Spoleto, protezione civile acquisisce nuove frequenze radio | Ma ora si paga

Spoleto, protezione civile acquisisce nuove frequenze radio | Ma ora si paga

Dopo le polemiche tra Comune e Le Aquile e i controlli del ministero dello Sviluppo economico, sanate le anomalie

La protezione civile comunale di Spoleto ha acquisito delle nuove frequenze radio per la gestione delle emergenze. Lo si apprende da determina dirigenziale datata 13 dicembre ma pubblicata ieri all’albo pretorio del Comune. Determina che stabilisce un canone da pagare di oltre mille euro l’anno da parte dell’ente locale al ministero dello Sviluppo economico, proprietario delle frequenze radio.

Lo scontro tra associazioni

Si conclude così una questione annosa, nata dallo scontro interno ai gruppi di protezione civile ed in particolare al caso dell’unità cinofila Le Aquile (qui tutti gli articoli). Tutto era iniziato con lo scontro tra i vertici dell’associazione e quelli del Cisom, a cui Le Aquile erano affiliate.

Alla fine i volontari dell’unità cinofila, iscritti ad entrambe le associazioni di protezione civile, avevano lasciato quasi tutti il Cisom rimanendo nelle Aquile. La questione, però, è diventata ben presto anche politica arrivando anche a situazioni limite e veri e propri “dispetti”.

Nel mirino, in particolare, sono finite le frequenze radio, al centro anche di una visita alla protezione civile comunale degli ispettori del Mise durante la scorsa estate, sollecitati, di fatto, dall’unità cinofila.

Le frequenze radio, infatti, dal 2008 erano state concesse a tre associazioni di volontariato cittadine (Le Aquile, l’Associazione nazionale carabinieri e il vecchio gruppo comunale di volontari Prociv) a titolo gratuito per le emergenze. Proprio trattandosi di enti solidaristici, era prevista l’esenzione dal canone.

Il Comune di Spoleto – ed in particolare la sua protezione civile – nei mesi scorsi le avrebbe utilizzate però impropriamente. E così, dopo il braccio di ferro, l’amministrazione comunale ha deciso di acquisire – ovviamente a questo punto a titolo forzatamente oneroso – una nuova frequenza radio.

Concessione a pagamento

Secondo quanto si legge nella determina dirigenziale a firma dell’architetto Giuliano Maria Mastroforti,  al Servizio Protezione Civile di Spoleto è stato conferito – con decorrenza 1 agosto 2016 – “il diritto individuale d’uso di frequenze per l’impianto e l’esercizio di un ponte radio dotato di n.2 stazioni fisse, n.1 stazione ripetitrice, n.3 stazioni mobili e n.18 stazioni portatili”, per il quale il Ministero dello Sviluppo Economico ha rilasciato apposita autorizzazione generale (n°400029/NAP) ai sensi degli artt. 104-107 D.Lgs. n°259/2003.

La concessione scadrà il 31 dicembre 2025 e prevede un costo annuo di 1.180 euro, di cui 150 euro per vigilanza e mantenimento e 1.030,00 per l’utilizzo delle frequenze. Per il 2016 l’importo è minore, in quanto relativo soltanto a 5 mesi, e pari a 579,17 euro più altre 100 per il contributo spese d’istruttoria.

Possibile una nuova convenzione con Le Aquile?

La vicenda delle frequenze radio non ha fatto altro che acuire i contrasti con Le Aquile, che dopo lo scontro con il Cisom si sono di recente affiliati alla Sogit, ma che attualmente rimangono fuori dal sistema di protezione civile comunale, non avendo nessuna convenzione con esso.

Un peccato dover fare a meno di preziosi volontari: l’unità cinofila dopo il terremoto del 24 agosto è infatti intervenuta ad Amatrice ma non a Spoleto dopo il 30 ottobre.

Della situazione ne ha parlato, incalzato sul tema, il sindaco Fabrizio Cardarelli durante la conferenza stampa di fine anno dei giorni scorsi, annunciando appunto l’acquisizione di nuove frequenze radio per le emergenze. E a chi gli ha chiesto se c’è spazio per nuove convenzioni per la protezione civile, ha replicato che “è difficile con chi  presenta denunce”.

Lo spirito della protezione civile è particolare e mal si coniuga con dispetti e protagonismi. Non sono io che non sono d’accordo per farli tornare – ha evidenziato il sindaco, riferito alle Aquile – ma se si devono annettere altri per rompere i rapporti che già funzionano bene, ci penso due volte. Sono sicuro che il tempo comunque sanerà tutto”.