Procura Spoleto, incidente probatorio su disabile costretta a prostituirsi

Procura Spoleto, incidente probatorio su disabile costretta a prostituirsi

Se accolta, la testimonianza della giovane potrebbe inguaiare gli 80 clienti

La Procura di Spoleto ha chiesto l’incidente probatorio su Vivian (nome di fantasia), la giovane spoletina affetta da “ingravescente deficit cognitivo” costretta dal padre e dal fidanzato a prostituirsi nei pressi nello svincolo sud della città. Con questa richiesta, ora al vaglio del Tribunale, il pm Gennaro Iannarone (che ha coordinato le indagini affidate ai carabinieri del Capitano Marco Belilli) intende con ogni probabilità accertare, anche con l’ausilio di uno specialista, l’effettiva consapevolezza della ragazza costretta a vendere il proprio corpo per accontentare le pressanti richieste economiche delle due persone che secondo le accuse la tenevano sotto scacco facendo leva proprio sui sentimenti che Vivian provava per loro.

ECCO DA DOVE PARTE L’INCHIESTA

L’eventuale testimonianza della spoletina potrebbe modificare la posizione anche degli ottanta clienti – ai quali per il momento non viene contestata alcuna accusa – che i carabinieri hanno individuato nel corso delle indagini grazie anche all’uso di pedinamenti, intercettazioni ambientali e telefoniche. Il loro ruolo potrebbe infatti cambiare totalmente se venisse accertato che il deficit cognitivo di Vivian era palese. Chi ha avuto modo di leggere le carte parla di un impressionante spaccato della società locale, ma anche di insospettabili clienti che venivano dalle province di Perugia e Terni richiamati dagli annunci che il fidanzato metteva su siti per escort. Piccoli imprenditori, impiegati, operai, disoccupati, a volte giovanissimi, altre persino ottuagenari che contrattavano prestazioni da 20 a 80 euro per appartarsi con la giovane, nei boschi intorno alla città o in un albergo, al cui titolare è stata ritirata la licenza per non aver registrato la presenza della ragazza e imposto l’obbligo di firma. L’arresto dei 2 uomini ha destato scalpore e rabbia in città per una ragazza indifesa che cercava di accontentare le richieste di chi l’avrebbe dovuta maggiormente proteggere. L’intervento dei militari ha posto fine alla pietosa vicenda e la ragazza si trova ora in una struttura protetta per cercare di ricostruire il proprio futuro.

(modificato alle 16:30)

Stampa