Minacce e insulti a don Formenton, il prete antirazzista che predica il Vangelo | Cartello virale

Minacce e insulti a don Formenton, il prete antirazzista che predica il Vangelo | Cartello virale

Anche stampa internazionale sul cartello che invita gli xenofobi a non entrare in Chiesa | Instagram e Facebook, migliaia di condivisioni

Minacce di morte e insulti a don Formenton, il parroco di Sant’Angelo in Mercole (frazione di Spoleto in provincia di Perugia) che venerdì scorso, come anticipato da Tuttoggi.info, ha affisso sul portone della piccola chiesina la scritta “In questa Chiesa è vietato l’ingresso ai razzisti…tornate a casa vostra!”. Sono quelle che da ieri mattina arrivano al telefono della parrocchia, preso indubbiamente di mira da quanti non hanno visto di buon occhio la presa di posizione del prete di origine veneta rimasto turbato dai gravi episodi verificatisi nei giorni scorsi a Treviso e che ha voluto mandare così un segnale quanto meno alla propria collettività.

La conferma delle minacce arriva direttamente dai fedeli che hanno raccolto la confidenza del parroco che nel corso degli anni è più volte rimbalzato agli onori della cronaca per le sue posizioni forse provocatorie, di sicuro sempre rispettose del Vangelo. Una sorta di don Adrea Gallo in versione più riservata, meno ‘partigiana’ ma altrettanto efficace in difesa dei più deboli, altrettanto sagace e ironica nei confronti dei poteri forti, non esclusi quelli della Chiesa. E se c’è bisogno di mandare un messaggio chiaro e forte, in grado di usare anche il suo profilo Facebook.

Così un invito (fin troppo scontato) a restare fuori dalla “Casa del Popolo di Dio” da parte di chi non rispetta il prossimo, o peggio ha buttato via il pane destinato agli immigrati di Quinto e rubato persino i televisori predisposti negli alloggi destinati a loro, è diventato virale: non solo tra quanti hanno condiviso il messaggio ma anche tra coloro che lo hanno preso a pretesto per scaricare la propria rabbia nei confronti del don. Eppure il religioso era stato attento a riportare sul cartello il verso 25 di Matteo (non Salvini, l’apostolo) “Ero straniero e non mi avete accolto…lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno…”. Non è bastato. Come se all’Avis spuntasse il messaggio “I vampiri non sono ben accetti” e qualcuno si scandalizzasse.

Eppure una ‘storia normale’, per dirla alla Guccini, è diventata speciale con la notizia che sta facendo il giro del mondo.

Basti pensare che l’articolo lanciato sabato da Tuttoggi.info ha finora registrato 36.500 interazioni sui social (specie su Twitter, Facebook e Instagram), quasi 24mila like, 6mila condivisioni e più di 7mila commenti.

La stampa nazionale e internazionale ha inseguito per tutto il giorno don Gianfranco che si è concesso solo per qualche minuto a La7 e Agorà, preso tra le sue funzioni (oggi ha celebrato un funerale) e i ragazzi da seguire nel ritiro spirituale appena cominciato tra i monti della Valnerina. Tv e giornali tedeschi e francesi hanno contattato persino l’ufficio stampa del Municipio per avere il cellulare del parroco.

L’affondo sfondato di Salvini –  a prendere posizione contro il parroco, come non crederlo, è stato il segretario della Lega Nord Matteo Salvini che non ha digerito il commento rilasciato da Formenton a Il Fatto Quotidiano: “Le parole di Papa Francesco nelle sue ultime encicliche sono dirompenti – ha detto al giornale del direttore Marco Travaglio – siamo in un’emergenza mondiale causato dall’uomo e non da Dio e la comunita cristiana deve dare una risposta….c’è una violenza inaudita sul tema profughi, è l’emergere delle pulsioni peggiori dell’umana specie, coltivate da questi quattro politici che hanno una memoria storica non più lunga di tre mesi e che fomentano questo odio…hanno fatto così Hitler, Mussolini e lo stanno facendo anche la Lega e Casa Pound che hanno compreso quanto in questo modo si raccolgano consensi”. Ovvia la replica stizzita di Salvini che non entra come al solito nel problema ma pone domande, così per continuare l’equivoco e cavalcare il populismo. Se aveva avuto modo di bacchettare Papa Francesco, figurarsi un povero prete di campagna. Leggiamo il ‘verde’ cinguettio: “Forse don Formenton preferisce gli AFFARISTI alla Mafia Capitale? Preferisce gli scafisti, gli schiavisti, i terroristi? Povera Spoleto e povera Chiesa, se questo è un prete…”. Di cosa parli Salvini non è dato sapere. La città del festival l’ha vista praticamente in cartolina dal momento che c’è stato qualche mese fa giusto un paio d’ore per inaugurare la sede della locale LN in vista delle elezioni regionali e far saltare i nervi al parroco che era stato invitato a benedirla. E che, scanso equivoci, aveva bagnato con l’aspersorio anche il segretario. “Avrei bisogno non dell’acqua santa ma di una doccia santa” fece Salvini sperando di suscitare chissà quale simpatia (nel video di TO).

Io sto con Bergoglio” – raggiunto al cellulare don Gianfranco si dice sereno e non comprende ancora tutto questo clamore. “Ho fatto un invito anche gentile a questi signori (i razzisti, n.d.r.) – dice a Tuttoggi.info – a rimanere nelle loro case. Mi pare che Gesù sia stato più duro di me annunciandogli il fuoco eterno”. Quanto alle minacce preferisce non commentare ma è evidente che è turbato da quanto ricevuto al telefono. “Ho segnato i numeri, quelle dai telefoni hanno prefissi del nord Italia. Comunque non credo di aver fatto nulla di anormale, l’unica voce che conosco è quella del Vangelo e di Papa Bergoglio”.

Viene un dubbio. Ma se Cristo cacciò i mercanti dal Tempio, Giovanni Paolo II scomunicò i mafiosi, Papa Francesco non potrebbe fare nulla verso i razzisti? Chissà che non sia arrivato il momento.

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“Vietato ingresso in Chiesa ai razzisti”, il cartello di don Formenton che piace a Facebook