Spoleto60, bilancio del 2° weekend ancora in crescita | Incassi a 800mila euro

Spoleto60, bilancio del 2° weekend ancora in crescita | Incassi a 800mila euro

In risoluzione l’incidente in Piazza Duomo | 60mila presenze al Festival, 20mila alla Mobilità | Debutta Oedipus Rex di Rimas Tuminas

Penultima conferenza stampa questa mattina a Palazzo Racani Arroni sede ufficiale del Festival dei Due Mondi di Spoleto. In attesa del bilancio finale della manifestazione che sarà raccontato alla stampa il prossimo 16 luglio alle ore 15 presso il Teatro Caio Melisso, il Direttore Artistico, Giorgio Ferrara ha di nuovo illustrato ai media nazionali e locali i dati sul secondo weekend di programmazione.

C’era comunque attesa per queste cifre dopo che nel primo incontro dello scorso 5 luglio tutti gli indicatori davano il barometro del Festival stabile su “Sereno bel tempo”.

Spoleto60, bilancio con il “botto” | Incassi, già come totale 2016 ed è solo il 1° weekend

Ed in effetti quanto raccontato da Giorgio Ferrara, affiancato dal Sindaco Fabrizio Cardarelli e dal Vice presidente della Fondazione Festival, Dario Pompili non si è discostato molto dal trend iniziale.

“Abbiamo avuto a dir poco una settimana complessa– esordisce Ferrara riferendosi al recente incidente accaduto al giardino di Palazzo Bufalini- ma poi vi dirà meglio il nostro sindaco. Ma i dati di stampa e presenze sono soddisfacenti. Abbiamo avuto in più (rispetto al dato precedente ndr.) 115 uscite stampa, 500 uscite web e 20 servizi nazionali Tv. Nella seconda settimana 223mila persone ci hanno seguito su Facebook e 57mila hanno guardato i nostri video e siamo arrivati a 34mila fans sempre sulla pagina di Fb.”

Come solito Ferrara il dato sulle vendite se lo lascia in tasca per la sorpresa, perchè alla fine questa è la cifra che conta più di tutte, “Ad oggi abbiamo raggiunto sulle vendite complessive fino a fine Festival, incluso anche il concerto finale e gli spettacoli dell’ultimo weekend, l’ammontare di 800mila euro. Abbiamo quindi già superato l’incasso complessivo del 2016 che era stato di 670mila– un +20% suggerisce a Ferrara, Fabrizio Cardarelli che di numeri se ne intende- Non aumenteremo molto di più di così perchè gli spettacoli prossimi, come Bolle o il Concerto in Piazza sono già tutti esauriti, ma c’è ancora una forchetta di alcune migliaia di euro. Meglio affrettarsi perchè stiamo parlando di pochissimi biglietti rimasti. Per le presenze complessive, spettacoli, mostre, eventi, sono ormai oltre 60mila.”

“L’unica criticità– aggiunge un Ferrara in vena di confidenza- si è verificata, ci tengo a dirlo, con lo spettacolo cinese (Aveva due pistole con gli occhi bianchi e neri di Dario Fo- CLICCA QUI). Non è una cosa che riguarda Spoleto, ma tutta Italia perchè quando ci sono degli spettacoli in lingua, in questo caso mandarino, c’è sempre una ritrosia del pubblico perchè pensano che siano difficili, noiosi etc. Però lo spettacolo ha comunque riscosso un buonissimo successo di critica al posto di quella del pubblico. Insomma lo sapevo che sarebbe stato difficile ma mi è sembrato giusto proporlo e anzi li rivedremo sicuramente. Il Festival è fatto anche di queste proposte che vengono da paesi più lontani e difficili.”
E manco a farlo apposta è presente in conferenza stampa il grande regista lettone Rimas Tuminas già protagonista a Spoleto59 di una versione affascinante e applauditissima in lingua originale dell’Eugene Onegin (CLICCA QUI).

