Sassofferrato dal Louvre a San Pietro, mostra prorogata

Sassofferrato dal Louvre a San Pietro, mostra prorogata

La collezione riunita rimarrà a Perugia fino a domenica 5 novembre

L’unanime apprezzamento della critica e lo straordinario successo di pubblico hanno indotto gli enti promotori a concordare un periodo di proroga autunnale per l’apertura della mostra “Sassoferrato dal Louvre a San Pietro: la collezione riunita”, organizzata dalla Fondazione per l’Istruzione Agraria e dall’Università degli Studi di Perugia in collaborazione con la Regione Umbria, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, e con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e del Comune di Perugia.

La mostra è stata inaugurata lo scorso 7 aprile nella Galleria Tesori d’Arte del complesso benedettino di San Pietro e proseguirà fino al 5 novembre 2017, anziché fino all’1 ottobre, come inizialmente previsto.

Oltre alle 17 opere realizzate dal Sassoferrato per San Pietro –tra cui l’Immacolata Concezione, il capolavoro che fu prelevato nel 1812 dall’abbazia benedettina di San Pietro per ordine di Dominique-Vivant Denon, direttore del Musée Napoléon, come si chiamava un tempo l’odierno Museo del Louvre, e da allora sempre rimasta in Francia- la mostra presenta numerosi altri dipinti, provenienti da raccolte pubbliche e private italiane e straniere, sia dello stesso Sassoferrato sia dei maestri ai quali l’artista marchigiano si ispirò. Tra questi ultimi Pietro Perugino, con le opere straordinarie di proprietà della Fondazione, e Domenico Tintoretto, con la bellissima Maddalena dei Musei Capitolini. Non manchano confronti con i contemporanei del Sassoferrato (come il caravaggesco Spadarino) e i suoi imitatori attivi in Umbria.


Perugia, inaugurata la mostra “Sassoferrato. Dal Louvre a San Pietro


Dal 6 luglio scorso, inoltre, la collezione in mostra –che è stata curata dalla professoressa Cristina Galassi e dal critico d’arte Vittorio Sgarbi- si è arricchita con l’esposizione di un capolavoro riemerso dal circuito del collezionismo: la meravigliosa Betsabea al bagno, la quale sarà -per la prima volta- esposta al pubblico.

Un ricco catalogo a stampa pubblicato dall’editore Aguaplano raccoglie lo studio sistematico delle opere in mostra, in aggiunta ad alcuni documenti inediti emersi dall’archivio della basilica utili per la ricostruzione della biografia del Salvi.