Piccolo Joan, voto bipartisan su trascrizione atto di nascita

Piccolo Joan, voto bipartisan su trascrizione atto di nascita

Opposizione e parte della maggioranza chiedono a Romizi di riconsiderare la questione del bimbo nato da due mamme | Bistocchi “Per il Comune quel bimbo non esiste”

Sui banchi del consiglio comunale arriva un ordine del giorno bipartisan. Con 16 voti a favore (11 opposizione, Camicia, Perari, Scarponi, Nucciarelli e Leonardi), un contrario (Varasano) ed un astenuto (Sorcini) è stato approvato l’ordine del giorno dei consiglieri Perari, Scarponi, Bistocchi, Bori, Rosetti, Giaffreda in fatto di trascrizione dell’atto di nascita di un bambino con due madri perugine nato in Spagna. La storia è quella del piccolo Joan, figlio di due madri di Perugia e nato in Spagna il 27 dicembre scorso e impossibilitato a tornare in Italia perchè Palazzo dei Priori ha negato la trascrizione dell’atto.


Figlio di due mamme, Comune Perugia nega la trascrizione atto di nascita


E’ un decreto del presidente della Repubblica (396/2000) ad escludere la trascrizione degli atti validamente formati all’estero soltanto nel caso in cui essi siano contrari all’ordine pubblico. “La Cassazione – spiegano dall’aula del consiglio comunale – ha poi escluso la contrarietà all’ordine pubblico dell’atto di nascita validamente formato all’estero che riporta due genitori dello stesso sesso”.  In particolare la Corte ha confermato che è trascrivibile l’atto di nascita formato all’estero con entrambe le madri in una fattispecie del tutto analoga a quella del caso di specie in cui le madri avevano fatto ricorso alla medesima tecnica di procreazione medicalmente assistita.

Arriva proprio dalla Prefettura di Perugia la nota 47923 del 17 maggio 2017, inviata a seguito della richiesta di parere dell’Ufficio di stato civile, che, come afferma il prefetto quando scrive che “nella fattispecie, non si ravvisa l’esigenza di fornire alcun parere“, non è vincolante.

Ed ecco che lunedì una pare dell’opposizione ma, ed è un forte segnale, anche una parte della maggioranza hanno invitato il sindaco Andrea Romizi, in veste di Ufficiale di Stato Civile, a riconsiderare la questione e procedere alla trascrizione integrale dell’atto del piccolo Joan con entrambe le sue madri come risulta dall’atto di nascita validamente formato in Spagna. Sì, perchè l’approvazione in consiglio comunale impegna gli amministratori della città a riconsiderare la decisione sino ad ora presa, ma non obbliga alcuna azione.

Bistocchi, aprendo il dibattito, ha sottolineato come il Comune, rifiutandosi di trascrivere l’atto, ha disconosciuto un fatto obiettivo, ossia la nascita del bambino. “Oggetto di discussione – continua la consigliera del Pd – oggi non è il riconoscimento dell’unione tra due persone dello stesso sesso, ma solamente il rigetto di una legittima trascrizione. E’ assurdo, pertanto, che per il Comune di Perugia oggi quel bambino non esista e che, per l’effetto, per la prima volta in Italia sia stata rifiutata una trascrizione dovuta. Riteniamo quindi che questa vicenda debba concludersi oggi in seno al Consiglio comunale con un voto a favore evitando spiacevoli strascichi giudiziari”.

Rosetti ha segnalato che la posizione del M5S è sempre stata chiara sul tema dei diritti individuali: nessuno, in sostanza, deve rimanere indietro. Per questo il M5S ha inviato al sindaco Romizi una diffida affinché si proceda, in autotutela, alla immediata trascrizione dell’atto di nascita in oggetto; adempimento determinante per poter riconoscere tutti i diritti di cittadinanza al bambino. “Non si può negare ad un bambino di essere nato. Qui non si parla di opinioni politiche, ma di atti amministrativi dovuti che il sindaco, in quanto ufficiale di stato civile, ha il compito di adottare subito”.

Sorcini ha segnalato che, nel caso di specie, non vi è solamente un problema di normativa, ma anche di etica e di morale. Alla base di tutto, secondo il consigliere Fdi, vi è un errore a monte presente nelle legislazione italiana che dà origine ad una contraddizione: in mancanza di una legge sul punto, cioè, l’Italia costringe le persone (ma solo quelle che possono permetterselo economicamente) a trasferirsi all’estero per procedere alla fecondazione eterologa. Questo, per un paese civile e democratico, è inaccettabile. “Tuttavia – continua Sorcini che ha annunciato un voto di astensione non trovandosi d’accordo con nessuna dell due posizioni – ben avrebbe potuto una solo delle due madri avanzare la richiesta di trascrizione dell’atto di nascita, evitando l’insorgere della questione”. 


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