Niente rottamazione bis per le cartelle esattoriali a Spoleto, interviene anche Confartigianato

Niente rottamazione bis per le cartelle esattoriali a Spoleto, interviene anche Confartigianato

L’associazione di artigiani interviene dopo l’invio di 4mila cartelle esattoriali ai contribuenti spoletini: “Basta considerarci evasori”

Sul caso della rottamazione bis delle cartelle esattoriali che per una serie di concause al momento è negata ai cittadini di Spoleto (che proprio in queste settimane stanno ricevendo 4mila richieste di pagamento per tasse e tributi non pagati dal 2009 in avanti) interviene anche la Confartigianato.

A sollevare il caso nei giorni scorsi era stata Confcommercio, dopo un primo botta e risposta con il Comune sul regolamento da approvare ma di cui in realtà non c’era bisogno. L’associazione presieduta da Tommaso Barbanera aveva spiegato come il mancato invio dei ruoli prima ad Equitalia e poi al nuovo gestore del recupero dei crediti, l’Ica, tiene fuori i cittadini spoletini dalla possibilità di usufruire della cosiddetta rottamazione bis. Per ovviare al problema l’amministrazione si è già mossa, chiedendo al Governo la possibilità di una proroga per i comuni all’interno del cratere del terremoto rispetto alla scadenza di fine settembre 2017 fissata in modo retroattivo dal Parlamento. Ora sul tema interviene anche la Confartigianato, che incalza il Comune anche sulla questione delle rateizzazioni.

Di seguito la nota integrale dell’associazione di artigiani.

“A seguito delle esternazioni del presidente di Confcommercio Spoleto Tommaso Barbanera pubblicate sugli organi della stampa locale in data 18.01.2018 relativamente alla adesione alla rottamazione bis e nonostante l’interesse e la disponibilità manifestataci da parte del vicepresidente del consiglio Sandro Cretoni sui chiarimenti in merito ai nostri dubbi, sul quale avevamo riposto fiducia come Confartigianato Imprese Perugia sez. di Spoleto in quanto allarmati dalle notizie divergenti come la risposta da parte del dirigente Claudio Gori in data 20.01.2018; con grande disapprovazione e delusione sulle modalità esposte nei chiarimenti uscite pubblicamente, ci ritroviamo ancora una volta a presentare una città divisa tra pubblico e privato su un argomento che poteva essere affrontato congiuntamente e nell’interesse di tutti.

Pur avendo ricevuto in data 07.02.2018 da parte del vice sindaco Maria Elena Bececco, la richiesta per l’estensione del termine della rottamazione al 31.12.2017, mirata a recuperare anche se in estremis la situazione drammatica venutasi a creare per la mancata aspettativa e diffusa come richiesto, sempre in spirito di collaborazione, la Confartigianato di Spoleto si domanda perché si è arrivati così tardi. 

 Le molteplici telefonate a cui il consiglio direttivo territoriale è stato soggetto anche in questa occasione, come già successo per le aliquote tari 2017 (di cui speriamo in una ridefinizione come rassicuratici in data 18 luglio 2017), coinvolge molti artigiani e sono mirate  a chiedere e sollecitare all’Amministrazione una reale risoluzione positiva, come già in altri comuni dell’Umbria è stato deciso per aiutare i più diversi soggetti interessati a regolarizzare la propria posizione debitoria.

Persino il Consiglio comunale del comune di Caserta ha dato ai propri cittadini ed imprenditori la possibilità di spalmare le cartelle esattoriali in ben 16 rate.

Visto il perdurare e l’inasprirsi della crisi, amplificata dagli eventi sismici del 2016, chiediamo all’Amministrazione più attenzione rivolta alle categorie scriventi e vorremmo far notare che gli eventuali tardati pagamenti di qualsivoglia inadempimento non avvengono per mera volontà ma per questioni contingenti del momento storico che tutti ci troviamo ad affrontare: scarsità di commesse, concorrenza nazionale, difficoltà negli incassi dei lavori eseguiti, ponendo poi l’accento sul fatto che le imprese non hanno le stesse tutele delle banche e degli enti pubblici che in pochi mesi vengono e pignorano gli averi che con tanto lavoro e sacrifici che gli imprenditori ed i cittadini hanno costruito. 

Se qualcuno non paga i lavori svolti, nonostante ci si affidi in casi estremi a cause lunghissime e con i relativi atti successivi, nella maggior parte dei casi poi il risultato è infruttuoso, quindi maggiore danno economico. La vita economica di una comunità e la Confartigianato lo sostiene da sempre deve essere circolare, altrimenti come dimostrato, ed in modo irreversibile, il cerchio che lega tutti i soggetti economici si spezza e provoca a caduta grandissime difficoltà economiche. Se veramente si ha l’interesse ad aiutare i settori economici minori ma più numerosi della città perché lasciarsi perdere un’occasione per poter ridare dignità ad artigiani, commercianti, piccole imprese, partite iva, che proprio per questa lunghissima crisi sono venuti meno a regolarità fiscali che prima erano state sempre onorate? BASTA considerare evasori la moltitudine di soggetti interessati che si trova in questa situazione per la perseverante crisi economica, BASTA pensare solo a salvare banche ed agevolare continuamente multinazionali e grandi imprese. La Confartagianato chiede che sia ridata energia ed opportunità a quel tessuto che da sempre rappresenta l’Italia del fare”.

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