, la chiusura in Umbria (e in altre Regioni d’Italia) della sede del Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria di Perugia, un presidio di polizia sul territorio assolutamente indispensabile per farsi carico dei controlli sull’esecuzione proprio dei permessi premio, delle misure alternative alla detenzione, sui trasporti dei detenuti e sul loro piantonamento in ospedale. Chiudere uffici di Polizia è sempre sbagliato: ne va della sicurezza sociale”.