Terni, erba alta e operai a casa | UltraServizi “Colpa del Comune”

Terni, erba alta e operai a casa | UltraServizi “Colpa del Comune”

La ditta interviene sulla sospensiva del bando di affido della manutenzione verde pubblico e decoro urbano

Lo scorso 9 aprile il comune di Terni ha annullato in autotutela l’affido della manutenzione del verde pubblico e del decoro urbano assegnato con bando del 27 dicembre del 2017. Lo stesso bando era stato oggetto di contestazioni, non solo dalle ditte escluse per mancanza di requisiti, rispetto alle quali il comune è stato chiamato a rispondere di fronte al Tar dell’Umbria, ma anche dalle ditte che invece erano state ammesse alla partecipazione alla gara di appalto.

Secondo quanto riferisce la ditta “UltraServizi” (che gestiva la manutenzione del verde pubblico) i presunti vizi di legittimità sarebbero stati denunciati lo scorso 10 febbraio con l’ipotesi di un’istanza di parere di precontenzioso all’Anac nel caso in cui l’Ente non avesse provveduto a modificare il bando.

“A fronte del diniego opposto dal Comune, la Cooperativa Ultraservizi – si legge in una nota della ditta – è stata quindi costretta a richiedere apposito parere precontenzioso all’ANAC (ai sensi dell’art. 211 del D.Lgs. 50/2016).

Nelle more del pronunciamento dell’ANAC (ad oggi non intervenuto), il Comune non ha neppure inteso sospendere la procedura, giungendo così ad escludere ben sei concorrenti su sette partecipanti alla gara, alcuni dei quali hanno ovviamente promosso ricorso al TAR avverso l’esclusione.

Ebbene, solo a seguito dell’instaurato contenzioso amministrativo, è intervenuta la sopra citata Determinazione Dirigenziale di annullamento dell’intera procedura, evidentemente nel chiaro obiettivo del Comune di non esporsi anche ad una inevitabile condanna alle spese processuali.

Va da sé, che simile modus agendi dell’Amministrazione comunale – spiega ancora UltraServizioltre ad aver comportato il carico di non indifferenti spese ai concorrenti per la partecipazione alla gara, ha altresì determinato l’inutile decorso di mesi che, invece, avrebbero potuto essere impiegati per rettificare e bandire nuovamente la procedura sulla base di atti non affetti dagli evidenti vizi di legittimità che erano stati tempestivamente contestati dalla scrivente sin dal 10 gennaio 2018.

E comunque alla fine l’erba è alta, i giardini sono sporchi non manutenuti da mesi e i lavoratori stanno a casa da più di un anno”.

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