Salvatore Sciarrino ‘Ambasciatore di Città di Castello nel mondo’, al compositore i sigilli della città

Salvatore Sciarrino ‘Ambasciatore di Città di Castello nel mondo’, al compositore i sigilli della città

La cerimonia di “investitura” nella Sala del Consiglio tifernate, a seguire il documentario sul maestro al lavoro

Un lunghissimo applauso, oggi pomeriggio, nella Sala del Consiglio, ha accompagnato il conferimento, da parte del sindaco Luciano Bacchetta, del titolo di ‘Ambasciatore di Città di Castello nel mondo’ al compositore Salvatore Sciarrino, personalità di livello internazionale nel panorama della musica contemporanea, che dal 1983 vive nel capoluogo tifernate.

Dopo la consegna dei sigilli della città al protagonista del giorno, le motivazioni di tale titolo, poco dopo il suo 70° compleanno, sono state espresse in una pergamena e lette in pubblico dall’assessore Rossella Cestini:

Per il valore culturale della sua opera /per l’altissimo profilo artistico delle sue composizioni,/ per il legame trentennale con la città, /per aver saputo vedere la bellezza di questa terra/ed averla scelta come patria d’elezione tra le infinite patrie che la sua musica ha conosciuto ed abitato, l’Amministrazione comunale di Città di Castello conferisce a Salvatore Sciarrino , il titolo di Ambasciatore di Città di Castello nel mondo

Questa giornata resterà nel nostro curriculum di politici – ha detto il sindaco – La pergamena viene donata ad una figura mondiale, il fatto che sia un tifernate e che si festeggi nel Consiglio comunale è un riconoscimento di cuore, affettuoso, ad un uomo che viene dalla Sicilia, ad un maestro della musica nel mondo, probabilmente il maggior interprete della musica contemporanea, che ci onora nella sua scelta di essere residente a Città di Castello”.

Salvatore Sciarrino vive per il corso, frequenta i bar, le persone e i luoghi della città storica dove alcuni di noi sono nati e cresciuti. Ho avuto modo di conoscerlo ed apprezzarlo moltissimo dal punto di vista umano: conosce tutto e tutti ed anche le nostre abitudini. La sua caratura è di respiro internazionale, eppure, è anche così profondamente radicato nella nostra città con un’osmosi incredibile. E’ uno di noi, intendendo con questo che essere un tifernate significa anche essere Salvatore Sciarrino

cerimonia-sciarrino-7Ad un certo punto mi sono detto che bisognerà pure imparare a sorridere ha detto SciarrinoIo sono spigoloso, non mi piace la retorica, non sono sicuro di me. Città di Castello è stata ed è molto importante. Ho lasciato la mia città per andare a Berlino quando avevo 20 anni. Allora c’era un conflitto tra me e mio padre che non voleva facessi il musicista; rientrai e, dopo qualche anno, l’aut aut si fece sentire più forte ed andai a Roma, cominciai ad arrangiarmi facendo il copista. Poi si sono intensificati i rapporti con Milano, perché insegnavo al Conservatorio ma quando, nel 1979, insegnai in un masterclass a Città di Castello, non l’ho più lasciata”.

Attraverso il maestro Città di Castello può dire al mondo di avere un profilo contemporaneo, con sfumature nell’arte nella musica – ha detto l’assessore regionale Fernanda Cecchini – Oltre a questo, da tifernate, potrei dire che se Salvatore Sciarrino ha scelto di vivere qui, è perché la città offre la dimensione giusta per consentire ai suoi cittadini di vivere liberalmente, a prescindere da quale esistenza si è decisa per sé”.

Invitato dal sindaco a parlare, il tifernate doc Dino Marinelli ha ricordato l’incontro, 30 anni fa, con Sciarrino, in Pinacoteca, dove era in programma un suo concerto: “Siamo rimasti amici, ho capito subito l’amore che aveva per questa città, già ne parlava come se fosse qui da sempre”.

Prima della proiezione dell’anteprima “Sciarrino Séances”, realizzato dagli studenti dell’Università di Padova durante le prove di registrazione delle Lezioni di Suono, è intervenuto il regista del filmato Denis Brotto, docente di “Cinema e nuove tecnologie” dell’Ateneo, il quale ha detto di sentirsi “un ospite privilegiato. Sono contento che venga proiettato per la prima volta a Città di Castello, durante questa festa bellissima. Quando abbiamo iniziato a girare, volevamo catturare l’anima di Sciarrino ma ora l’impressione è che bisognerebbe farne subito un altro. La musica di Sciarrino è una musica principalmente visiva, restituisce immagini fortissime, in virtù di un’interlocuzione serrata con l’orchestra e il direttore Marco Angius. Per me è stato un onore fare questo lavoro”.

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