“Lo stesso potrebbe verificarsi seppure in maniera minore- abbiamo già chiaro dalle piante dei teatri quanti spettatori ci saranno- con L’Edipo in russo di Rimas Tuminas, che per farla più difficile, avrà anche un Coro in lingua greca. Come sempre però ci saranno i sottotitoli. Tuttavia confido nel fatto che l’Onegin dello scorso anno ha lasciato un ricordo sublime e mi sono informato bene: tutti quelli che lo scorso anno erano all’Onegin hanno già ricomprato il biglietto per Edipo. La presenza di Rimas , oltre alla collaborazione con il Teatro Vakhtangov, è a motivo anche della sua direzione del Piccolo Teatro di Vilnius e firmeremo con lui un protocollo d’intesa per una collaborazione anche li. La Lettonia ( Lettonia e Lituania ndr.) è un area importante nella galassia delle regioni ex-sovietiche e li c’è anche Nekrosius ( Eimuntas Nekrosius -CLICCA QUI). Vilnius potrebbe somigliare un pò a Spoleto.”

Ferrara prosegue poi come di consueto a ricordare gli appuntamenti in programma per l’ultimo fine settimana. Da segnalare. l’ultimo appuntamento della serie “Questi nostri anni” a cura di Corrado Augias a cui parteciperà il Ministro Dario Franceschini e il Premio della Fondazione Carla Fendi con la consueta festa spettacolo a cura di Quirino Conti. Ci saranno testimonianze in diretta e video con personaggi come Isabella Rossellini, Umberto Orsini, Carlo Cecchi, Robert Wilson, introdotti da Leonetta Bentivoglio. Ma sopratutto ci sarà l’orchestra di Michael Nyman diretta dal famoso musicista inglese in persona. Ovviamente anche il Concerto Finale diretto da Muti.

Agibilità Piazza Duomo

E proprio sulla questione agibilità Piazza Duomo, dopo il crollo di un muro a Palazzo Bufalini, interviene direttamente il sindaco Cardarelli per fare il punto sulla questione.

Crollo in Piazza Duomo, cede muro di contenimento a Palazzo Bufalini

“Sto per emanare una Ordinanza che firmerò non appena mi arriva la relazione tecnica dei tecnici incaricati, in particolare dell’Ing. Scatolini che è referente da parte della Curia, (proprietaria del giardino su cui è ricaduto parte del materiale crollato). Ringrazio la ditta che è intervenuta subito e ha lavorato anche la notte per consentire che fosse messa in sicurezza l’area. Non è corretta però l’informazione che vorrebbe addebitare questo incidente alla causa del terremoto. Non è così. E’ un fatto che andrà ovviamente chiarito dalle competenti autorità, se ci sono cause naturali o no. L’importante è che siamo intervenuti per sistemare le cose. La collina è stata rimodellata ed è stato ricoperta con un telo impermeabile per evitare il dilavamento in caso di pioggia. Non ci sono quindi altre novità . Tutto ciò sarà certificato dagli ingegneri e questo mi consentirà di ridare l’agibilità alla Piazza. Abbiamo fatto quello che dovevamo fare. Le terrazze non avranno però l’agibilità. Per quanto riguarda il futuro dell’area, su come verrà ricomposta dico subito che è un discorso troppo grande per noi e occorre che intervenga direttamente la Regione visto il luogo in cui ci troviamo ad operare. Dobbiamo fare le cose come si deve”.

E’ Ferrara quindi a spiegare come si potrà ovviare al problema dei biglietti venduti per l’area interessata dall’incidente e che a questo punto devono essere risistemati in piazza.
“Aumenteremo per forza i posti in piazza e sulle scalinate”. Si parla di circa un centinaio di sedie da ricollocare. Ma del resto il concerto in piazza da sempre è il maggior catalizzatore di attenzione del Festival, una sorta di biglietto da visita, e le richieste sono sempre molte di più del disponibile. Considerato che c’è il M° Muti a dirigere si può solo immaginare che tipo di pressione ci sia e come l’incidente del terrapieno smottato proprio non ci voleva.

