Spoleto, 5 anni fa l’eccezionale scoperta degli scettri a Piazza D’Armi

Spoleto, 5 anni fa l’eccezionale scoperta degli scettri a Piazza D’Armi

Ricorreva lo scorso 4 agosto la data della scoperta che ha cambiato la storia della Spoleto preromana

Nell’estate del 2012, nell’ambito delle analisi di radiografia previste sui corredi provenienti dalla necropoli di Piazza d’Armi di Spoleto, i reperti metallici vennero portati ad Ancona presso il laboratorio di restauro della già Soprintendenza ai Beni Archeologici delle Marche.

In un primo momento si era pensato di analizzare solo i più rilevanti reperti, ma grazie alla felice intuizione dei ricercatori vennero inclusi nel campionamento anche alcuni oggetti che ad un primo esame erano stati messi in secondo piano.

Fu così che il 4 agosto quelli che erano stati classificati come semplici “teste di mazza” in ferro si svelarono per quello che realmente erano, e cioè una coppia di scettri in ferro e bronzo raffiguranti scene molto complesse senza eguali nel panorama italiano ed europeo, appartenuti al primo re di Spoleto e datati al VII secolo a.C. La sorpresa e l’emozione furono grandissime, perché si era di fronte ad una delle più eccezionali scoperte fatte negli ultimi anni in Umbria.

Lo scavo della necropoli, effettuato a più riprese tra il 2008 e il 2011 dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici dell’Umbria, aveva già messo in luce strutture e reperti notevoli, ma la scoperta degli scettri ha permesso alla necropoli di Piazza d’Armi di diventare famosa in tutto il mondo da un punto di vista scientifico ed archeologico.

Oggi a distanza di 5 anni gli “scettri del re” hanno fatto molta strada: sono stati restaurati, sono esposti al Museo Archeologico Nazionale di Spoleto e sono stati presentati in convegni, riviste e pubblicazioni scientifiche dall’Europa all’America.

Ora,per completare l’opera di valorizzazione e conoscenza della comunità Umbra di Piazza d’Armi, aspettano solo che il resto dei reperti venga restaurato e si unisca a loro, a formare un tassello ormai imprescindibile della storia e della cultura spoletina.

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