Oma Tonti, ecco le ragioni dello sciopero

Oma Tonti, ecco le ragioni dello sciopero

Nel mirino di lavoratori e sindacati la gestione del personale e le tensioni in dirigenza

Sciopero alla Oma Tonti, ma quali sono i veri motivi della protesta? Lo scopo – a detta di sindacati e lavoratori – è quello di lanciare un forte segnale diretto alla proprietà, in particolar modo a quelle che sono state definite ‘dispute interne al management’ anche perchè – hanno sottolineato nel corso della manifestazione – ‘quello che interessa è la massima trasparenza nella gestione’.

Quello che, nella sostanza, viene ribadito, è la richiesta di una dirigenza che sia capace di valorizzare al meglio le grandi potenzialità e le qualità professionali della Oma Spa, da sempre fiore all’occhiello dell’industria aeronautica folignate ed internazionale.

Tra i lavoratori serpeggia un crescente malumore, più per le modalità di gestione del personale stesso, che per le prospettive di sviluppo dell’azienda. Un concetto più volte sottolineato dai rappresentanti sindacali.

Fuori dai cancelli della fabbrica, sono intervenuti Adolfo Pierotti della Fim Cisl, Simone Pampanelli della Fiom Cgil e Daniele Brizi della Uilm Uil. Presente al presidio anche Giovanni Tonti, uno dei fratelli che gestisce la società. Dalla protesta di via Cagliari è emerso chiaramente il fatto che a destare preoccupazione sono – come detto – le tensioni interne alla proprietà, tensioni anche di stampo familiare che – osservano lavoratori e sindacati – rischiano seriamente di ripercuotersi negativamente sulla governance aziendale.

I riflettori sono stati puntati su di un altro punto dolente, ovvero sia quello che è stato definito senza mezzi termini ‘clima ottocentesco fatto di provvedimenti disciplinari, spostamenti immotivati e tensione’ che di fatto non contribuirebbe alla ottimale organizzazione del lavoro e dei processi produttivi.

Nella lista della problematiche, la condizione dei lavoratori interinali, molti dei quali – è stato segnalato nel corso delle ore di sciopero – sono già usciti ed altri potrebbero essere espulsi prossimamente. Insomma più che per le prospettive future o le condizioni economiche, a preoccupare è l’attuale modalità di gestione dell’azienda.

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