RICOSTRUZIONE POST TERREMOTO '97, FINANZA SEQUESTRA 55 CASE EDIFICATE A GIOVE DI VALTOPINA

RICOSTRUZIONE POST TERREMOTO '97, FINANZA SEQUESTRA 55 CASE EDIFICATE A GIOVE DI VALTOPINA

Venerdì scorso (1 luglio), i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Perugia hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo, emesso dal GIP di Perugia, dell’intero borgo di Giove di Valtopina, composto da 55 unità abitative per un valore complessivo pari a circa  € 5 milioni di euro.
AI sequestro attuale si è giunti in conseguenza delle indagini svolte dalle Fiamme Gialle e dagli esiti delle consulenze tecniche disposte dall’A.G. inquirente che hanno evidenziato gravi irregolarità nell’attività edificatoria per lo più attinenti a violazioni alle disposizioni normative previste per l’edificazione in zona sismica.
Nei primi mesi del 2009 i militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Foligno procedevano al sequestro probatorio di un’area sita nel Comune di Nocera Umbra, confinante con quello di Valtopina, adibita a discarica abusiva nelle quale venivano ritrovati anche rifiuti pericolosi, con la conseguente segnalazione alla locale A.G. di quattro persone per violazioni alle norme ambientali e penali.
I successivi approfondimenti svolti dalle fiamme gialle hanno permesso di stabilire con certezza che i rifiuti depositati nella discarica abusiva provenivano da un cantiere utilizzato per la ricostruzione post-terremoto dell’intero borgo di Giove.
La fase successiva delle indagini, culminata con i sequestri odierni, è stata mirata ad individuare l’effettivo e regolare svolgimento dei lavori di ricostruzione post-sisma del borgo di Giove attraverso l’analisi della documentazione acquisita, anche con l’ausilio di consulenti tecnici che, in conclusione, hanno avvalorato le ipotesi investigative dei finanzieri della Compagnia di Foligno confermando le svariate criticità di progettazione e realizzazione con conseguente pericolo per l’incolumità pubblica in considerazione del fatto che la zona d’interesse ricade in un’area ad elevato rischio sismico.
A distanza di quasi quattordici anni dallo sgombero delle abitazioni le persone che vi alloggiavano sono ancora sistemate nei container.
La vicenda è stata oggetto di un’attenta campagna stampa e di molteplici trasmissioni televisive che hanno evidenziato la gravità dell'accaduto.