Posterna, le possibili scappatoie per evitare la demolizione

Posterna, le possibili scappatoie per evitare la demolizione

Le ipotesi al vaglio per salvare il doppio palazzo, attesa per la sentenza del Tar sulla sanatoria | Comune pronto a incontrare i privati

Il doppio palazzo della Posterna verrà demolito realmente? E che fine faranno gli acquirenti degli appartamenti venduti tra i 32  appartamenti presenti nei due edifici di via Interna delle Mura? Chi li rimborserà? Dopo la notifica dell’ordinanza di demolizione alle 6 persone condannate in via definitiva per aver concorso alla realizzazione dell’abuso edilizio da parte della Procura generale di Firenze – come scritto in anteprima venerdì da Tuttoggi.info – ora le varie parti coinvolte studiano le contromosse.


Posterna, demolizione entro 60 giorni | In 6 dovranno pagare


Secondo quanto disposto dai magistrati toscani nell’ingiunzione, che reca la data del 9 novembre, se i privati non ottempereranno alla demolizione entro inizio gennaio, in sostanza, procederà d’ufficio la stessa Procura presso la Corte d’appello di Firenze, accollando poi le spese ai 6 tra costruttori, progettisti e funzionari comunali riconosciuti colpevoli di violazioni al testo unico sull’edilizia. Gli avvocati dei costruttori Rodolfo Valentini e Francesco Demegni, dei tecnici Giuliano Macchia ed Alberto Zanmatti e dei due ex dipendenti comunali Giuliano Maria Mastroforti e Paolo Gentili, però, sono pronti a tentare tutte le strade per far sì che rimanga tutto com’è. In primis l’opposizione all’ordinanza, in gergo tecnico “incidente di esecuzione” (art. 666 codice di procedura penale), “nel caso in cui fossero sopravvenute situazioni giuridiche o di fatto incompatibili con la demolizione”.

Ipotesi sanatoria e il ricorso pendente al Tar

Innanzi tutto l’impressione è che tutti cercheranno di prendere tempo in vario modo. C’è soprattutto un elemento su cui far leva: la richiesta di sanatoria avanzata dalla società costruttrice Madonna delle Grazie di Rodolfo Valentini, la stessa che un anno e mezzo fa ha intentato una causa civile, chiedendo quasi 28 milioni di euro di risarcimento, contro Comune di Spoleto, Regione Umbria, Provincia di Perugia e Findem, la società di Demegni proprietaria del terreno dove è stato realizzato il cosiddetto ecomostro. Le novità normative in merito al testo unico sull’edilizia, infatti, consentirebbero una sanatoria, dietro il pagamento di una somma significativa. Una istanza in tal senso è stata avanzata dai costruttori, ma è stata respinta dagli uffici comunali perché non avrebbe avuto una regolarità formale. Contro tale decisione, i proponenti hanno quindi dato vita ad un ricorso al Tar, chiedendo anche al Comune 4 milioni di euro di danni. Ricorso che è stato discusso di recente e trattenuto in decisione. Se i giudici dovessero accogliere la tesi dei proprietari del palazzo della Posterna, e quindi ritenere valida la richiesta di sanatoria, il doppio edificio sarebbe salvo. Sempre che la decisione arrivi in tempi brevi e nel frattempo non si dia seguito alla demolizione.

Il ruolo del Comune, l’ipotesi di acquisizione e le beghe economiche e politiche

Intanto anche il Comune di Spoleto è chiamato ad interloquire con la Procura generale di Firenze. Oltre all’ordinanza di demolizione notificata ai legali dei sei condannati, infatti, il pm fiorentino Pappalardo ha scritto anche all’amministrazione comunale, chiedendo se vi siano in essere pratiche per la sanatoria oppure se sia intenzione dell’ente comprare l’edificio. Sì perché un’altra scappatoia possibile sarebbe l’acquisizione a patrimonio pubblico da parte del Comune di Spoleto. Al momento nessuna delle due ipotesi formalmente c’è, ma il Comune dovrà comunque informare dell’esistenza del ricorso al Tar. Non è invece chiaro se l’amministrazione comunale voglia o meno cercare di salvare i due palazzi ed i 32 appartamenti. Dalla Giunta Cardarelli le bocche sono cucite. Giovedì pomeriggio amministratori e tecnici hanno incontrato l’avvocato che li assiste nella vicenda, iniziando a ragionare su tutte le sfaccettature di questa rognosa questione. Spinosa per motivi tecnici, economici e politici. Sì perché qualunque cosa il Comune decida di fare – se attendere passivamente gli eventi o diventare parte attiva – il rischio è di contenziosi civili, alcuni appunto già in corso, e risarcimenti milionari agli attuali proprietari. E poi ci sono i motivi politici: parte di coloro che fanno parte dell’attuale maggioranza una decina di anni fa si sono schierati pubblicamente contro la realizzazione di quello che già allora venne bollato come il “mostro delle mura”.  Salvarlo ora rischia di creare spaccature politiche insanabili. Ma la demolizione del doppio palazzo della Posterna potrebbe comportare ripercussioni anche sul parcheggio multipiano della Posterna. Con problemi forse anche sulla sua agibilità. E dal punto di vista “estetico”, infine, come diventerebbe l’area senza il grande edificio ed il parcheggio a servizio della mobilità alternativa a vista?

Incontro con i proprietari in vista

Se dal punto di vista legale ora verranno fatti i dovuti passi, l’amministrazione comunale avrebbe comunque in mente di incontrare i proprietari dei 32 appartamenti presenti all’interno dei palazzi di 4 e 5 piani, collegati tra loro da una galleria pedonale. Confrontarsi e mettere sul tavolo varie posizioni e ipotesi potrebbe aiutare a trovare una scappatoia, anche perché chi ha acquistato gli appartamenti in questi ultimi anni è comunque incolpevole.

Il tempo, però, stringe, il conto alla rovescia è iniziato e non è detto che anche le opposizioni all’ordinanza davanti al giudice per l’esecuzione presso la Corte d’appello di Firenze comporti una sospensione del provvedimento di demolizione per quello che da anni ormai da tutti in città viene chiamato “ecomostro”.

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