Svincolo Collestrada, arrivano 73 milioni dalla Orte-Mestre | Avanti su Nodo di Perugia

Svincolo Collestrada, arrivano 73 milioni dalla Orte-Mestre | Avanti su Nodo di Perugia

Regione Umbria incalza per la stazione Medio Etruria per l’alta velocità | Leonelli (PD), “importanti passi in avanti per rompere storico isolamento”


Traffico congestionato a Perugia: addio. E’ questo quanto si spera grazie al nuovo investimento in arrivo dopo l’accordo tra Governo, Regione ed Anas per gli interventi di riqualificazione della Orte-Mestre. 73 i milioni che verranno destinati per il miglioramento funzionale dell’intera area di Collestrada, area di svincolo importante per il capoluogo umbro.

Notizia confermata e illustrata questa mattina dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, nella riunione congiunta della Prima e Seconda Commissione a Palazzo Cesaroni. Un atto salutato con forte approvazione dai consiglieri Gianfranco Chiacchieroni (Pd), Silvano Rometti (SeR), Marco Squarta (FdI) che insieme agli altri firmatari Giacomo Leonelli, Carla Casciari, Marco Vinicio Guasticchi (Pd) e Attilio Solinas (Gruppo Misto), hanno hanno presentato l’atto di indirizzo il 9 agosto dello scorso anno. “È opportuno discutere in Aula – hanno scritto in una loro nota congiunta – la nostra mozione che punta ora alla realizzazione di una viabilità di raccordo tra il nuovo svincolo di Madonna del Piano e l’area di Sant’Andrea delle Fratte-Polo Ospedaliero Regionale”.

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“Le risorse previste per il miglioramento dello svincolo di Collestrada – come gli stessi proponenti la mozione spiegano – sono state estrapolate dalla cifra di 1 miliardo e 600 milioni previsti per la riqualificazione della ‘Orte-Mestre’ (E45, E55). È chiaro – continuano – che rimane attuale l’esigenza e l’urgenza di realizzare l’opera complessiva, magari per stralci, considerata la sua strategicità per l’intera viabilità regionale, essendo uno dei punti più congestionati della viabilità nazionale, anche in considerazione del completamento viario della Quadrilatero e dell’imminente adeguamento funzionale della E45 (Orte-Ravenna), con un conseguente maggior afflusso di traffico”.

I consiglieri regionali firmatari dell’atto rimarcano anche come “la presidente Marini abbia annunciato che per la Regione la realizzazione del tratto tra Corciano e Madonna del Piano, il cui costo stimato dovrebbe essere inferiore ai 300 milioni di euro, sia la priorità delle priorità. Nell’accordo di programma Stato Regioni l’Umbria ha fatto inserire la progettazione e la realizzazione di questo tratto per chiudere il Nodo di Perugia. Questo consentirebbe di allontanare alcune delle zone più importanti e congestionate della città i traffici di attraversamento e realizzare un nuovo accesso alla città di Perugia nelle vicinanze dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia), nonché di una vasta zona commerciale e industriale”.

A margine dell’incontro, il consigliere Leonelli è tornato sull’argomento: “anche se ora dobbiamo occuparci pure di tamponare i danni causati alle infrastrutture dagli eventi sismici in un quadro strategico chiaro e condivisibile come quello che la presidente Marini ha delineato oggi nella sessione congiunta della prima e seconda commissione, due sono gli aspetti cruciali su cui concentrare la nostra attenzione: il nodo di Perugia e l’alta velocità. Per quanto concerne il primo aspetto – spiega Leonelli – abbiamo avuto la conferma più autorevole che non solo vi si porrà mano in tempi certi, contrariamente a quanto affermato da un parlamentare in una recente intervista, ma che, per quanto riguarda la sua componente interna alla E45, è già stato predisposto il suo finanziamento. Occorrerà quindi caldeggiare nelle sedi competenti la realizzazione della ‘bretella’ Madonna del Piano–Silvestrini, perché si accorcino al massimo i tempi della sua completa realizzazione”.

L’esponente del PD ricorda poi che per quanto concerne “la sfida strategica di riuscire ad agganciare l’alta velocità ferroviaria con la creazione di una stazione ‘Media Etruria’, occorre incalzare Governo e Regione Toscana affinché escano dai loro tentennamenti. Nel malaugurato caso in cui poi diventasse chiaro il tramonto di quella ipotesi – conclude Leonelli -, la Regione dovrà prontamente dotarsi di un piano alternativo, perché deve essere chiaro che per l’Umbria l’alta velocità è una necessità che non può essere subordinata all’inerzia di altre autorità amministrative o dello Stato stesso

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