Sperimentale, testimonianza di Roberto De Simone per ‘L’impresario delle Canarie’

Sperimentale, testimonianza di Roberto De Simone per ‘L’impresario delle Canarie’

Il Lirico in un viaggio eccezionale riscopre un intermezzo straordinario, libretto di Pietro Metastasio e musica di Domenico Sarri

«Il genere del metateatro che troviamo in questo intermezzo di Sarri ha una storia lunga più di un secolo – ci racconta, a proposito della messinscena spoletina de L’impresario delle Canarie di Domenico Sarri, Roberto De Simone, il musicologo e regista cui si deve la riscoperta dell’enorme patrimonio dell’Opera buffa e della musica folclorica napoletane -. Fu proprio un’opera di Sarri, Achille in Sciro, a inaugurare il Nuovo Grande Real Teatro San Carlo di Napoli, il 4 novembre 1737. In questo intermezzo è presente una tematica molto gradita nel ‘700, al centro dell’attività culturale di tutta Europa: il tema comico, una moda che ha tutti gli aspetti del costume e che culminerà ne Il teatro alla moda di Benedetto Marcello. Al tema non si sottrarrà lo stesso Goldoni, né Da Ponte con L’Ape musicale, fino al Maestro di cappella attribuito, senza reale fondamento, al Cimarosa. Il clou si raggiunge con Convezienze e inconvenienze teatrali di Donizetti. Anche il Capriccio di Strauss è un esempio di metateatro».

Dalla musica dei nostri giorni di Fammi udire la tua voce di Adriano Guarnieri, il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto ci porta in un viaggio nel tempo per riscoprire ancora un intermezzo straordinario, il cui libretto è di Pietro Metastasio su musica del compositore di scuola napoletana Domenico Sarri, in una prima rappresentazione, quella nell’edizione critica di Claudio Toscani, direttore del Centro Studi Pergolesi dell’Università di Milano, con cui lo Sperimentale collabora da anni.

«La sera del 2 febbraio 1724, al Teatro di San Bartolomeo in Napoli, ebbe inizio la serie delle fortunate rappresentazioni di un nuovo dramma serio, intitolato Didone abbandonata, il cui libretto era stato appositamente approntato da un poeta giovane ma già affermato nei circoli letterari napoletani, Pietro Metastasio – scrive Toscani -. Tra gli atti del dramma vennero rappresentati due intermezzi, affidati come al solito all’affiatata coppia di stanza, in quegli anni, al San Bartolomeo: Santa Marchesini e Gioacchino Corrado, che vestivano rispettivamente i panni della cantante d’opera Dorina e dell’impresario Nibbio».

La notizia viene riportata sulla Gazzetta di Napoli del 15 febbraio 1724, con tanto di “viceré che la sera del 13 febbraio andò a divertirsi al teatro di S. Bartolomeo”.

Sul podio dell’Ensemble Strumentale del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto il napoletano Pierfrancesco Borrelli, esperto esecutore e studioso del repertorio barocco. «L’ensemble del Teatro è un’ottima compagine, abbiamo lavorato molto bene insieme. Inoltre la musica dell’Intermezzo dà molta soddisfazione e piacere nel suonarla anche da un punto di vista strumentale, in quanto musica di grande eleganza (come tutta la musica di Sarri), ben finalizzata all’effetto teatrale. Essa concorre nel dare un grande appoggio ai cantanti, ragazzi bravissimi, plastici e malleabili. Si sta portando avanti un ottimo lavoro di gruppo, cosa che si percepirà sicuramente dall’esecuzione».

Questi che precedono la prima sono naturalmente giorni frenetici di prove, travestimenti, giochi di luci. «In questo momento siamo in piena attività – racconta il regista Giorgio Bongiovanni, che ha curato anche l’allestimento scenico – . Il lavoro sta andando davvero molto bene e c’è un’atmosfera di collaborazione molto piacevole. Metteremo in scena quest’opera “giocando” con la tecnica del teatro nel teatro, con il teatro che mette in scena se stesso: i cantanti staranno sulla scena come stanno in camerino. I ragazzi sono bravissimi e stanno facendo un gran lavoro. Per loro non si tratta solo di cantare, cosa nella quale sono chiaramente a loro agio, ma più che altro si tratta di recitare, di una vera e propria performance di attori».

Le luci sono di Eva Bruno. In scena si alterneranno i cantanti del Lirico Zdislava Bočková, Noemi Umani (Dorina), Paolo Ciavarelli (Nibbio), Giorgia Fagotto Fiorentini (Lisetta). L’Ensemble strumentale è composto da Diego Moccia maestro al cembalo, Giacomo Coletti violino I, Margherita Pelanda violino II, Roberta Palmigiani viola, Matteo Maria Zurletti violoncello, Andrea Cesaretti contrabbasso, Irene Corgnale, flauto.

La conferenza di presentazione, organizzata in collaborazione con il Centro Studi “Belli-Argiris” di Spoleto, si terrà venerdì 15 settembre alle ore 17,30 al caffè letterario della Biblioteca Comunale “G. Carducci” (Palazzo Mauri, Spoleto).

Teatro Caio Melisso di Spoleto

Venerdì 15 settembre ore 21,00

Sabato 16 ore 21,00

Domenica 17 alle 17,00