Ternana, Unicusano “Vogliamo la serie A” | Ma intanto la Lega ‘vieta’ il cambio-nome

Ternana, Unicusano “Vogliamo la serie A” | Ma intanto la Lega ‘vieta’ il cambio-nome

Continua la telenovela estiva rossoverde, mentre la Lega mette i paletti alle intenzioni di Bandecchi

Niente Unicusano-Ternana e niente doppia proprietà Fondi-Ternana; per i nuovi aspiranti proprietari della Ternana Calcio Spa le cose non si mettono bene, anche se i proclami sono di quelli importanti: “Vogliamo la serie A” – dice in una nota Stefano Bandecchi.

Solleticare così le fantasie dei tifosi rossoverdi è ‘pericoloso’ senza avere certezze e carte buone in mano, ma, al momento, sembra che le carte siano quelle da studiare. Sicuramente le Norme Organizzative Interne alla Figc (NOIF) che contengono due articoli che sembrano fatti apposta per l’Unicusano; l’articolo 16bis e l’articolo 17.

Ma andiamo con ordine; primo problema, la doppia proprietà. L’articolo 16 bis è molto chiaro: “
Partecipazioni societarie
1. Non sono ammesse partecipazioni o gestioni che determinino in capo al medesimo soggetto controlli diretti o indiretti in società appartenenti alla sfera professionistica o al campionato organizzato dal Comitato Interregionale.
2. Ai fini di cui al comma 1, un soggetto ha una posizione di controllo di una società o associazione sportiva quando allo stesso, ai suoi parenti o affini
entro il quarto grado sono riconducibili, anche indirettamente, la maggioranza dei voti di organi decisionali ovvero un’influenza dominante in ragione di partecipazioni particolarmente qualificate o di particolari vincoli contrattuali.
3. L’inosservanza del divieto di cui al comma 1 costituisce illecito e comporta su deferimento della Procura Federale”.

Insomma, L’Unicusano deve lasciare Fondi e questo sarebbe un aspetto che, secondo il duo Stefano Ranucci, direttore generale di Unicusano, e l’avvocato Danilo Lombardi (che con il collega ternano Massimo Proietti sta seguendo la delicata trattativa di passaggio di proprietà) non desterebbe problema: “Il nostro cuore – afferma Ranucci in una nota – in questo momento è nella città di Fondi, ma essendo ormai più che avviata la trattativa con la società della Ternana, abbiamo iniziato una serie di incontri volti a trovare la giusta azienda in grado di rilevare la prestigiosa società della cittadina di Fondi. Una proprietà che possa assicurare continuità ai progetti da noi avviati. Questo perché, qualora si completasse il percorso avviato con la famiglia Longarini, l’Unicusano si troverebbe obbligata a cedere la società rossoblu. Rimarrò sempre vicino – conclude Stefano Ranucci – alla squadra, alla città, al territorio e alla città di Fondi”.

Prima questione dunque, apparentemente risolta, ma, qualora Unicusano non dovesse trovare un interlocutore adatto due sarebbero le possibili conseguenze: mancata iscrizione del Fondi in LegaPro, oppure impossibilità di trattare l’acquisizione della Ternana.

Sul fronte della denominazione sociale, fortunatamente, le Noif sono molto più lungimiranti di qualche ‘astuto’ e non ammettono, con l’articolo 17 “l’integrale sostituzione della denominazione sociale con altra avente esclusivo carattere propagandistico o pubblicitario”.

Norma del tutto condivisibile, visto che non si comprende per quale assurdo motivo, un’azienda o un gruppo che hanno una comprovata solidità finanziaria, interessati all’acquisizione di una società sportiva, ne vogliano cambiare la denominazione sociale. È ovvio che un imprenditore voglia un tornaconto in termini di visibilità e pubblicità della propria attività, ma questi sono aspetti che devono restare ‘separati’ dall’ambito prettamente sportivo; soprattutto in una piazza come quella di Terni. Lo sponsor comparirà sulle maglie, tute, borse, sito, insomma non mancano oggi i mezzi per avere l’attenzione dei media.

Comunque, anche sotto questo aspetto, la Figc è chiara e l’avvocato Massimo Proietti, secondo quanto è stato possibile apprendere, sta lavorando con lo staff Unicusano per cercare altre forme di visibilità pubblicitaria; e meno male. Basta che ora non si pensi, magari, allo stadio “Libero Liberati”, altro idolo sacro rossoverde.

Veniamo ora ai proclami, visto che Bandecchi, per convincere la tifoseria rossoverde della bontà delle sue intenzioni ha detto: “Aggiungeremo solo il nostro nome, come detto fin dall’inizio, e laddove c’è scritto Ternana, ci sarà scritto Unicusano Ternana. Voglio anche far riflettere questa magnifica tifoseria, con grande cuore e anima, che rispecchia la città di Terni: l’aggiunta del nostro nome a quello prestigiosissimo della Ternana non può che obbligarci alla ricerca di risultati eccellenti e spingerci alla profusione del massimo sforzo necessario per offrire alla tifoseria la possibilità di venire ad applaudire la propria squadra in Serie A”.

Sempre secondo quanto riferito da Unicusano, la trattativa dovrebbe concludersi in queste ore, a quanto pare, sarebbe solo questioni di dettagli, se così vogliamo chiamarli.

Al di là di ogni ostacolo, qualora la trattativa dovesse andare in porto, dovranno essere il campo e il risultato sportivo gli unici giudici di qualsiasi proprietà dovesse arrivare dopo l’epopea Longarini.