Politica, il mese delle rose. E delle spine

Politica, il mese delle rose. E delle spine

Feste, scienza, fantascienza e brindisi verso le amministrative con vista sulla Regione

A dispetto del colpo di coda dell’inverno, è maggio, anche in Umbria. E che bella è l’Umbria a maggio, mese nel quale iniziano le tante manifestazioni storiche che proseguiranno sino ad ottobre! Manifestazioni che riempiono il cuore e distraggono gli animi più indomiti. Anche quelli dei nostri politici.

Ad Assisi, ad esempio, Ricci si consola per lo slittamento della pratica per ricostituire il gruppo consiliare indossando i panni del regista. E fa dono del suo mini-film sul Calendimaggio ai suoi contatti in tutti i canali social. Ottima la regia: potrebbe anche dirigere una squadra di assessori regionali, un giorno.

A Gubbio, ogni altra ostilità che non sia quella tra ceraioli passa in secondo piano. E così, anche Smacchi ha seppellito per qualche giorno l’ascia di guerra. Tanto i politici umbri avranno modo di incontrarsi proprio all’ombra del Monte Ingino, da dove renderanno omaggio alla Corsa che ha dato anche il simbolo alla nostra Regione. Magari affacciati dalla sede “distaccata” della Fondazione Cr Perugia.

E allora, si dirà, si saranno rilassati anche i vari Brega, Paparelli e Liberati in quel di Terni, sulle note del Cantamaggio. Non proprio. Perché a Terni, da un anno a questa parte, più che cantarsele, se le suonano di santa ragione.

Possiamo stupirvi con effetti speciali

Chi poi alle feste ludiche preferisce la scienza, nel maggio umbro non resta deluso. Perugia ha appena ospitato il premio Nobel per la chimica Jean Pierre Sauvage, che alla Sala dei Notari ha tenuto una Lectio magistralis. Pare che uno studente di Chimica (o forse era di Scienze politiche) gli abbia chiesto la formula per legare, senza far esplodere il laboratorio, due elementi come il Marinium e il Boccium. Sauvage ha allargato le braccia: è un Nobel per la chimica, mica un alchimista.

Città di Castello, per non essere da meno, è stata sede di una tre giorni per spiegare la “Guarigione quantica secondo Bulgarella Quantum Healing”. Al punto 7, tanto per capire di cosa si tratta, viene prescritto: “Focalizza mentalmente con gli occhi chiusi lo spazio fisico tra i due occhi e subito dopo abbandona la focalizzazione e dimora nello spazio tra due pensieri, nella consapevolezza del nulla”. Più chiaro di tante parole dette e documenti prodotti in congressi, convention e direzioni di partiti politici.

Non la pensano così docenti e ricercatori di Fisica e Geologia dell’Università di Perugia dell’Istituto nazionale di Fisica nucleare, che hanno scritto al Comune di Città di Castello lamentando il patrocinio dato ad una manifestazione “priva di qualunque fondamento scientifico”, ed all’assessore regionale Barberini di cui era stata annunciata la presenza. Quest’ultimo ha spiegato che il suo nome era stato inserito senza alcuna autorizzazione nella locandina di un evento a cui non era minimamente interessato. Il Comune di Castello, che l’ok l’aveva dato, ormai non poteva tirarsi indietro ed allora si è tirato a sorte per scegliere chi mandare in rappresentanza della Giunta. Del resto, se il Comune di Perugia aveva patrocinato un convegno sulle scie chimiche…

Non è ancora ufficiale, ma pare che a Spoleto stiano invece per giungere luminari della psichiatria mondiale. Sembra infatti che lo studio di quanto sta avvenendo nella città del Festival in vista del voto amministrativo, qualora si giungesse ad una spiegazione incontrovertibile, potrebbe far compiere un balzo in avanti epocale nella cura di malattie quali nevrosi, psicosi, bipolarismo, schizofrenia, disturbo dell’identità di genere, disturbo d’ansia da separazione, disturbo del controllo degli impulsi. Peccato, affermano gli scienziati, che la campagna elettorale duri solo un mese…

Beviamoci su

Per prepararsi alle cure quantistiche, a Città di Castello si è brindato sotto il marchio “Only Wine”. A Foligno, invece, lo slogan scelto è l’originalissimo “Vini del mondo”. Da non confondere con la storica manifestazione spoletina “Vini nel mondo”. Una “d” per una “n” che mostra tutta la vocazione all’import della città della Quintana. A Spoleto qualcuno ha gridato allo scippo, altri hanno mugugnato. E poi c’è chi, perfidamente, ha girato intorno al Torrino per quattro giorni pronunciando incomprensibili nenie sciamane. Tanto da riuscire a trasformare il vino in acqua. I folignati non se la sono presa. E assicurano che verranno presto a Spoleto, dopo aver fatto scorte di popcorn: perché nella città del Festival, tra un mesetto, si vota.

Ma sorridiamo tutti, è maggio. Il mese delle rose. E delle spine.

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