Saldi a Perugia, la speranza dei commercianti del centro dopo il flop di Natale

Saldi a Perugia, la speranza dei commercianti del centro dopo il flop di Natale

Dopo un dicembre sottotono si spera in un ponte lungo di shopping | Capaccioni (Confcommercio): “Poco turismo, i perugini non hanno respirato la magia natalizia anche per colpa della burocrazia”

Saldi tanto attesi a Perugia, sia dagli acquirenti che dai commercianti. Primo giorno di sconti e offerte anche in Umbria, una ventata di freschezza sia per gli utenti a caccia di prezzi a ribasso ma e soprattutto per i commercianti che hanno vissuto un Natale sottotono e con poche vendite. Con il ponte dell’Epifania in mezzo, si spera quindi in un weekend di shopping.

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Secondo Confesercenti 14,6 milioni di famiglie in tutto il paese si preparano a acquistare, oltre un italiano su due. E ci si aspetta sconti record, con una media del -23,5% in particolar modo nell’abbigliamento. Un fenome, quello dei saldi, che nel tempo ha subito una trasformazione: grazie agli acquisti su internet non è più un fenomeno di massa come un tempo e in alcuni negozi gli sconti ci sono tutto l’anno.

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L’acropoli

Ma i negozianti del centro storico di Perugia, dopo una mancata corsa ai regali di Natale, quest’anno guardano ai saldi con l’accesa speranza di veder capovolto il pessimo bilancio in tema di vendite avuto fino ad ora. “E’ stato un Natale interlocutorio – spiega Giuseppe Capaccioni, portavoce Confcommercio Perugia e comprensorio per il centro storico del capoluogo – nel senso che a causa del terremoto è mancato il turismo e i commercianti l’hanno molto sofferta”. Come a dire insomma che mai, come quest’anno, i saldi siano stati tanto attesi. “Speriamo che questa sia l’occasione per fare quello che non è stato fatto in precedenza”. 


Polemiche di troppo

Sì, perché unNatale sottotono, almeno per quanto riguarda il centro storico di Perugia, c’è stato. “Sicuramente parlando del centro storico c’è stato un minor afflusso rispetto agli anni precedenti – spiega Capaccioni – . Questo è evidente all’occhio ma anche numeri alla mano.  Una città come Arezzo ha sfruttato il fatto che non è stata toccata dal sisma e facendo quello che noi abbiamo fatto negli altri anni. In città è mancato il turismo, ma in parte è anche colpa delle polemiche che sono nate. Pista di pattinaggio si o no, ruota panoramica si o no: tutto questo gran vociare ha tolto un po’ di appeal al Natale in centro che, pur essendo ricco di attività, non ha creato quella curiosità nata invece nei due anni precedenti”.


Burocrazia

Un’analisi economica e politica, quella di Confcommercio di Perugia, che si può toccare con mano. Ma se da una parte la fetta di mercato rappresentata dai turisti è venuta meno, va fatta una tirata di orecchie anche ai perugini che non hanno scelto il centro come meta dei loro acquisti? “Nel perugino non si è innescato quel richiamo nei confronti del centro che invece era nato negli altri anni”. Secondo Capaccioni, inoltre parte della colpa la do alla burocrazia: gli organizzatori si sono dovuti impegnare moltissimo per risolvere tutti quei problemi legati ai problemi necessari: la Sovrintendenza ha fatto nascere qualche problema, le tante indecisioni e i tempi persi.  Tutto questo ha rovinato quel clima di festa e di magia che invece avrebbe dovuto esserci”. Ora si guarda al presente con il taglio del nastro della stagione dei saldi ma ancor di più si guarda al futuro. “Il prossimo anno vogliamo partire con dovuto anticipo in modo tale da poter lavorare sul certo e non sull’incerto”.