Ma il Sindaco Cardarelli è comunque soddisfatto dell’andamento generale e del fatto che anche questa settimana i dati dei passaggi alla Mobilità Alternativa parlano di altri 20mila persone che hanno utilizzato la struttura. “Basta uscire la sera e si può vedere una città come mai l’avevamo vista prima”.

Chiosa Dario Pompili,  “Non è uno slogan, ma possiamo dire che il Festival ha vinto il terremoto e che con questa realtà i problemi possono dirsi superati”. Cardarelli aggiunge i dati sulle presenze, “Ci siamo ormai dimenticati il -40% dei mesi scorsi, siamo a -9% rispetto al 2016 ma siamo a +5-6% rispetto a due anni fa, il segno di una ripartenza decisa.”

C’ è spazio ancora in conferenza per un piccolo intervento di Rimas Tuminas che inizia dicendo, “Tutto quello che vi è accaduto, prima e dopo, sarà oggetto di una chiacchierata con i miei attori, perchè anche noi nell’Edipo parliamo di una situazione di paura e pericolo e potremmo rendere più attuale la nostra storia con tutte le storie che ho sentito oggi qui da voi. Ringrazio molto per questo invito, la seconda volta che sono qui da voi ed il vostro Festival è molto conosciuto in Russia e sono anche molto felice di sottoscrivere un nuovo accordo di collaborazione.”

“Vi racconterò– aggiunge Tuminas- come mai questo spettacolo ha avuto tanto successo in giro per il modo. Abbiamo fatto tutte le prove a Mosca, siamo anche stati in Grecia ma tutto lo spettacolo è stato fatto da lettoni, la musica la scenografia, io sono lettone. Edipo è uno spettacolo leggero trasparente in un atto e la storia è semplice si capisce subito, però racconta sia la Russia che tutta la storia dopo l’Urss. Edipo lo vediamo come non vedente, un egoista, ambizioso, orgoglioso che secondo me è il peccato più grande. Non vede nulla di ciò che gli accade intorno e non sa nemmeno come salvare la città, vive della vecchia gloria di prima e non gli interessa la storia del suo ceto sociale, quello da dove proviene. Pensa solo di essere l’eroe della città e per me lui fondamentalmente è cieco. Per una 15ina di minuti nello spettacolo lui inizia a capire la realtà tant’è che dopo decide di autopunirsi accecandosi. Oggi quello che accade ad Edipo, nessuno è in grado di ripeterlo. La politica, la società, chiunque non è in grado di autopunirsi, vedere dentro se stesso e ammettere la colpa. Sono 10 anni che sono a Mosca ma penso che ormai ho finito lì. Sono vissuto e sopravvissuto, mi hanno accusato di essere un “soldato” per Putin, ma sono sopravvissuto. Venendo da un piccolo paese ci considerano sempre come nemici, ma sarebbe importante non metterci a combattere l’uno contro l’altro. Noi come artisti siamo diversi non ci interessano le situazioni di tensione politica. Per noi conta la cultura perchè ancora può salvare il mondo e tutto questo io l’ho messo nello spettacolo.”

Non si può che fare gli scongiuri di rito a Tuminas, perchè sganciarsi dallo “Zar” Putin non è impresa facile ne crediamo che il suo alto concetto di cultura sia di ispirazione al “condottiero” russo per illuminare situazioni di geopolitica complessa come quelle della Siria o della Cecenia per arrivare poi ai conflitti interni, l’Ucraina e il Donbass. Insomma un Edipo in questo caso non ci salverà, ma forse ci aiuterà a capire di più.

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Foto: Tuttoggi.info (Carlo Vantaggioli) 

 

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